di Antea Raucci 19 Luglio 2013
Stormi di uccelli, ristorante olanda

Che agli olandesi piaccia essere tra i popoli più chiacchierati d’Europa, forse del mondo, e bullarsi di avere una marcia in più in certe scelte anticonformiste (che spaccano l’opinione d’oltreconfine meglio di Mosè con le acque), è un dato di fatto.

Ma stavolta viene da chiedersi se anche il palato del popolo all’ombra dei mulini sarà abbastanza eterodosso per accogliere con il sonoro e sempre sorpreso super lekker! (buonissimo) la scelta gastronomica di Arjan Smits.

Il proprietario del ristorante de Pronckheer di Cothen, una cittadina nei pressi di Utrech, ha colto la palla al balzo per rimpinguare il suo menu con una portata insolita. Gli insistenti e grossi storni che planavano sui terreni olandesi, stavano completamente distruggendo le coltivazioni di ciliegie proprio durante la stagione del raccolto.

In Olanda, una legge permette di abbattere gli uccelli esclusivamente quando provocano gravi danni. Il signor Smits ha pensato quindi di evitare lo spreco di carne e cercare di renderla appetibile.

Sulla pagina Facebook del ristorante hanno preso a girare fotografie dei volatili che sembrano lardellati, pronti per essere cotti. Zampette comprese.

Arjan Smits ne ha fatto un piatto tipico, una sorta di specialità regionale. Un giornale olandese parlando del suo menu rinnovato scrive nel titolo: Lekker, het smaakt als patrijs. Ovvero, che non solo è buono, ma il gusto ricorda la pernice.

Il piatto di uccelli (spreeuw) ha davvero poca carne a cui attingere, per farne una portata principale ne occorrono almeno sette. Prezzo: 20 euro, servito een bedje van verse sla (su letto d’insalata).

Mentre i commenti sul sapore sembrano positivi, fanno discutere perché inutilmente cruente alcune fotografie pubblicate da Arjan Smits.

Ma nessuno in Olanda appare particolarmente turbato, anzi al grido puur uit de natuur! che accompagna l’immagine degli storni sulla pagina Facebook del locale, i commentatori sembrano essere d’accordo.

[Crediti | Link: Repubblica, Facebook, immagine: Repubblica]