di Prisca Sacchetti 4 Marzo 2014

Dieci tonnellate di pasta di Gragnano contraffatte e messe sotto sequestro. Quattro marchi e tre ditte denunciate per frode in commercio con 10 mila euro di sanzioni amministrative.

Una contraffazione alimentare scoperta dal Corpo Forestale dello Stato del Nucleo Tutela Regolamenti Comunitari e della Sezione di Analisi Criminale del Comando Regionale Puglia, in collaborazione con il Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (N.I.P.A.F.) di Napoli, al termine di diversi controlli in alcuni pastifici del comune di Gragnano (Napoli) avviati la settimana scorsa.

La pasta veniva dichiarata di Gragnano anche in etichetta, ma in realtà era prodotta fuori dall’area Igp e soprattutto senza seguire il disciplinare. La pasta, infatti, proveniva da altre zone della Campania e in un caso anche da Pescara.

Un rappresentante di una ditta è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per la detenzione di pasta all’interno di cartoni non idonei a contenere alimenti. Due aziende, invece, hanno commesso irregolarità sull’etichettatura che non presentava informazioni sulle date di produzione e scadenza o faceva riferimento a presunte caratteristiche particolari che in realtà sono tipiche di tutti i prodotti alimentari analoghi.

In alcuni casi l’etichetta riportava che la pasta era realizzata a Gragnano secondo la tradizione”, ha spiegato al  Gambero Rosso Giuliano Palomba, il Commissario Capo del Comando Regionale di Bari che ha condotto l’operazione, “Invece era realizzata a Pescara ed era solo confezionata a Gragnano. Nello specifico i metodi di essiccazione più veloci permettevano di ottenere la pasta ad un costo decisamente inferiore all’originale gragnanese”.

E anche il grano, spacciato per prodotto dell’Alta Murgia, veniva in realtà dal Canada.

Ora non resta che conoscere quali sono i marchi che hanno dichiarato particolari non veritieri sulle confezioni.