di Giorgia Cannarella 20 Maggio 2013
Pane e Olio

Duecentosettantamila spettatori sono il bottino del primo episodio di Cucine da Incubo trasmesso da Fox Life, piattaforma Sky. Ben fatto, Tonino (Cannavacciuolo).

Al Gordon Ramsay italiano (?) toccava –chi di voi ha seguito il nostro liveblog sa già tutto– l’ingrato compito di risollevare le sorti del Borgo Antico, ristorante laziale terribilmente gestito dalla coppia Roberto e Paola.

Dopo averlo magicamente trasformato nel Pane&Olio (conto pagato dalla produzione del programma), Cannavacciuolo, che nella realtà è lo chef del ristorante Villa Crespi sul lago d’Orta, doppia stella Michelin, ha preso in mano la situazione sforbiciando il menù, motivando il personale e riorganizzando il servizio.

L’episodio si è chiuso tra clienti soddisfatti, gestori infinitamente riconoscenti e grazie a tutti per il pesce.

Passati i titoli di coda ci siamo fatti tutti la stessa domanda:

E poi?

Come va ora il Pane e Olio? Una volta spente le luci della ribalta, con il nerboruto Cannavacciuolo fuori dalle cucine, l’incubo è davvero finito?

L’altro giorno c’è venuto in soccorso il tv-blogger Davide Maggio, che ligio al dovere di critico televisivo è andato a provare il Pane&Olio. Consapevole del rischio che stava correndo, voglio dire.

La nostra esperienza nella prima cucina da incubo non è stata un sogno. In cucina, almeno. Voi che direste se arrivaste in un ristorante il venerdì sera alle 21:30 e ci fosse solo un tavolo occupato?

Una condanna senza appello al primo commento? Ebbene sì, gli affari del Pane&Olio non sembrano essere decollati. Come mai? Fra ardite metafore e ancor più ardita sintassi, il tv-blogger prova a dare una risposta.

“Il benvenuto offerto dalla casa (Prosecco, frittura di verdure miste e focaccia bianca) viene apprezzato, nonostante una cottura della focaccia non proprio impeccabile. La cucina passa l’esame (“l’estetica dei piatti è curata e anche il loro contenuto non è affatto male”), il servizio è veloce e cortese, solo il dolce viene bocciato senza appello”.

Per curiosità abbiamo scartabellato tra le recensioni D.C. (dopo Cannavacciuolo) su TripAdvisor: giudizi dall’eccellente al pessimo senza apparente soluzione di continuità (che altro pretendevi da TripAdvisor, tu, sciocchina).

A telecamere spente l’happy ending del Pane&Olio non è per niente sicuro.

I denigratori, coloro che a programma ancora in corso insinuavano già che fosse solo retorica Tv, niente di utile per i ristoranti e i loro (s)fortunati proprietari, sembrano avere ragione.

Siete tra questi? Per qualche fortunata circostanza della vita, anche solo perché fan di Cucine da Incubo, vi siete fiondati anche voi a provare il ristorante?

Non fateci macerare nel dubbio, chi sa parli, almeno prima della prossima puntata.

[Crediti | Link: TvZoom, Davide Maggio]