Vacanze in Sicilia: non bere questi 12 vini è un gesto gratuitamente autopunitivo

Avete già zippato quantità sproporzionate di vestiti che non indosserete per la vacanza in Sicilia? Fatto il pieno, litigato con la consorte, scelto il piano di viaggio e le sacrosante tappe gastronomiche? Non state davvero mettendo un cartone di vino, lontani da sguardi severi, dentro il bagagliaio, nel cuore della notte? Non vi sembra eccessivo? Andate in Sicilia, non in Olanda, suvvia.

Regione ricca di eccellenti vini, La Sicilia continua paradossalmente a scontare l’enorme successo di alcune tipologie (Nero D’Avola su tutte) che hanno spinto troppi a fare un vino di mercato, economico e internazionale, piuttosto che di territorio. Ma l’ultimo decennio ha spostato il baricentro dell’offerta, con grandi realtà, affiancate da ottimi artigiani, di sicuro interesse.

Tenuta di Fessina
La riscoperta del territorio vinicolo siciliano posa gran parte delle sue fondamenta sul lavoro che è stato fatto sull’Etna, polmone viticolo di grande qualità. E dal fascino assoluto. Non a caso i grandi del vino siciliano come Planeta, Tasca, Firriato e recentemente Cusumano ne hanno acquistato decine di ettari. L’etna bianco e rosso di Fessina è puro manifesto delle potenzialità dell’Etna. Vini d’autore da non farsi sfuggire.

Cusumano – Alta Mora
Come appena detto la famiglia Cusumano ha acquisito le storiche vigne di Benanti, realtà importante dell’Etna e dotati di una cantina bellissima. Il nome dell’azienda è Alta Mora e l’Etna bianco è il primo (ottimo) risultato. L’azienda è anche nota per i suoi spumanti e per il celebre Sàgana, tra i migliori Nero d’Avola sulla piazza, ma se cercate un bianco tutto freschezza e bevibilità buttatevi sul nuovo Shamaris, Grillo in purezza.

Passopisciaro
Siamo all’altezza notevole di 1000 metri, sul versante nord dell’Etna. Qui Andrea Franchetti spinge il Nerello mescalese ai suoi massimi, con un vino manifesto di franchezza e pulizia. Cinque versioni del vitigno ognuna con una sua personalità e impronta.

Graci
Spostiamoci verso Catania a Passopisciaro, dove Alberto Aiello (non siamo parenti!) coltiva venti ettari di Etna Rosso e Etna Bianco. Più intrigante il secondo, molto teso e montagnino. Impossibile associarlo all’idea classica del vino siciliano.

Porta del Vento
Vacanze a Palermo tra mare e abbuffate? Per il vino saliteal fresco a quota 600 metri e andate a Camporeale dove Marco Sferlazzo produce un Catarratto stupendo, tutta freschezza e salinità. E non fatevi sfuggire neanche il suo Maque Perricone.

Centopassi
Sempre a Palermo è tempo di un vino etico, frutto di una cooperativa costituita con i fondi confiscati alla mafia. Specie se oltre a essere etico è buono. Il Catarratto Terre Rosse di Giabbascio e il loro Grillo innaffieranno  le vostre cene a base di pesce.

La Sicilia dalle nuvole

Marco De Bartoli
La Sicilia è anche terra di grandi vini dolci, su tutti il Passito di Pantelleria (provate Ferrandes) e il glorioso Marsala. Devastato da un uso criminale che ne ha svalutato le qualità si sta prendendo le sue rivincite. L’isola è ricca di buoni Marsala e numerosi metodi di realizzazione, ma quelli di Marco De Bartoli (Vecchio Samperi e Marsala superiore) rimangono gemme rarissime. Come il suo splendido Passito Bukkuram.

Nino Barraco
Se siete ancora a Marsala un salto da Nino Barraco vi tocca proprio farlo. Artigiano puro, genuino e sorridente. Grandi i suoi vini per espressione e purezza, soprattutto il Cattarrato e il Grillo. E ovviamente lo Zibibbo, la cui dolcezza è sorretta da un’acidità e una sapidità davvero importanti.

Cantina Barbera
A Menfi, in provincia di Agrigento, il mare è incantevole e il vino si fa decisamente bere. Il dinamismo e l’intelligenza di Marilena Barbera non è in discussione (non è una sviolinata effimera ma un’opinione frutto di un piacevole viaggio insieme verso Merano) e i suoi vini non sono da meno. Provate l’Inzolia, riconciliatevi con il Nero d’Avola e godetevi La bambina, magnifico rosato.

Planeta
A Menfi ovviamente sarete anche invasi da Planeta, istituzione storica del vino siciliano. Grandi numeri, con etichette di ogni tipo, e qualche bottiglia di qualità importante. Per esempio il loro Carricante da abbinare al pesce che mangerete senza soluzione di continuità. Provate anche il Cometa, a base Fiano.

Gulfi
Siete nel ragusano e siete grandi fan del Nero D’Avola fruttato e profumato, tanto da volerlo bere anche a temperature importanti. Provate quelli di Gulfi, paradigma intelligente della tipologia. Per i bianchisti consigliato il loro Carjcanti.

Occhipinti
Ragusa è anche il regno di una delle donne del vino naturale più celebrate degli ultimi anni: Arianna Occhipinti, mano e volto di alcuni dei vini più espressivi della regione. Molto amati i suoi SP68, rosso e bianco. Personalmente stravedo per il Frappato: rosso succoso e sapido, mai dimostrativo.

Adriano Aiello Adriano Aiello

4 luglio 2014

commenti (8)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Mauro ha detto:

    Passo pisciaro un grande vino italiano, di fatti un Pinot nero

  2. Laura ha detto:

    Se devo fare un regalo a mio marito: Bukkuram senza dubbi! Come dice Bukkuram for ever!

  3. Adriano Aiello Adriano Aiello ha detto:

    Francesco sfugge sempre qualcosa quando si fanno queste liste, che hanno un valore di discussione e di racconto mica di risolutezza. Sono parecchi i vini che una volta inviato il pezzo ho pensato di aver dimenticato

  4. Orazio ha detto:

    Cusumano e Planeta, ma per favore… se dobbiamo parlare di vini industriali allora meglio Firriato.

    1. Mauro ha detto:

      Detto da uno che non ama lo Chardonnay di Planeta e quasi tutti gli Chardonnay italiani, ma il suo Chardonnay è indubbiamente il migliore del sud Italia.

  5. anto ha detto:

    Ma dai Adriano e Nawàri di Duca di Salaparuta? Mi sembra un po’ strana questa lista!

«