di Cristina Scateni 21 Giugno 2012
mangiare al mare, pranzo al mare, pranzo sotto l'ombrellone

La calura estiva, le spiagge, gli ombrelloni. Quest’anno il pettegolezzo al sole passa anche da Twitter. I nostri vicini non hanno più scampo e via a cinguettare di quanto al macho da spiaggia non stia bene lo slippino fuxia, parolacce e insulti per quello che ascolta la musica a palla, ingiurie per la mamma che non riesce a tener fermo il pupo.

Trend Topic Twitter di domenica, nonché hashtag più gettonato #ombrellone con alcuni tweet esilaranti come quello di Doctor Jonx “Vicino d’ombrellone che ascolti musicaccia a tutto volume dal tuo iPhone: lo sai che entro stasera ti cadrà in acqua, vero?”, di Martina Marotta “#cosasivedealparco, mamma mia il mio vicino di ombrellone indossa slip aderenti e fa lardomilani al sole, 40 gradi!” o di StyCazzy “Vicina di ombrellone, era proprio necessario che ti riproducessi? No sai, perché già mi risultavi molesta pure senza prole!

Ovviamente non manca niente neanche a chi si mangia la lasagna con 40 °C e c’è anche chi si lamenta come L’ornitoringhio “Oggi mia suocera m’ha fatto la minestra calda. Quando ho detto che ci sono 42gradi, ha detto di non mangiare in sdraio, ma sotto l’ombrellone” e Manola Moslehi “Tu che sotto l’ombrellone ingurgiti con voracità il tuo panino con frittata di cipolle..HAI LA MIA STIMA. #VacanzeRomane/Burine”.

Tra l’altro sembra che il cibo sia uno dei nostri argomenti preferiti anche in spiaggia e che sia il principale motivo di discussione, chevvelodicoaffà. Pronti a polemizzare come fossimo sotto l’ombrellone di che cosa diavolo si debba mangiare prima di morire di caldo?

Quella del cibo da mare è una pratica che non mi è familiare, lo ammetto. Ma ho sempre invidiato quelli che armati di pazienza, organizzazione e 20 borse frigo, ad un certo punto apparecchiano e tirano fuori dal cilindro un pranzo per tutta la spiaggia. Di fronte a queste scene ho sempre rimpianto la mia precaria e poco convinta scelta di semi digiuno da calura e pensato che dietro a tante mamme si nasconde una perfetta macchina da catering.

Ho visto donne e lasagne, panini ripieni di ogni frittata, insalate di riso o farro, timballi, paste fredde, pizze, torte rustiche, fritti, arancini, supplì, frittate di maccheroni, pomodori ripieni di riso. Da Roma in giù ho visto l’eccesso, con trattenuto ghigno dei nordici invidiosi, spasmi da digestione del maschio pancia gonfia da spiaggia, bambini soddisfatti e felici coi baffi rossi di parmigiana che non potranno fare il bagno fino al 2013, ghiaccioli alla menta intimoriti e colanti del vicino d’ombrellone magro e abbronzato.

E allora, come il peggiore dei post a tema estivo, mi domando come passate voi gastro appassionati le vostre ore mangerecce sotto l’ombrellone?

Fate un salto da Eataly e poi di corsa a Fregene?

Passate dai fratelli Maioli di Cervia a prendervi la piadina crudo e squacquerone e ve la mangiate sotto l’ombrellone perfettamente organizzato del bagno n.104?

Impacchettate a casa e dentro la borsa frigo più invidiata della spiaggia vi portate ogni ben di dio?

Oppure, voi che siete pratici e sapete dove e come si consuma il cibo buono, scavate la buca e ci infilate dentro l’anguria?

O come fa una mia amica (e questo è anche un consiglio) congelate la sera prima il gin tonic nella bottiglia di plastica così che se portato in spiaggia il giorno dopo, per l’ora dell’aperitivo sia scongelato, fresco e pronto?

Permettetemi anche l’ultima domanda che anche dopo anni di sondaggi fra gli amici non trova degna risposta: dopo quanto vi fate il bagno?

[Crediti | Link: Corriere.it, Immagine: Repubblica Roma]