di Carlotta Girola 13 Agosto 2015
Spot Pornhub

Pornhub l’ha fatta fuori dal vaso. O almeno la pensa così il Consorzio del Parmigiano Reggiano DOP che non ha preso bene la citazione fuori programma nel nuovo spot del portale per bambini cattivi che diventeranno ciechi.

Non conta che la piattaforma per porno in streaming ne colga l’eccellenza e lo catapulti nell’olimpo del food porn (in senso letterale), e non basta nemmeno che il video, da subito trasformatosi in virale, veicoli una pubblicità a costo zero.

L’accostamento tra sporcaccioni e casari benpensanti è, per questi ultimi, tutto da condannare.

Oltre ad aver chiesto l’immediata sospensione dello spot (che promuove Pornhub Premium, il nuovo servizio a pagamento in HD), il Consorzio ha sguinzagliato il suo pool di legali per far partire la causa contro il sito americano che, secondo loro, cerca di sfruttare il prestigio di un marchio conosciuto in tutto il mondo per spingere i propri clienti tra le grinfie di milf e teens.

Come riportato da La Repubblica, lo spot sarebbe “non solo sgradevole e inaccettabile, ma offensivo per i produttori e per il loro lavoro, volgarmente finalizzato a trarre profitto dallo sfruttamento della notorietà conquistata dal Parmigiano Reggiano, peraltro associato a servizi altrettanto volgari”.

Insomma, c’è da scommettere che i chierichetti del Consorzio non siano, e non siano mai stati, fruitori del volgarissimo Pornhub. E forse non hanno nemmeno mai preso lezioni di umorismo.

Oltre ad aver chiesto l’intervento della Buoncostume (nelle sembianze inedite delle autorità italiane ed europee), il Consorzio ha fatto notare che questo è un caso più unico che raro in cui un americano chiama per nome e cognome un formaggio, distinguendolo dai tanti Parmesan fantoccio che a quello vero fanno solo il verso: c’è dolo e premeditazione.

Spot Pornhub, parmigiano reggiano

Spot Pornhub, parmigiano reggiano

Le cose sono due: o il reuccio dei formaggi italiani è buono ma bigotto, o è più furbo di quanto si creda e cavalca l’onda lunga gratuita di Giovannona Coscialunga.

Che manchi un po’ di leggerezza è un dato di fatto: sarà il dente avvelenato coi campioni mondiali di sounding, sarà che non bastano le 5 stagionature alla Bottura, ma pare che i produttori non abbiano proprio tanta voglia di riderci sopra.

Oppure, un colpo al cerchio e uno alla botte, vogliono passare per quelli tutti caseificio e chiesa e intanto ridacchiare sotto i baffi per il rimbalzo internazionale sulla stampa (persino il Guardina!).

Vorrei far notare che tra fetish e foodish non ci sono poi così tante differenze come vorrebbe il Consorzio: entrambi si entusiasmano per le forme, i tempi di stagionatura sono fondamentali e poi si parla pur sempre di mammelle.

Quello che è certo è che il foodish avrebbe citato come Premium il Vacche Rosse, e non il “semplice” Parmigiano Reggiano. Volgare sì, ma con gusti hard.

[Crediti | Link: La Repubblica, Guardian]