di Martina Liverani 20 Gennaio 2014
mok bang, corea, la diva

In questo momento in Corea del Sud sono le otto di sera, ora di cena. La Diva sta allestendo il suo desk con almeno un paio di pizze, spaghetti, una dozzina di uova, qualche bistecca, riso, e altro indefinibile cibo coreano. Migliaia di persone si sono già collegate alla web tv, hanno pagato per scaricare il livestreaming e sono pronte a godersi lo spettacolo: vederla consumare la sua cena.

Il food porn per come lo conosciamo è defunto. Non basta più istagrammare ciò che si sta per ingoiare e condividerlo con gli amici ipnotizzati, ora i guardoni del cibo si sintonizzano sui canali che trasmettono a pagamento i livestreaming di gente che sta cenando. E pagano per farlo.

Proprio ieri mi sono imbattuta in questa nuova e inquietante moda che arriva dalla Corea del Sud e che si chiama Mok-Bang. Si tratta di cene casalinghe, allestite davanti alla webcam, in cui il protagonista della cena si ingozza allegramente di quantità disumane di cibo per il diletto di chi sta dall’altra parte del monitor che si scarica il livestreaming a pagamento. In pratica: mangi tanto, lo fai in diretta, e ti fai pagare.

Ma per una migliore comprensione del fenomeno, permettetevi di parlarvi di La Diva. La Diva è un esserino minuto in grado di mangiare come una tavolata di minatori. La sua storia è questa: annoiata da una giovinezza indolente e da un lavoro banale (in una società di consulenza), si è appassionata a quest’hobby in grado di farle guadagnare qualche soldo. E pare che sia davvero talentuosa. E così, un po’ per gioco, come tutte le storie di successo, è diventata una specie di celebrità del Mok-Bang. Talmente brava in quello che fa (evidentemente) che ogni sera migliaia di persone si connettono e pagano per guardarla mangiare quantità strabilianti di cibo (coreano, pizza, pasta, bistecche, e qualunque altra cosa) e sentirla commentare ogni boccone con mugugni di piacere o apprezzamenti lapidari come “incredibile”, “ottimo”, “buonissimo”. Nelle poche interviste che La Diva ha rilasciato, ammette di spendere 3000 dollari al mese per la spesa ma di guadagnarne molti di più con le royalty che le passa il canale da cui i suoi fan scaricano i video. Ma imperterrita ogni sera mette in onda la sua cena.

Se esistesse una parola per descrivere la sensazione che comprende contemporaneamente il disgusto e la stima, l’incredulità e la rassegnazione, la userei quella parola. Ma ora non mi viene. Ho solo alcune considerazioni da condividere con voi.

1. Il metabolismo di queste persone permette grandi scorpacciate. Di sicuro La Diva ha meno di 30 anni. A 30 anni e un giorno, non le sarà più possibile.

2. Ancora non mi è chiaro se sia più fuori di testa chi mangia o di chi paga per vedere qualcuno mangiare. Forse i secondi.

3. Quello di cui non abbiamo davvero bisogno è la messa in onda di uno show sul binge eating

4. Spero di rileggere questo post tra un anno e avere la certezza che ancora nessuna delle persone che conosco si guadagna da vivere cenando in streaming, né avere amici che pagano per vederlo fare.

5. Spero di non dover mai recensire un libro di ricette di La Diva.

6. Spero di non partecipare mai ad un evento gastronomico in un cui La Diva è la star internazionale

[Crediti | Link: mokaku.com | Immagini: globalpost.com]