di Vincenzo Pagano 1 Febbraio 2014

La pizza di Gino Sorbillo, 39 anni, titolare della storica pizzeria napoletana di via dei Tribunali e trionfatore del 1° Campionato della pizza di Dissapore, per capirci,  arriva a Milano con una formula simile a quella di Lievito Madre, altra pizzeria che Sorbillo ha inaugurato nel 2013 sul Lungomare di Napoli. Come sappiamo, aprirà in zona Duomo a Largo Corsia dei Servi, tra il 9 e l’11 Febbraio, con due novità.

1. Numero limitato di pizze. Le famose file di via Tribunali ci saranno anche qui, c’è da scommetterci. Ma solo in 400 al giorno potranno assaggiare la pizza di Gino Sorbillo (a Napoli si sfornano fino a 1.500 pizze quotidiane). Duecento a mezzogiorno, altrettante a cena più le 23 per il personale. E poi game over. Si passa al turno o al giorno, successivo. La farina del Molino Caputo sarà la clessidra di questa specie di conto alla rovescia, ha detto Sorbillo al Corriere Milano.

2. Solo impasto fatto a mano. Nel locale ci sarà un’impastatrice rotta in esposizione. “Così ricorderemo a tutti che usiamo solo la forza delle braccia, oltre al lievito madre cioè il nostro criscito“, ci ha spiegato.

Due note distintive della nuova pizzeria che vuole conquistare Milano e i milanesi con la ricetta della vera pizza napoletana: tradizionale nell’impasto, nella lievitazione, nella cottura a legna, ma contemporanea per digeribilità e per ridotta altezza del cornicione.

Gino Sorbillo

Innanzitutto l’offerta semplificata con la cabala del numero 7 che è il tratto distintivo di Lievito Madre: 7 pizze, 7 antipasti, 7 birre, 7 dolci, 7 vini. Cambiamenti secondo stagionalità e quindi ogni 4 mesi circa.

Poi, Gennaro Salvo, l’esperto pizzaiolo che da Napoli si trasferisce a Milano per garantire l’alta qualità della pizza di Lievito Madre.

Gino Sorbillo pensa anche all’estero. Prossima destinazione Atlanta sempre con Lievito Madre (ma sta pensando anche allo sbarco a Venezia dove per ora sono arrivate le foto delle sue pizze in piazza San Marco).

pizza-margherita-sorbillo

La pizza di Gino Sorbillo si aggiunge alle altre pizzerie napoletane della città, come La Teverna di via Anzani, la pizza Totonna o La piccola Ischia con due locali in via Morgagni e viale Abruzzi, e ancora Capatotosta ai Navigli, la Vecchia Napoli in via Chavez, Il Tegamino in via Eustachi, Ciripizza in via Canonica, Maruzzella in piazza Oberdan e Fresco & Cimmino, molto frequentato nell’ultimo periodo, in via Foscolo e in viale Monte Nero.

Ma c’è da scommettere che Sorbillo darà loro filo da torcere.

[Link: Corriere della Sera. Immagini: Luciano Furia, Vincenzo Pagano, Scatti di Gusto]