mangiare al mare, pranzo al mare, pranzo sotto l'ombrellone

La calura estiva, le spiagge, gli ombrelloni. Quest’anno il pettegolezzo al sole passa anche da Twitter. I nostri vicini non hanno più scampo e via a cinguettare di quanto al macho da spiaggia non stia bene lo slippino fuxia, parolacce e insulti per quello che ascolta la musica a palla, ingiurie per la mamma che non riesce a tener fermo il pupo.

Trend Topic Twitter di domenica, nonché hashtag più gettonato #ombrellone con alcuni tweet esilaranti come quello di Doctor Jonx “Vicino d’ombrellone che ascolti musicaccia a tutto volume dal tuo iPhone: lo sai che entro stasera ti cadrà in acqua, vero?”, di Martina Marotta “#cosasivedealparco, mamma mia il mio vicino di ombrellone indossa slip aderenti e fa lardomilani al sole, 40 gradi!” o di StyCazzy “Vicina di ombrellone, era proprio necessario che ti riproducessi? No sai, perché già mi risultavi molesta pure senza prole!

Ovviamente non manca niente neanche a chi si mangia la lasagna con 40 °C e c’è anche chi si lamenta come L’ornitoringhio “Oggi mia suocera m’ha fatto la minestra calda. Quando ho detto che ci sono 42gradi, ha detto di non mangiare in sdraio, ma sotto l’ombrellone” e Manola Moslehi “Tu che sotto l’ombrellone ingurgiti con voracità il tuo panino con frittata di cipolle..HAI LA MIA STIMA. #VacanzeRomane/Burine”.

Tra l’altro sembra che il cibo sia uno dei nostri argomenti preferiti anche in spiaggia e che sia il principale motivo di discussione, chevvelodicoaffà. Pronti a polemizzare come fossimo sotto l’ombrellone di che cosa diavolo si debba mangiare prima di morire di caldo?

Quella del cibo da mare è una pratica che non mi è familiare, lo ammetto. Ma ho sempre invidiato quelli che armati di pazienza, organizzazione e 20 borse frigo, ad un certo punto apparecchiano e tirano fuori dal cilindro un pranzo per tutta la spiaggia. Di fronte a queste scene ho sempre rimpianto la mia precaria e poco convinta scelta di semi digiuno da calura e pensato che dietro a tante mamme si nasconde una perfetta macchina da catering.

Ho visto donne e lasagne, panini ripieni di ogni frittata, insalate di riso o farro, timballi, paste fredde, pizze, torte rustiche, fritti, arancini, supplì, frittate di maccheroni, pomodori ripieni di riso. Da Roma in giù ho visto l’eccesso, con trattenuto ghigno dei nordici invidiosi, spasmi da digestione del maschio pancia gonfia da spiaggia, bambini soddisfatti e felici coi baffi rossi di parmigiana che non potranno fare il bagno fino al 2013, ghiaccioli alla menta intimoriti e colanti del vicino d’ombrellone magro e abbronzato.

E allora, come il peggiore dei post a tema estivo, mi domando come passate voi gastro appassionati le vostre ore mangerecce sotto l’ombrellone?

Fate un salto da Eataly e poi di corsa a Fregene?

Passate dai fratelli Maioli di Cervia a prendervi la piadina crudo e squacquerone e ve la mangiate sotto l’ombrellone perfettamente organizzato del bagno n.104?

Impacchettate a casa e dentro la borsa frigo più invidiata della spiaggia vi portate ogni ben di dio?

Oppure, voi che siete pratici e sapete dove e come si consuma il cibo buono, scavate la buca e ci infilate dentro l’anguria?

O come fa una mia amica (e questo è anche un consiglio) congelate la sera prima il gin tonic nella bottiglia di plastica così che se portato in spiaggia il giorno dopo, per l’ora dell’aperitivo sia scongelato, fresco e pronto?

Permettetemi anche l’ultima domanda che anche dopo anni di sondaggi fra gli amici non trova degna risposta: dopo quanto vi fate il bagno?

[Crediti | Link: Corriere.it, Immagine: Repubblica Roma]

commenti (65)

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  1. Io organizza spesso la borsa frigo piú invidiata della spiaggia per max 4 persone. Di solito insalata di riso o pasta fredda, precedute da piccli bocconi di finger food. Talvolta porto tagliere e coltello e preparo in loco una caprese o dei curiosi panini. Porto anche una o due bottiglie di vino con ghiaccio e secchiello pieghevole e quando il vino e proprio buono metto due bicchieri da bianco in una scatolina che mi sono creato. Mi piace mangiare e bere bene spendendo il giusto, questo è l’unico modo. Il bagno arriva dopo un tempo direttamente proporzionale ai bicchieri di vino, un’ora ogni due bicchieri.

  2. La mia borsa frigo: pasta fredda o riso fredddo e poi cocomero o melone tagliato a cubetti………….
    il bagno mio figlio se lo fa dopo un’oretta …. forse è un pò presto ma sfido chiunque a tenerlo sotto l’ombrellone per un tempo più lungo!!!!

    p.s. Ma ‘Ho visto donne e lasagne, panini ripieni di ogni frittata, insalate di riso o farro, timballi, paste fredde, pizze, torte rustiche, fritti, arancini, supplì, frittate di maccheroni, pomodori ripieni di riso’ …… io tutto questo non l’ho mai visto dalle mie parti al mare eppure ho 40 anni …

  3. Avatar Anna ha detto:

    Noi andiamo al mare il pomeriggio, così ci godiamo bagni e passeggiate fino a tardi, poi, quando quasi tutti sono andati via, sostituiti dai gabbiani, organizziamo la cena in spiaggia : pollo freddo, insalata di riso, frutta e verdura, pane e nutella, mangiamo appagati e freschi …poi ci mettiamo in viaggio per il rientro bello.. bello.. bellissimo

  4. ma le frittate di maccheroni le hai avvistate a nord di Roma? Mon dieu!

    Per quanto mi riguarda, la situazione vino è fissa: Champagne, Borgogna bianca e riesling a profusione, in borsa frigo e con i bicchieri giusti (anzi, con bicchieri fin troppo importanti per il contesto da spiaggia).

    La situazione cibo dipende dalla latitudine d’origine della fidanzata o pseudo-fidanzata di turno. Sopra il 45° parallelo si individua lo street food più plausibile nel raggio di dieci chilometri e si ricorre a quello, sotto il 42° scattano invariabilmente i tupperware ricolmi di prelibatezze varie, dai pomodori ripieni alle insalate di pasta e riso, dall’insalata di mare alle quiche di verdure. In mezzo, results may vary.

    La mia gastrosituazione da spiaggia preferita di ogni tempo, però, viene interamente dall’improvvisazione: bignè fritti, ripieni di crema e delle dimensioni di come una palla da baseball, e Rhum Vieux del Domaine de Severin, in Guafdalupa. Mangiati direttamente in acqua, bordo barriera corallina, sennò che gusto c’è?

    1. Avatar janeau ha detto:

      Scusi signor Cagnetti, non capisco bene il discorso delle fidanzate e dei paralleli… Vuol dire che quando ha una fidanzata terrona ci pensa lei a cucinare, mentre quando è del centro nord tocca portarla al baracchino dei panini? Posso commentare con un “BAH!”?

    2. Ma no, come sei malpensante. Credo voglia dire che secondo lui le nordiche sono raffinate gastrofighette che spiluccano elegantemente finger food, mentre le terrone sono rozze mangione che si sfondano di teglie di lasagne. Tutto qui 😀

    3. Non proprio. Io credo che sia un discorso ambientale e culturale legato alle figure materne e alla maggiore o minore emancipazione dalle medesime. L’idea di portarsi del cibo dietro è più radicata al sud, dove il pranzo della domenica è un’istituzione, le famiglie sono meno disperse e quando lo sono ricevono spesso cadeau alimentari dalla casa madre. Più si va a nord, più si è abituati a fare da soli e a ridurre il peso complessivo dei bagagli al seguito. Cucinare si cucina in due, tranne i dolci per cui sono negato.

    4. sig. Cagnetti, mi posso fidanzare con lei? io sono della “terra di mezzo” e mangeremo quello che lei vorrà (mi accontenterò dello street food o le riempirò un visibilio di tupperware)…basta che ci sia la “situazione vino” che riferisce!!!!

    5. Avatar flec ha detto:

      Ma quando vi manderanno a scavare in miniera vi porterete lo sciampagnino?.. no perchè io ve ce manderei presto 😛

  5. In spiaggia la mattina presto quando l’età media delle nonne è calmierata dai nipoti in fasce o al tramonto per un ultimo bagno prima dell’aperitivo; mai pranzo in spiaggia…se mangio non mi piace dover masticare sabbia!
    Altro discorso è il pranzo in barca ma lì è come stare a casa

  6. Mi attirerò qualche ira, ma devo purtroppo confessare che trovo la magnatona sulla spiaggia, tutti ammassati sotto l’ombrellone, una delle cose più volgari che ci siano, seconda solo alla visione di Fabio Cagnetti che mangia bigné fritti mollemente adagiato a bordo della barriera corallina di Torvajanica 😀

    1. Straquoto. Al di la delle “merendine” per i bambini (intese come piccolo pasto post-bagno del mattino) e del consumo di liquidi non alcolici o di occasionali gelati, il mangiare in mezzo alla sabbia, appiccicaticci, in precario equilibrio, tra vicini “troppo vicini” con 40° all’ombra precaria dell’ombrellone ….
      Se proprio si programma la “giornata di mare” come tocca e fuggi dalla città, ci si può anche aggiungere un pasto (piu’ o meno frugale) in un ristorante o anche al bar dello stabilimento (panino, bibita, gelato).
      La borsa di cibi “complessi” cotti il giorno prima, incellophanati/frigoverrati non fa per me

    2. Avatar Cate ha detto:

      Ignoro l’aspetto di Fabio Cagnetti, pertanto non mi esprimo, ma per il resto concordo pienamente! Sarà che al mare ci sono cresciuta e quindi ho sempre potuto fare avanti e indietro da casa al mare in 5 minuti, ma mi sembra assurdo rimanere una giornata intera in spiaggia, addirittura per pranzare.
      L’aperitivo al tramonto a piedi nudi sulla sabbia invece la trovo una goduria

    3. Concordo, sarà che ho abitato sempre vicino al mare e difficilmente trascorro più di due ore, max tre in spiaggia. Quando mi è capitato di fare più km ho sempre lasciato il litorale prima di pranzo o cena. Quando ero piccola ricordo al massimo frutta o gelato come spuntino. Mi è capitato solo una volta di mangiare al mare con un gruppo di amici per una festa dove ognuno contribuiva con qualcosa, ricordo crostate, pasta fredda, riso, cocomero nel ghiaccio…ma quando mio fratello ha tirato fuori il cartone di vino della cantina sociale me so data!

  7. Avatar alda ha detto:

    Mah….sarà che io abito a venti minuti dal primo posto di mare (in Liguria), non ho mai sentito la necessità di portarmi pranzi luculliani. Tuttalpiù un panino integrale pomodoro e mozzarella. Non mi è mai capitato ma odierei con tutte le mie forze chi mangiasse simili quantità di cibo vicino a me! E non x invidia!!!!

  8. io il pranzo in spiaggia non lo reggo più, troppo caldo, mi viene mal di testa. piuttosto in pineta, se proprio.

  9. Avatar mafi ha detto:

    Mai mangiato in spiaggia, mi dispiace ma proprio non mi piace l’idea e fortunatamente non mi è mai capitato di vedere “panini ripieni di ogni frittata, insalate di riso o farro, timballi, paste fredde, pizze, torte rustiche, fritti, arancini, supplì, frittate di maccheroni, pomodori ripieni di riso”. Mai capito come si faccia ad avere fame con quaranta gradi all’ombra. C’è chi va di bomboloni…io andrei di flebo, che soffro pure di pressione bassa.

  10. Avatar alda ha detto:

    Bignè fritti in Guadalupa?? Io a bordo barriera corallina ho mangiato solo cibi locali. Sarai mica stato davvero a Torvajanica Cagne’?

    1. Avatar gumbo chicken ha detto:

      Anche se i bigné fritti in spiaggia, nelle giornate bollenti, in qualunque dipartimento a me continuano a sembrare un po’ una stranezza.

      Ananasso sbucciato al volo in altre isole mi sembrava più consono.

      Poi certo pure la lasagna in Italia, bella mappazza, ma tant’è.

    2. vabbè, a rimini/riccione si fa colazione o merenda in spiaggia con i bomboloni alla crema…..non cambia molto alla fine !

    3. Fabio mio, io sono con te, in spiaggia me li mangerei volentieri i bignè, ma non fritti, rigorosamente al forno, sono i miei preferiti! 🙂