di Riccardo Campaci 17 Febbraio 2015
nutella

Michele Ferrero è morto ed è entrato così definitivamente nel mito, grazie al suo genio imprenditoriale e a molti dei suoi prodotti, fra cui l’immortale Nutella, forse il simbolo più emblematico del marchio piemontese. Il suo successo non ha però evitato a Ferrero il coinvolgimento in alcune feroci polemiche, legate all’azienda e ai suoi prodotti. Perché, come facevano notare alcuni lettori nei commenti al nostro articolo celebrativo, quando qualcuno muore, si fa sempre presto a dire mito…

Un mito italiano. Sì, italiano a tutti gli effetti come ha fatto notare ad esempio Franco Moscetti su Lettera 43, in un articolo in cui elenca tutti i “peccati di gola” di cui si è macchiato patron Michele, fra cui ad esempio la decisione di curare la sua malattia a Montecarlo, e non in Italia, scelta che sembra non essere piaciuta a qualcuno.

Poi, che altro c’è… Sede fiscale all’estero? eccola, in Lussemburgo. Legale, certo, ma di sicuro l’azienda non ha deciso di prendere sede fiscale nel Principato del Lussemburgo perché a Michele Ferrero piaceva il panorama…

Una forte strategia a conduzione famigliare, senza particolari spinte imprenditoriali che potessero aumentare la crescita dell’azienda, classica tipicità delle aziende italiane?

C’è anche quella, ritenuto un ennesimo errore da parte chi vorrebbe vedere le aziende del Bel Paese dotarsi di una cultura più “globale” e prettamente statunitense, con acquisizioni, investimenti e quotazioni in borsa a non finire.

Per non parlare delle polemiche alimentari, che da diversi anni si sono concretizzate in una feroce campagna denigratoria proprio contro Nutella, colpita su diversi fronti.

Ricordiamo ad esempio la vicenda di una mamma che nutriva letteralmente il figlio a pane e Nutella (ma senza pane), ed ha poi deciso di trascinare Ferrero in una class action che è costata all’azienda una multa da 3 milioni di dollari.

E come dimenticare l’infinita polemica sull’olio di palma, famigerato ingrediente della Nutella ormai bersaglio di campagne denigratorie a spron battuto?

Nutella, olio di palmaNutella, ingredienti

L’olio di palma sembra però trovare oggi qualcuno intenzionato a spezzare una lancia in suo favore o almeno a stemperare la polemica continua. Ecco dunque intervenire Dario Bressanini, che in un post sul suo profilo Facebook dà fuoco alle polveri:

Non vi piace la Nutella? bene (pure io preferisco la Novi). Ma sono stufo di leggere in bacheca che “fa male” o è “una schifezza per la salute perché contiene olio di palma”. Ho già detto cosa ne penso di questa assurda campagna mediatica fintosalutistica contro l’olio di palma (“indica un nemico e la gente ti seguirà”). E comunque avercene avuti 1000 come Michele Ferrero…

Dunque cosa ha detto Bressanini a proposito dell’olio di palma?

Be’, in pratica secondo il gostroscienziato più famoso della blogosfera italiana “La battaglia salutistica contro l’olio di palma ha poco senso. Si tratta di un grasso solido ed è semplicemente un sostituto del burro.”

Secondo Bressanini semplicemente “se voglio fare una frolla la devo fare per forza con il burro”, non si scappa e per produrre alcuni alimenti serve per forza un grasso solido come il burro. In alcuni casi, per ragioni commerciali, “posso sostituire il burro con l’olio di palma: magari è meno buono, ma non è meno sano” rispetto al burro.

Bressanini affronta anche la questione ambientale e la deforestazione causata dall’estrazione dell’olio di palma: secondo lui la questione “è corretta ma va considerata all’interno di un’agricoltura globale e non su singole colture”; è necessario osservare tutte le colture nello stesso territorio e osservare quanto sono davvero impattanti paragonate fra loro, visto che la deforestazione è una conseguenza non solo dell’estrazione dell’olio di palma ma di moltissime altre colture.

Sappiamo che l’intervento di Bressanini non servirà a placare le polemiche, né verso l’olio di palma, né verso l’amata/odiata Nutella. Per ora possiamo continuare a spalmare i nostri dubbi su una fetta di pane fresco.

[Crediti | Link: Dissapore, Lettera 43, Facebook]