Prova d’assaggio: riso carnaroli

Carnaroli contro tutti. Se con l’arborio il riso si era già preso la scena della Prova d’assaggio di Dissapore, test settimanale tra prodotti della stessa categoria, oggi, lasciati gli scaffali del supermercato in favore del più ammirato Eataly, si sfidano tre marche blasonate del riso “superfino” par excellence, con chicco lungo, resistenza al morso, e maggiore contenuto di amido.

CONTENDENTI

Acquerello
Gli Aironi
Riso del Falasco

Il test si è svolto “alla cieca”, come sempre ricordo che non sono una tecnologa alimentare, e che il verdetto è oggettivo con deviazioni personal-affettive.

CRITERI

– Aspetto visivo
– Analisi olfattiva
– Consistenza
– Cottura e tenuta
– Omogeneità cottura
– Collosità
– Sapore

#3 Riso del Falasco
Formato: 500 g. Tempo di cottura: 16/18 min.
Az. Agr. Falasco, Cascina Falasco, Casalbeltrame (No). Confezionato in via Garibaldi 70, Tronzano (Vc), Italia.

– Giudizio: appetitoso con qualche pecca nei tempi di cottura.
– Packaging: plastificato sottovuoto, l’etichetta sembra un manifestino autoprodotto molto in stile “nuovo contadino”.
– Aspetto visivo: riflessi che virano verso il paglierino dopo la cottura. Chicchi uniformi e privi di alterazioni.
Analisi olfattiva: le molecole volatili nella cavità nasale ricevono poco segnale.
– Consistenza: compatta.
– Cottura e tenuta: già pronto al minuto 15, in anticipo rispetto ai sedici suggeriti. Tenuta lunga.
– Omogeneità cottura: equilibrata.
– Collosità: leggermente collosa.
– Sapore: genuino.
– Prezzo: € 3,98/al kg quindi € 1,99
– In breve: autentico e schietto.
VOTO 7

#2 Gli Aironi (per Eataly)
Formato: 500 g. Tempo di cottura: non indicato. Prodotto e confezionato Risi&Co. S.r.l. Strada delle Grange 8, Lignana (VC), Italia.

Giudizio: perfetto nella preparazione dei risotti grazie all’ottima assorbibilità.
Packaging: in plastica, sottovuoto, pratico e con etichetta elegante.
Aspetto visivo: chicchi chiari e omogenei.
Analisi olfattiva: leggermente mortificante visto il livello del riso. L’intensità dell’odore non esalta.
Consistenza: tenace.
Cottura e tenuta: pronto al tredicesimo minuto, tenuta costante.
Omogeneità cottura: uniforme.
Collosità: appena colloso.
Sapore: naturale e raffinato.
Prezzo: € 4,40/al kg quindi € 2,20
In breve: assorbe con classe.
VOTO 7,5

#1 Acquerello
Formato: 250 g. Tempo di cottura: non indicato. Prodotto e confezionato da Rondolino S.C.A. – Tenuta Colombara 2 Livorno Ferraris – Vercelli, Italia

– Giudizio: un vero piacere della tavola.
– Packaging: di latta, grafica confusa con richiami bucolici.
– Aspetto visivo: chicco regolare privo di alterazioni. Dopo la cottura è leggermente più chiaro.
Analisi olfattiva: finalmente appagante, profuma anche in fase di cottura.
– Consistenza: corposo e deciso.
– Cottura e tenuta: pronto al tredicesimo/quattordicesimo minuto, la tenuta è salda.
– Omogeneità cottura: uniforme.
– Collosità: assente.
– Sapore: piacevole e caratteristico.
– Prezzo: € 14,00/al kg quindi € 3,50
– In breve: il migliore.
VOTO 8

Vince il test — Acquerello.
Miglior rapporto prezzo felicità — Riso del Falasco.

COSE IMPARATE DA QUESTA PROVA D’ASSAGGIO.
Un test con queste marche di Carnaroli, in prima linea nel rispetto per le tecniche di coltivazione più tradizionali, non può che esaltare le virtù del riso: splendida componente nutrizionale, elevata digeribilità, piacere per il palato. La spunta Acquerello, il “riso degli chef”. Scontato direte voi, forse, è perfetto ma, complice la confezione, non proprio alla portata di tutte le tasche. Sempre ineccepibile il Carnaroli di Michele Perinotti de Gli Aironi, punto di partenza per risotti da favola. Un buon compromesso per le tasche di tutti il riso del Falasco.

Conoscete le tre marche del test, ne avete altre da suggerire? E ditemi, siete disposti a spendere 14 euro per un signor riso?

[Prova d’assaggio: tutti gli episodi. Crediti | Link: Dissapore, Immagini: Carmelita Cianci]

Avatar Carmelita Cianci

28 Gennaio 2013

commenti (57)

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  1. Avatar andre ha detto:

    si ma ragazzi potevate anche sforzarvi e mettere qualche riso in più nella prova. Si sarebbe potuti arrivare come minimo a 10 (forse 10 son tanti, però almeno 5 o 6 come in tutte le altre prove…)

  2. Io uso abitualmente il riso della tenuta Val Serpe… Non è l’Acquerello, ma come rapporto qualità prezzo è davvero ottimo!

    Mi è sfuggito il tipo di cottura utilizzato per la prova

  3. Avatar Sara ha detto:

    Acquerello é in riso di ottima qualitá, ho qualche difficoltâ nel trovarlo in modo continuativo. Se potete indicarmi un rivenditore a Milano ve ne sono grata. grazie

  4. 14 euro al kilo per me è assolutamente troppo, con 6 euro al kilo si trovano già ottimi risi. e poi l’Acquerello a me non fa impazzire, buon sapore ma non rilascia amido, il risotto mi piace bello cremoso.

    1. @gianluca: confermo. Ci eravamo già scambiati una considerazione al riguardo.
      Se ricordi, ti dissi che all’Acquarello preferisco gli Aironi, proprio perché viene un risotto più cremoso. Peraltro, il profumo io lo trovo ottimo.

  5. una cosa che nn capisco è perchè sia nei risi di nicchia che nei commerciali, i tempi di cottura indicati, quando presenti, sono praticamente sempre calcolati in eccesso. Almeno 3-4 minuti in più di quanto effettivamente necessario. Cosache nn succede invece per la pasta.

    1. Avatar gio ha detto:

      E’ vero… con la pasta addirittura io devo aggiungere 1-2 minuti in più rispetto a quanto indicato sulla confezione, se la pasta è di gragnano ci attacco mediamente anche 5 minuti buoni.
      Mentre per il riso, tolgo, tolgo, tolgo. Seguendo le indicazioni della confezione escono dei papponi immangiabili.

    2. Avatar nico ha detto:

      la pasta al dente proprio non ti piace, eh?
      io tolgo sempre 2 o 3 minuti dai tempi indicati

    3. Il riso come la pasta si cucina, i tempi fosse per me dovrebbero toglierli, fanno solo confusione.

  6. Utilizzo Acquerello, ogni tanto, e lo trovo davvero ottimo, ma in prevalenza utilizzo del riso ITALIANO di Isola della Scala. Anch’esso ottimo pur avendo un prezzo ben inferiore dell’Acquerello. Ce ne sono due, tre che meritano davvero. Cerco di stare ben lontano dal riso tanto conosciuto ma poco, per niente, italiano.

  7. Avatar Paolo ha detto:

    Il problema del Carnaroli e’ il kilometro-non-zero. Purtroppo e’ l’utilizzatore finale (cit. Ghedini) che deve smazzarsi a procurarselo, perche’ la produzione di nicchia delle piccole riserie non accede ai canali di distribuzione del resto d’Italia, se non nelle forme tipo l’acquerello, destinato alle gasttronomie d’alta gamma (e prezzo).
    Provato nel mio girovagare qualche riso da ribaltarsi, secondo i miei personalissimi gusti; come richiesto dal post, parliamo del principe dei risi da risotti, il Carnaroli:
    – riseria Rovasenda, per le forniture di famiglia. ottimo rapporto qualita’/prezzo, cottura che sfiora i 20′, la pace dei sensi se usato per la nostra tradizionale torta di riso (dolce da matrimonio del bolognese)
    – riso Cascine Bellaria, cottura sui 18′, solo per persone serie, che sappiano trattenere gli ululati di gioia all’assaggio e non ti puntino il coltello alal gola per portarsi a casa il sacchetto iniziato
    – riso ZANGIROLAMI, e qui siamo nella “terra dei forti e coraggiosi”. Intendo il Delta del Po, dove le zanzare sono piu’ numerose dei fan di Masterchef, e il mare sta due metri sopra la strada che state percorrendo (provare per credere). Un angolo d’Italia che merita da solo un w.e. di rifornimenti

    1. Avatar Paolo ha detto:

      Diavolaccio, come ciai ragione. Pero’ leggendoti ho capito perche’ non l’avevo inserito nei miei MUST: il meglio del meglio di Ferron e’ il Vialone Nano (siamo nelle valli veronesi, appunto) lavorato ai pestelli.
      E mi scende una lacrimuccia: fu quello, nel lontano ’97, il primo riso di qualita’ che mi fece scoprire un mondo e un gusto che non conoscevo. Il tutto grazie all’intuizione visionaria di Antonio Tombolini che stava creando Esperya. Da allora, mai piu’ comperato un riso “generalista”, diciamo cosi’.

    2. il vialone nano di ferron devo ancora provarlo,grazie per la segnalazione. già il carnali comunque lo trovo ottimo.

    3. Avatar andre ha detto:

      vialone nano pila vecia ai pestelli è il miglior riso che abbia mai assaggiato, supera di gran lunga tutti gli altri nella mia classifica personale. E soprattutto lascia un profumo di riso inimmaginabile. Lo fai la sera ed il mezzogiorno dopo c’è ancora profumo di risotto…

    4. @andre perdonami ma forse è il caso di aprire le finestre od accendere una Lampe Berger 🙂

    5. confermo, lo uso qui al ristorante da 10 anni. Ho provato anche aquarello, ma il pila vecia di Ferron rende il risotto più cremoso

    1. purtroppo l’ho provato solo in una occasione trovandolo veramente ottimo!