di Cristina Scateni 14 Maggio 2013
colazione

Negli ultimi 10 anni in Italia aumentano vertiginosamente i saltatori seriali di colazione, quelli che oplà si infilano il giubbotto e scendono ad affrontare il mondo a stomaco vuoto.

7 milioni di “breakfast skipper”, così li chiama l’indagine Doxa che svela l’inquietante numero di italiani che infrangono il rito del primo pasto.

Così tra qualche anno la colazione potrebbe fare la stessa fine della merenda.

Me la immagino perdere a poco a poco il suo splendore, sento lontane le parole di medici e nutrizionisti occhialuti che insistono sul pasto più importante delle giornata mentre i “breakfast skipper” invadono il pianeta.

Come sapete, noi siamo appassionati di buoni risvegli, qui abbiamo descritto le colazioni perfette e qui i tipi da colazione, una sorta di dimmi cosa mangi a colazione e ti dirò chi sei.

Oggi voglio parlare del male, l’inenarrabile, perché se è vero che i saltatori di colazione sono pericolosi, lo sono ancora di più quelli che perseguono indisturbati certe colazioni perverse, perpetuando abitudini degne di un podio. Ecco un piccolo elenco di quelle che conosco io.

L’UOMO DEL NESQUIK O ANCHE L’INDICE DA INZUPPO.
Ne ho incontrati diversi sulla mia strada, per fortuna sono i mariti delle altre. Si nascondono ovunque e quasi certamente dormono in pigiama. Si svegliano per tempo, fanno colazione seduti e da quando avevano 5 anni mangiano latte caldo col Nesquik.

Inzuppano biscotti di vario genere, i più tradizionali e burrosi che vi vengono in mente. Guardano dai buchi delle Macine, contano le stelle del Pan di stelle, riempiono il dito indice di Bucaneve e sono votati all’inzuppo.

A merenda o prima di andare a dormire, mentre la moglie è via per lavoro e li ha disgraziatamente lasciati disperati e soli, loro si nutrono di soli biscotti fino a trasformare un innocente rito in una pappetta dolce. Dormono felici, beati e con i baffi sporchi di cioccolato.

TUTTO UN ACIDO.
A questa categoria appartengono soprattutto donne. La loro combinazione è sbalorditiva, non ho mai capito come facciano a restare col volto rilassato dopo aver assunto in sequenza abituale: yogurt magro, succo d’arancia, caffè amaro.

Il palato della discordia, non si avvicinano al pane, guai alla marmellata, odiano il salato a colazione. Chissà se ce l’avranno un palato e chissà cosa oseranno mangiare per pranzo.

UU ROGNONCINO O ANCHE UNA TAGLIATELLA.
Sono quelli che amano perdutamente l’english breakfast. Fino a uova e bacon ce la possiamo fare, li comprendiamo anche. Poi d’un tratto qualcosa sembra sfuggirgli di mano, allora li sentirai all’alba friggere salsicce e saltare in padella rognoni, cuocere funghi e carne di montone.

Si sentiranno forti come leoni o soddisfatti come mio nonno, che ai suoi tempi si nutriva a metà mattinata con la tagliatella al sugo avanzata dal giorno prima, fredda o scaldata in padella tanto da fargli venire la crosticina croccante. Mitologico.

CINEFILI APPLICATI.
C’era una volta un film: è il momento delle colazione e una famigliola felice è seduta intorno al tavolo a mangiare pancakes cosparsi di sciroppo d’acero, muffin, burro d’arachidi e marmellata a ricoprire fette king size, trangugiare latte da una bottiglia di 3 litri.

Il cine disturbato lo vorrà imitare e da bravo americano si sveglierà presto per dedicarsi all’arte del pancakes. Il cinema crea dei mostri, delle famiglie Bradford di mostri. Poi ci sono anche loro: capiterà due volte all’anno, ma giurerei di averli visti bere 10 uova crude e andare a correre con in cuffia la colonna sonora di Rocky II.

NON CAMBIO MAI.
Sono ancorati al Carosello che per loro felicità è tornato. Consumano Fiesta, Girella, Yo Yo, Crostatina al cioccolato, Tegolino, Buondì ricoperto di cioccolato. Hanno manifestato per la scomparsa prematura del Soldino, conservano le gommine e le sorpresine.

Amano perdutamente quella fonte di grassi idrogenati che consola i loro palati bambini da sempre. Se consumano una colazione alternativa, li coglie la nostalgia dell’olio di palma.

L’ESIGENTE ALL’ALBA.
Di sera si sarà trasformato in rompipalle. A mezzanotte verranno a prenderlo i topini con la zucca e se c’è una giustizia, la zucca lo mangerà. Entra al bar e chiede un cappuccino moderatamente tiepido, senza schiuma, col piattino metà di ceramica, metà di vetro, il cucchino rivolto a est.

Oppure un caffè latte bollente, così tanto da ustionarlo o da farlo attendere, da costringerlo persino ad aggiungere latte freddo come a tornare al punto di partenza. Non sarà mai contento, continuerà perpetuamente a sbuffare. Rimarrà per sempre incontentabile, forse per questo va a fare colazione al bar.

Di cornetti buoni non ne ha mai mangiati, forse solo uno in Francia. Ma non si ricorda dove. Non potrete quindi mai verificare cosa lo rende appagato e felice.

Chiudo con le combinazioni che amo perdutamente, per non finire in tristezza.

Fuori casa:
Cappuccino e cornetto.
Caffè e sfogliatella.
Granita e brioches.

Dentro casa:
Pane burro e marmellata.
Fetta biscottata e sempre marmellata.
Yogurt e cereali.

Tocca a voi: ci raccontate le colazioni che odiate e quelle che adorate? Oppure anche voi saltate?

[Crediti | Link: Asca, Dissapore. Immagine: Pastry Affair]