Occupy ristorante: 15 per cento in più per scongiurare l’effetto bivacco

Occupy ristorante: 15 per cento in più per scongiurare l’effetto bivacco

Cari lettori, girando come trottole per ristoranti, vi siete mai imbattuti nella tassa anti-bivacco? Tipo voce nel conto: pane, coperto, bivacco? No? Ecco, a me è successo.

Mi è capitato recentemente di mangiare in un Burger Bar (perché esistono) di Roma. Non dirò quale per evitare l’effetto TripAdvisor.

Sul menù del locale a piè di pagina c’è scritto testualmente:

“Venerdì e sabato sera per i tavoli superiori a sei persone verrà applicata una maggiorazione del 15% sui prezzi del menu per garantire un servizio adeguato”.

Lì per lì ho dovuto rileggere la frase un paio di volte, analizzandola parola per parola, senza capirne minimamente il senso.

Venerdì e sabato sera…”: Si fa riferimento al weekend che, come sappiamo, è il momento di maggiore affollamento per locali e ristoranti. Più lavoro, spesso meno qualità, senza dubbio più guadagno.

“…per i tavoli superiori a sei persone…”: il balzello non vale per tutti ma solo per le tavolate numerose. Si tratta di un locale poco-friendly nei confronti delle comitive.

“verrà applicata una maggiorazione del 15% sui prezzi del menu”. In pratica: se ceno sola o con un paio di amiche il panino con 200g di carne e salsine fatte in casa lo pago, faccio per dire, 10€. Lo stesso panino mangiato nel weekend e in compagnia delle sei amiche di pilates, lo pago 11.50€.

“…per garantire un servizio adeguato.” Di solito il serivizo non è adeguato? Per averlo devo pagare di più? Chiaramente si tratta di una scusa, accampata male. Praticamente un autogol.

Il giorno dopo, ancora confusa, ho deciso di andare in fondo alla questione e ho telefonato al proprietario del BurgerBar per chiedere spiegazioni. Sentite qua.

Le tavolate sono effettivamente all’origine della bizzarra pensata. “Spesso” – mi ha detto sincero, “le comitive si accomodano alle 8 e si alzano alle 2 di notte non permettendo così il ricambio della clientela, fenomeno ormai circoscritto al solo weekend”.

Svelato l’arcano: è un modo per scoraggiare le tavolate, una vera e propria tassa anti-bivacco.

Ammettiamolo, accamparsi al ristorante per ore restando a chiacchierare è un problema per il ristoratore come lo è per il barista a cui viene occupato un tavolo all’aperto per l’intero pomeriggio, magari con un solo caffè pagato. Chi di noi non l’ha fatto almeno una volta?

E comprendo che scrivere sul menù qualcosa come: ” Ai tavoli che dopo aver consumato si trattengono per più di mezz’ora sarà applicata una tassa del 15% sul conto”, suona in effetti peggio della frase originale, seppur confusa e poco comprensibile.

Ma il problema resta: voi siete clienti da bivacco? O invece vi alzate poco dopo aver consumato per far posto ad altri clienti?

E allargando il discorso, chi ha ragione? Il cliente che paga e si trattiene quanto desidera o il ristoratore che deve sfruttare al massimo un tavolo con il ricambio?

A voi la sentenza.