di Adriano Aiello 29 Maggio 2014
Spot lungo 13 ore

Ve lo siete mai mangiati un panino che dura 13 ore? Dite di no, vi prego. Ovviamente in America l’hanno fatto. Ma non è una bravata colesterolica alla Man Vs Food, come ho pensato quando sono inciampato nella notizia. Non vi preoccupate, le 13 ore non sono – fortunatamente – quelle impiegate per mangiarlo, ma la durata dello spot.

Solo che la cosa probabilmente è ancora più angosciante.

Sembra la parodia perfetta del più canceroso dei film autoriali in concorso a Cannes, perché uno dei selezionatori crede che riprendere senza stacchi per 4 giorni la campagna del Laos generi profonde riflessione sul rapporto tra uomo e natura.

Smokehouse Brisket Sandwich

Invece è il suo opposto: uno spot pubblicitario costruito per raccontare lo Smokehouse Brisket Sandwich, il nuovo panino a edizione limitata della catena americana di paninoteche Arby’s, tra i nuovi marchi uno da tenere d’occhio.

Va bene, però perché 13 ore? Facile, questo epico sandwich fatto con salsa bbq piccante, gouda affumicato, punta di petto di manzo affumicata, maionese e cipolle fritte è prodotto con carne affumicata per 13 ore!

brisket

Come resistere all’idea rivoluzionaria di pubblicizzarlo con uno spot dell’analoga lunghezza, roba da guinness dei primati, dando vita ad uno show lisergico che mostra in tempo reale tutto il processo di affumicatura della carne. Il concept publicitario punta a dimostrare che anche una catena di fast food può essere “slow” e produrre eccellenza.

Un po’ come se domani Biagio Antonacci componesse una suite di 75 minuti che facesse sembrare Yes e Emerson Lake & Palmer band minimali.

Ad ogni modo, la vera sorpresa, per quanto mi riguarda, è che il cliente abbia accettato questa “creatività”, tanto che il primo interminabile spot è stato trasmesso il 24 maggio su un canale privato di Duluth in Minnesota e verrà riproposto proprio stasera negli States.

Perché a questo punto non inserire un concorso in cui si regalano forniture eterne di panini a chi dimostri di aver visto tutto lo spot e lo recensisca?

Io una certa curiosità comincio a nutrirla, peccato che non ho 13 ore libere ma ho pensato di produrre una recensione preventiva di natura ghezziana, in attesa della vostra.

L’immagine è carne, quindi la carne è immagine. Il fumo che la cuoce è il nostro legame con l’esperienza primordiale della caverna. Lo spot implica un rapporto osmotico con lo spettatore; produce una fantasmagoria che avvolge lo schermo e genera sentimenti centripeti. Curiosità, fame, ipnosi, ansia, paura sono la cifra di uno spettacolo indimenticabile che rimette il corpo dell’animale – e quindi dell’uomo – al centro di una cinematografia inevitabilmente politica.

[Crediti | Link: Gawker, immagini: arby’s, gopogo]

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