di Adriano Aiello 19 Settembre 2014
Voiello a Trinità dei Monti

I lettori più attenti avranno notato che dalle nostre parti sopravviviamo con la cosiddetta Native Advertising, un tipo di pubblicità costruita sui contenuti. Sostanzialmente non ci piace imbrattare il sito di pop-up e messaggi invasivi.

Ma in un sito i banner, nel senso di spazi pubblicitari tradizionali, sono pratica diffusa e abbondantemente lecita. Su un monumento, invece, l’affissione inusitatamente gigante mi sembra poco elegante (eufemismo), quanto assai frequente. Capita ad esempio di scorgere gli spaghetti ai gamberi Voiello davanti la facciata della Chiesa che sovrasta piazza di Spagna, una delle più belle di Roma.

Non è il primo ma l’ultimo di una lunga serie e di affissioni indigeste (Ponte Vecchio a Firenze, Ponte dei Sospiri a Venezia, Piazza Scala a Milano) e dargli almeno una ridimensionata non sarebbe male. Occhio che se poi lo vede Sgarbi scatta la mattanza vera.

Voiello a Trinità dei Monti

Difficile anche dargli torto.

Nel frattempo ci ha pensato quel corpus indecifrabile, magmatico ma tremendamente severo, chiamato Rete a darci dentro. Su Twitter ad esempio siamo in piena fase scherno/disapprovazione.

Abbiamo un Hashtag di riferimento #VoielloLevala e una serie di interventi del genere a sottolineare il tafazzismo della scelta:

— La grande bruttezza
— E poi ci lamentiamo che con la Cultura non si mangia
— Poveri noi e poveri turisti
— Amo la pasta. Ma una cosa cosÏ Ë davvero indigesta
— Il claim recita “Lo senti? Ë Voiello” – No, ma lo vedo purtroppo

Un po’ mi spiace che nessuno non abbia ancora citato Full Metal Jacket e il sergente Artman con il mitico “Sei così brutto che sembri un capolavoro d’arte moderna”. Bene, lo faccio io.

Dite che il signore “La rete” e il sottoscritto amano aumentare i punti della patente dell’indignato cronico e facciano un discorso ideologico, o addirittura romantico?

Ok, prima che arrivi il partito cinico-pragmatico a parlarmi di soldi e necessità di monetizzare per le doverose ristrutturazioni mi permetto di aggiungere che, anche a fare un discorso brutalmente economico, il ritorno d’immagine non mi pare esattamente quello auspicabile. Sbaglio?

E anche se il cibo, specie la pasta, sono sempre nella nostra testa, vederla campeggiare con tanta opulenza su un palazzo storico mi pare una scelta appropriata come affidare una moderazione di un convegno sulla pittura rinascimentale a Borghezio. Sbaglio anche qui?

Ora il sondaggio:

A favore?
Contro?
Non so?
Non l’ho vista sono celiaco?

Ma soprattutto:

Rimuoveranno il tutto?
Lo lasceranno affidando la comunicazione successiva a qualche genio del marketing?
Lo manterranno con orgoglio?

[Crediti | Link: Corriere Roma, immagini: MarcoStancati]

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