di Martina Liverani 20 Agosto 2013
ovetto kinder, sessista

Sicuramente siete già informati sul fatto che gli ovetti Kinder sono vietati in USA a causa di una legge che impedisce il commercio di alimenti con all’interno qualcosa di non commestibile (la sorpresina potrebbe soffocare i bambini, o magari essere un eccellente contenitore per il traffico di droga).

Quel che sono certa non sapete ancora, a proposito degli ovetti Kinder, è che essi hanno un sesso.

Sono maschi o femmine.

Ferrero ha lanciato sul mercato britannico ovetti differenziati per i bambini e per le bambine: rosa con sorprese girly e azzurri con giochi più mascolini. La sorpresa “neutra” non esiste più. Di solito si trattava di un puzzle, un modellino o qualcosa da costruire con pezzi microscopici perfettamente stipati in quei piccoli gusci di plastica. Un giochino spesso brutto e inutile,  ma quel che conta è la sorpresa e i bambini lo amano da decenni.

Io lo so, ero una di loro: è con il montaggio delle sorprese degli ovetti che ho imparato gli unici rudimenti di meccanica che conosco.

Ovetti Kinder genderizzati

Comunque non siamo qui per parlare degli ovetti Kinder, tantomeno per inveire contro l’azienda, già nelle grinfie del comitato Lets toys be toys creato dalle madri inglesi (ben più accanite di voi che ancora siete in fase post vacanze e con i livelli di misantropia sotto controllo).

Però è d’obbligo una riflessione seria: se anche l’ovetto Kinder ha un sesso, allora ogni prodotto può averne uno. Spostiamo per un attimo la conversazione al mondo degli adulti.

La contaminazione sessuale dei prodotti, implica che alcuni appartengano alle donne e altri agli uomini. Questo non solo serve a convincerci di aver bisogno del doppio di tutto: shampoo per lei e per lui, bibite per lei e per lui, biscotti per lei e per lui, yogurt per lei e per lui. C’è dell’altro. Non si tratta solo di uno sforzo di marketing per espandere le vendite, si tratta di difendere la mascolinità.

Non mi seguite?

Tutto può essere genderdizzato: dalle auto all’acqua. In genere i prodotti per lei sono a basso contenuto calorico, promettono miracoli in fatto di estetica e girovita, sono pubblicizzati da una sorridente ragazza magra.

Quelli per lui sono tutti a base di sperma di toro, sono in grado da salvarti da ogni situazione, profumati (più sudi più sai di buono!).

Però la genderizzazione dei prodotti sfiora la disapprovazione culturale quando oggetti con una forte identità di genere sono utilizzati da quello sbagliato. Se è vero che una donna può guidare un SUV, non si è mai visto un uomo mangiare uno yogurt con il bifidus attivo. Non lo dico io, sta scritto qua.

Per questo hanno inventato la Coca Zero, cari uomini, perché quella Light la consideravate da femminucce. Insomma, sembra che gli uomini abbiano un problema con i prodotti da donna, e non viceversa. Nel dubbio, crescono le gamme di prodotti dedicati, ed è toccato anche agli Ovetti Kinder.

Però, il collegamento da “questo è il cibo da uomo” a “questo un mestiere da uomo, questo un compito da uomo, questo un ruolo da uomo, questa una questione da uomo” è fin troppo facile e pericoloso. Ecco il problema.

Per noi donne è sempre più difficile: dovremmo comprare gli ovetti rosa per far sentire bene voi, per sentirci meglio noi, quelli azzurri.

[Crediti | Link: Independent, Slate]