Il grande menu americano: 51 piatti tipici degli Usa, uno per stato

Sulla cultura gastronomica degli Stati Uniti nutriamo molti pregiudizi. Del tipo che amiamo liquidarli con rapide sentenze definitive. “Quei dannati yankee” bofonchia l’italiano medio, mentre sforchetta le sue trofie al pesto o addenta una bufala da orgasmo immediato. “Buoni solo  a friggere patatine e farcire hamburger accumulando condimenti come se fossero appena sopravvissuti a un digiuno decennale”.

Non è esattamente così. Non tutti gli Usa sono Man vs Food e forse non tutti sanno che ogni Stato ha le proprie specialità gastronomiche E che alcuni di questi national dishes sono deliziosi. Attenzione: lungi da me fare l’apologia del pancake, non ho detto tutti, ho detto alcuni.

Il sito americano Deadspin ha creato questa meravigliosa mappa, il “Great American Menu”, geolocalizzando cinquanta diverse specialità gastronomiche statunitensi (una per Stato, più il District of Columbia). E classificandole in buonissime, buone, medie, pessime (non proprio in questi termini, come vedrete). Una ricerca che lui stesso descrive come “Non tecnica, né scrupolosa, né onesta”. Ma che sicuramente è un interessante excursus tra piatti semi-sconosciuti. E che, ne sono sicura, anche il nostro snobissimo palato italiano potrebbe apprezzare.

I MIGLIORI

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1. Chicago-style deep-dish pizza (Illinois).

Una sorta di pizza ripiena, con crosta alta tre centimetri e quantità apocalittiche di formaggio nel ripieno. Farà scandalizzare i puristi della margherita napoletana, o gli adepti dell’impasto con l’idrolisi, ma se Deadspin la definisce “un’esperienza trascendente, oltraggiosamente appagante e strabiliante” un motivo ci sarà. Almeno spero.

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2. Shrimp and grits (South Carolina).

In americano suona delizioso, in italiano un po’ meno: gamberi e semolino (di farina di mais). O gamberi e porridge. O gamberi e polenta. Insomma la traduzione è flessibile e il piatto un comfort food di sicuro effetto.

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3. Mission-style burrito (California).

Un burrito. Ma più grande. E riempito di riso, formaggio, salse, e carne, carne, carne. Dall’agnello alla trippa di manzo alla lingua di vitello. Questo però lo stereotipo dell’accumulo un po’ lo conferma a dire il vero.

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4. Crab cake (Maryland).

Crocchette fatte con pane, uova e polpa di granchio. Una schifezza le versioni che si trovano alla GDO, una meraviglia quelle artigianali, fritte nel burro dalle mani delle nonnine marylandesi.

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5. Peach pie/cobbler (Georgia).

Una torta ripiena di pesche. Eleggerlo a piatto nazionale (invece che condominiale) è una mossa un po’ paracula, ma indubbiamente funzionale.

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6. Gumbo (Louisiana).

Ah, la cucina creola! Una meraviglia capace di produrre leccornie come questa zuppa a base di okra (vedi sotto), carne (pollo o salsiccia) e frutti di mare.

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7. Key lime pie (Florida).

KEY-LIME-PIE! KEY-LIME-PIE! Scandiscono le ragazze pon pon dal centro dello stadio. Base di biscotti sbriciolati e ripieno di latte condensato, succo e scorza di lime. Guarnire con panna e godere.

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8. Fried green tomatoes (Alabama).

Chi non ha letto Pomodori verdi fritti al Caffè di Whistle Stop non può capire l’emozione che mi coglie evocandoli. E il senso di colpa per non averli mai assaggiati, questi pomodori. Sarà difficile prepararli in casa? Aspetto la stagione e ve lo dico.

GLI ONESTAMENTE BUONI

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9. Stacked enchilada with green chile (New Mexico).

Pollo, tortillas di mais, formaggio e spezie impilati. E soprattutto green chile come se non ci fosse un domani. Per palati coraggiosi. No  perditempo.

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10. Marionberry pie (Oregon).

Cosa c’è di meglio di una torta di mirtilli? Una torta di marionberry, varietà selvatica di mirtillo senza semi, ancora più dolce e succoso del blueberry.

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11. Hot wieners (Rhode Island).

Non c’è bisogno di un buon motivo per addentare un hot dog cosparso di senape. Anzi, addentarne due, uno per mano. Quelli del Rhode Island comunque hanno provato a renderlo ancora più appetibile aggiungendoci un mix inedito di spezie.

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12. Burgoo (Kentucky).

“Prendi tutti gli ingredienti che puoi, li metti nello stufato e viene fuori il burgoo”. Provando a fare un po’ di filologia troviamo: costoline di maiale, manzo, cosce di pollo, brodo, fagioli, mais, salsa Worchester … OK, meglio fidarsi sulla parola.

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13. Pulled pork barbecue (North Carolina).

Il termine pulled pork indica un metodo di cottura della carne di maiale tanto lento da renderla tenera e sfilacciata. Il piacere è ovviamente solo per i commensali; chi cucina ha più pazienza di quei simpatici anziani che vedi al lago con la canna da pesca.

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14. New England clam chowder (Massachusetts).

Non chiamatela zuppa di pesce. Una base di vongole e patate a cui viene aggiunta pancetta: a questa combo come non sommare un po’ di panna.

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15. Kansas City-style ribs (Missouri).
16. Memphis-style ribs (Tennessee).

Costoline di maiale affumicate e sommerse nell’imprescindibile salsa agrodolce. La variante del Tennessee è più sobria: si possono mangiare anche solo strofinate con sale e spezie.

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17. West Virginia slaw dog (West Virginia).

Altra variazione sul tema dell’hot dog. In Virginia ci aggiungono il coleslaw, insalata di cavolo e carote condita con una salsa allo yogurt.

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18. Chimichanga (Arizona).

Un burrito farcito con tutto lo scibile umano, poi fritto, poi accompagnato con guacamole. Le mie arterie salutano e ringraziano.

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19. Frozen custard (Delaware).

Se lo definite gelato si offende. Qui dentro sguazzano anche svariate uova, che lo rendono un monolite denso e difficile da deglutire. Ma buono, accidenti. A proposito, chi sapeva che esiste uno stato chiamato Delaware alzi la mano.

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20. Texas-style barbecue brisket (Texas).

Prendi un petto di manzo, arrostiscilo sul barbecue e otterrai un petto di manzo dal sapore affumicato che, incidentalmente, è il piatto nazionale del Texas.

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21. Fried okra (Oklahoma).

Questo simpatico fagiolino verde in Italia non è particolarmente conosciuto. Mi dicono che, fritto, sia davvero molto buono. Come se esistesse qualcosa non buono fritto!

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22. New York-style pizza (New York).

Dire New-York-Style pizza suona bene. Dire “tristanzuola fettina di pizza, sottile, con un po’ di formaggio spezzettato sopra e una strofinata di pomodoro” molto meno. Da provare solo per avere un’autentica esperienza newyorkese. E comunque sempre pizza è.

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23. Hot Hawaiian breakfast (Hawaii).

Non è la solita colazione americana. Qui ci sono le uova fritte, è vero, ma c’è anche il riso e, soprattutto, lo SPAM! Cos’è lo Spam? Una sorta di gelatinoso insaccato di carne di maiale che si vende in lattina. E che va così di moda, laggiù alle Hawaii, da aver ispirato numerose varianti, tipo quella sushi.

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24. Lobster roll (Maine).

Citando l’autore, ci sono due modi per rovinare un’aragosta, ovvero aggiungerle: 1) Pane 2) Qualsiasi altra cosa. Io sono stata educata a non rifiutare mai un lobster roll fatto come si deve, ma in effetti, come dargli torto.

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25. Bull testicles (Montana).

In fatto di cibo non sono una pusillanime. Anzi, sono tutto il contrario di pusillanime, e i testicoli li ho mangiati. Il fatto che mi abbiano fatto schifo è da imputare al fatto che fossero testicoli, o che fossero di maiale? E quindi le palle di toro del Montana potrebbero piacermi o no? Dilemma. Ma poi non sono dopanti?

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26. Fried catfish (Arkansas).

Pesce gatto. Fritto. Buona idea. Buonina, diciamo. Arkansas, per me puoi fare di meglio. Applicati.

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27. Maple syrup (Vermont).

Avete mai assaggiato una torricella di pancakes cosparsa di sciroppo d’acero? O gli scones con sciroppo d’acero e noci? O i cookies con sciroppo d’acero? No? Allora tacete e non criticate.

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28. Scrapple (Pennsylvania).

Viva il quinto quarto! Viva il quinto quarto di maiale quando è mescolato a farina di mais, messo in forma di terrina e fritto!

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29. Corndog (Iowa).

La madre dei fritti è sempre incinta. E nell’Iowa si divertono a prendere i wurstel, pastellarli, friggerli e metterli su uno spiedo. Poi uno si lamenta del Mars fritto.

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30. Cedar-plank salmon (Washington).

Salmone affumicato su legno di cedro precedentemente ammollato nel vino. Traduzione un po’ scolastica, ma giusto perché non ho mai assaggiato e non posso concordare con chi lo definisce il best-salmon-ever.

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31. Cowboy cookies (Colorado).

Una volta c’erano dei cookies al cioccolato. Ora ci sono cookies al cioccolato con avena e noci Pecan. Non fanno molto cowboy, ma Brokeback Mountain ha cambiato tutto.

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32. Mud pie (Mississippi).

“L’impasto dei brownie galleggiante in sciroppo al cioccolato” è una definizione perfetta per questa torta. Ovviamente è delizioso. Altrettanto ovviamente è di una pericolosità quasi spaventosa per la nostra glicemia.

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33. Bratwurst (Wisconsin).

Ehm, Wisconsiniani, qui non si mette in dubbio che i vostri bratwurst siano buoni. Sono salsicce di maiale, no? Ma ci sono almeno un paio di stati, nel Vecchio Continente, pronti ad aversene a male se li eleggete a piatto nazionale.

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34. Virginia ham (Virginia).

“A nessuno in Virginia importa niente del prosciutto della Virginia, che è come un qualsiasi altro prosciutto, solo con 900 volte più sale degli altri”.

I PIATTI CHE, BEH, SONO MEGLIO DI UN DITO NEGLI OCCHI

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35. Fried pork tenderloin sandwich (Indiana).

Un panino con la cotoletta. Non cerchiamo di renderlo più interessante di quello che è. Tutto quello che si può aggiungere è che la cotoletta di maiale, e che la frittura – si spera – sia fatta a regola d’arte.

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36. Half-smoke (District of Columbia).

No, non ancora un hot dog. No. Questo però contiene un wurstel metà di manzo e metà di maiale (che innovazione inaudita!) affumicato.

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37. Chicken-fried steak (Wyoming).

Friggere del pollo? OK. Friggere del pollo e ricoprirlo di besciamella? Meglio. Aspetto un abitante del Wyoming a casa per fargli assaggiare la cotoletta alla petroniana.

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38. Finger steaks (Idaho).

Prendi strisce di carne, impanale in latte, uova e farina, friggile nel burro. E chiama il 118, anzi, il 911 perché siamo in Idaho.

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39. Hamburger casserole (Kansas).

Ho guardato la ricetta e mi sono spaventata. Spero che voi abbiate più fortuna.

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40. Hotdish (Minnesota).

Niente di troppo diverso dall’hamburger casserole: carne macinata, patate o cereali, verdure e brodo. Però il Minnesota si è dato da fare per creargli una storia tipica alle spalle e nobilitarne la nascita.

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41. Michigan pasty (Michigan).

Carne e patate in un involucro di pasta sfoglia Una cornish pastry, fondamentalmente, ma fatta dall’altra parte dell’oceano. Non mi è dato sapere se questo incida sul gusto.

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42. Chislic (South Dakota).

Chislic: questo nome vi suona invitante e carico di promesse? Ricredetevi. Sono solamente cubetti di manzo infilzati su stuzzicadenti.

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43. Green Jell-O with goddamn carrots in it (Utah).

D’accordo, è gelatina di carote, che detta così è un piatto da non mangiare neanche sotto minaccia di morte. Ma il suo aspetto lisergico lo rende un piatto, se non buono, almeno a forte potenziale di guilty pleasure.

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44. Lutefisk (North Dakota).

Facciamo la ola per … lo stoccafisso!

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45. Salt water taffy (New Jersey).

No, non contengono davvero acqua salata, ma sì, contengono acqua e sale. Indecisione se la Befana le dia ai bambini buoni o a quelli cattivi. Ma se penso al caramello al burro salato francese, in effetti …

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46. Handheld meat pies (Nebraska).

Sì, esatto, tortine di carne e verdure avvolte da pasta sfoglia. Sì, ancora. Ho esaurito i commenti sulle tortine di carne. Aiutatemi!

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47. Akutaq (Alaska).

Il nome akutaq significa “qualcosa di mescolato”. Per la precisione, qui si mescolano grasso di renna, neve o acqua, mirtilli e ogni tanto pesce. Seguono gemiti di paura ma anche (ammetto) curiosità.

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48. Boiled dinner (New Hampshire).

Manzo e verdure bolliti. That’s all, folks. Facciamocene una ragione: se idolatriamo (io per prima) il bollito alla piemontese perché non a questo?

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49. “Non ha un piatto tipico di cui parlare” (Nevada).
Cosa diavolo significa che il Nevada non ha un piatto tipico? State scherzando? Quale paese al mondo non può vantare nemmeno un piatto nazionale? Beh, forse uno stato dove c’è Las Vegas, in effetti.

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50. A fucking steamed fucking cheeseburger (Connecticut).

Se c’è un modo per rendere un hamburger poco appetibile è quello è infilargli in mezzo carne stufata. Apice di masochismo.

MEGLIO ESSERE INVESTITI DA UN’AUTO

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51. Cincinnati chili (Ohio).

“Un’orribile fanghiglia simile a diarrea che nell’Ohio versano sopra spaghetti e hot dog, sensorialmente e spiritualmente disgustosa e culturalmente grottesca, la peggiore, più triste e più deprimente del mondo”. Penso di non dover aggiungere altro.

[Crediti | Copertina: elaborazione di un’immagine di Deasdspin. Immagini: benedettopr.wordpress.com, cityfoodsters.com, tarasmulticulturaltable.com, thegourmandmom.com, dianeeros.com, tgscookin.com, freeingmymartha.blogspot.com, thetasteoforegon.com, heatovento350.com, trialx.com,  tailgategrilling.com, savourytaste.com, eatsleepmake.com, tahinitoo.wordpress.com, food.louhdblogs.com, foodnetwork.com, saritsblog.com, lurefishbar.tumpblr.com, baltimoresnackr.blogspot.com, whatsonmymenu.blogspot.com, deliciousasitlooks.com, statenislandkosher.com, breakfastwithnick.wordpress.com, indianapublicmedia.org, rachelleb.com, bakemeblush.com, thelostitalian.area.voices.com, foodiepilgrim.com, sweetstatesofmine.com, foodiewithfamily.com, Wikipedia, jellomoldmistress.com, playingwithfireandsmoke.com, businessinsider.com, suzyhomefaker.com, dc.about.com]

Giorgia Cannarella

26 febbraio 2014

commenti (23)

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  1. Il lutefisk (di cui si nutre una ristretta cerchia di amanti dell’ orrido) sì, e gli scoiattoli no? E la pizza inserita nei “piatti nazionali”? Bah…

    1. A me è capitato più di una volta di dover tentare di convincere qualche americano che la pizza non era stata inventata né a NY né a Chicago; senza necessariamente riuscirci.
      Mi fa comunque piacere che ci sia anch’io fra i 50 best (!). Io come nickname intendo! 😉

  2. #25: nessun americano che si rispetti mangerebbe MAI una cosa che si chiama col suo vero nome, se quella cosa gli fa, arbitrarissimamente, certo, schifo; donde il loro disgusto, ad esempio, per la carne di cavallo.
    insomma, quelle sono ‘Rochy Mountain Oysters’, e non di certo palle di toro!

  3. Se il cibo è cultura… (lascio a voi la fine della frase!)

  4. Ci sono piatti molto buoni, “culinarmente” parlando gli stati uniti hanno un’ottima “cultura”. Poi scommetto che molti che li criticano avranno fatto numerosi ed insignificanti aperitivi Bio (al pigneto) oppure sushifusion serate (se siete milanesi).

    1. Sono d’accordo con te. Però se dovessi basare il mio giudizio solamente sui piatti proposti in questa lista non avrei solo parole d’elogio. Discorso a parte per il Nevada che a quanto riportato non ha nemmeno la capacità di trovare un piatto “nazionale”.

  5. Mah…al di là del mondo BBQ americano che lo ritengo una grandissima esperienza culinaria, in questo articolo ci sono diversi ottimi piatti. Io dissapore lo critico aspramente, ma per una volta che fanno un articolo ben fatto ed interessante…

  6. alcuni, (pochi) “piatti nazionali” sono degni di nota per bontà, altri ridicoli, insignificanti, pallide e ignobili copiature di piatti di altre nazioni. Alla maggioranza di questi piatti dovrebbe essere abbinata una sicura tipo bomba a mano: armi letali
    per il bbq confermo la grande tradizione USA, se non fosse per la nefasta salsa bbq, ovunque con un grado zuccherino da chantilly, con cui vengono “intonacati” gli alimenti.
    se chiedi espressamente che ti vanga cotto senza salsa ti guardano come uno che si ciba di scarti…

  7. Dal 42 in poi fanno tutti veramente schifo, le altre sono squisite prelibatezze che ho provato from Eat to West. Se non le avete assaggiate, non giudicatele per il loro aspetto. Grazie di questa classifica, un’amarcord commovente.

  8. Non siate preda di pregiudizi, molte cucine americane sono deliziose!

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