di Giorgia Cannarella 21 Settembre 2012
frutta, verdura,

I controlli allo specchio in cui far guizzare glutei o bicipiti stanno diventando meno frequenti. Si dirada l’alimentazione proteica, no dolci, poco alcol. Segni di un cambio di stagione imminente che, armadi a parte, si fa sentire anche in cucina. Mentre l’insalata di pomodori lascia spazio alla zucca al forno e l’uva prende il posto delle pesche, ho chiesto allo staff di Dissapore quale fosse la loro stagione preferita gastronomicamente parlando, e perché? A proposito, e la vostra?

vignarola

LORENZA FUMELLI: PRIMAVERA (1). C’è un piatto a base di verdure tipico del Lazio per cui potrei rinunciare anche alla più preziosa delle carni, è la vignarola. Si fa con carciofi romaneschi, piselli freschi, fave fresche, cipollotti freschi e lattuga.

pomodori

SILVIA FRATINI: ESTATE (1). Il rosso dei pomodori maturati al sole è una manifestazione del divino in terra. Ma soprattutto, arrivano le pesche: gialle, bianche, noci, da sole o con amaretti e cioccolata e al ritmo di 4-5 al giorno. Sono la mia ragione di vita.

tartufi

FABIO CAGNETTI: AUTUNNO (1). C’è quel periodo magico, a novembre, in cui sono contemporaneamente disponibili in cucina tartufo bianco, porcini, zucca, broccoli, cavoli, porri, castagne e cachi, e le ostriche ricominciano ad essere buone.

cavolo nero

ANDREA GORI: INVERNO (1). Il cavolo nero è protagonista assoluto di ogni sogno bagnato toscano . Bagnato ovviamente nelle zuppe, ribollite & co.

frittelle, acacia

MARTINA LIVERANI: PRIMAVERA (2). Il piatto che adoro alla follia dura molto meno di una stagione: si tratta delle frittelle di fiori di acacia. Sì, quei bianchi e profumatissimi grappoli che sono in fiore per un paio di settimane a cavallo tra aprile e maggio. Sono una goduria.

peperoni gialli, peperoni rossi

ALESSIO CANNATA: ESTATE (2). Il massimo è passarla in Sicilia, per tutte le varietà di verdure mignon come peperoni e melanzane da fare ripiene, la zucchina lunga mangiata fredda, fatta in casseruola con pomodorini e basilico. Senza parlare poi di parmigiana e caponata, mio Dio.

castagne

LEONARDO ROMANELLI: AUTUNNO (2). Sono poco politically correct perché amo la selvaggina, poco social perchè adoro il tartufo, poco incline alla dieta perchè ho una venerazione per formaggi e fonduta, un po’ snob perchè mi piacciono gli ovoli. Aggiungo i vini rossi che si bevono più volentieri, le castagne per il Mont Blanc e comunque i dolci che si mangiano con meno sensi di colpa.

maiale

SARA MARIANI: INVERNO (2). Gennaio è stagione di ammazzamento di maiali. Tradizionalmente festeggiato in casa mia da un pranzo a base di zampini, ventre e coda lessi. Accompagnati da salsa verde con uova sode, aceto, mollica di pane, aglio, olio e prezzemolo.

carciofi

CARMELITA CIANCI: PRIMAVERA (3). La primavera, quando posso finalmente divorare distese di carciofi. La tipologia che prediligo è la “mazzaferrata” o carciofo di Cupello, varietà autoctona del vastese (profondo sud dell’Abruzzo).

funghi, porcini

LUCIA LA GATTA: AUTUNNO (3). I funghi: nel risotto, con le tagliatelle, con i ravioli, con la polenta, al forno, sott’olio. Ovunque, insomma. E poi la meravigliosa verdura: dalle cime di rape con le orecchiette, alla cicoria di campagna con la purea di fave. Ed il melograno che si utilizza per condire un dolce tipico delle mie parti: “il grano cotto”.

[Crediti | Immagini: Gourmet.com, Flickr/smitten, Flickr/mokapest, Flickr/Enzo Azzolini, Flickr/Lucamaiden]