di Carlotta Girola 11 Settembre 2014
donna mangia uomo nel piatto

“Stasera ci ha invitato Andrea”: ecco l’incipit che, tra una giornata di lavoro senza fiato e una serie infinita di commissioni, impegni, riunioni e semafori, suona come una mezza tragedia. Cioè, beninteso, sono contenta che stasera qualcuno cucini per me, ma certo non ho il tempo per preparare la mia crostata e arrivare alla cena tronfia dei miei passi avanti nella pasticceria senza bilancia (non chiedetevi come sia possibile, è una tecnica solo mia a tratti perfettibile).

Non è sempre facile riuscire a colpire nel segno il padrone di casa, soprattutto se non se ne conoscono a fondo i gusti. In quel caso, però, sarebbe cosa buona e giusta limitarsi a scelte vecchio stampo, perché non saranno originali, ma i cannoncini non avanzano mai.

Il problema nasce quando, presi da ansie da prestazione, voglia di distinguersi o maldestri tentativi di improvvisazione i nostri ospiti si presentano alla porta con doni non proprio ad alto gradimento.

Ecco 8 tipologie di commensali ai quali andrebbe imperativamente chiesto di astenersi dal presentino gastronomico.

malaga

1. Quello che porta gusti opinabili di gelato.
Inizia sempre dicendo “ho preso i miei preferiti: malaga, zuppa inglese, limone e caramello al sale”. Sorrisi di plastica dei commensali. “Evviva” con lo stesso trasporto di quando sei costretto ad anadre in Posta a ritirare una raccomandata.

Vino bianco da raffreddare

2. Quello che porta un bianco… caldo.
Ci sono poi gli invitati che improvvisano una fermata volante con le quattro frecce in enoteca e raccattano senza troppo pensarci un bianco a caso, perché ti hanno mandato un messaggio perentorio “carne o pesce?” A qualcuno può interessare un Prosecco a temperatura ambiente?

Biscotti del supermercato

3. Quello che sceglie le paste del supermercato.
Non è per fare i sofisticati, né per sputare sentenze sulla grande distribuzione, ma se invito qualcuno a cena gradirei un minimo di ricerca sul dessert. I pasticcini del supermercato, quasi sempre, hanno anche visivamente un’aria di dolcino vecchio, spossato e annoiato.

Siete autorizzati a gettare il vassoio dalla finestra ove vi si palesi il classico nato-vecchio biscottino con amarena, più adatto alla colazione del giorno dopo che alla cena.

Fiori senza dolce

4. Quello che porta i fiori, ma poi manca il dolce.
Personalmente graditissimi piante, fiori, orchidee selvagge e baobab nani da monolocale. Il fatto è che, poi, al momento del dessert il padrone di casa sarà costretto a tirar fuori il gelato già iniziato dal frigo per tamponare il grande assente che ci si aspettava.

Non negatelo, è successo anche a voi.

Tiramisu strabordato

5. Quello che porta il tiramisù strabordato.
Ho viste decine di facce compiaciute di amici invitati a cena che, orgogliosi del loro tiramisù, avevano passato un pomeriggio in cucina per farsi belli col loro cavallo di battaglia. Ne ho visti altrettanti con espressioni atterrite nel momento della scoperchiatura. “Deve essere successo in macchina, quando abbiamo frenato all’improvviso perché stavamo per investire un coniglio…”

Composizione di verdure

6. Quello alternativo che porta le composizioni di verdure o di frutta.
Dall’effetto assicurato per chi ha il gusto un po’ “marcato”, i bouquet di frutta costituiscono una sgradita sorpresa per chi aspettava con ansia una classica Bella Elena, ma anche per l’atteggiamento alternativo a tutti i costi degli invitati che suonano alla porta e dallo spioncino assomigliano più ad una piramide di fragoline fuori stagione che ai vostri commensali.

Cioccolatini

7. Quello che… la scatola di cioccolatini riciclata.
A volte la sfacciataggine è senza confini e sulla scatola si può ancora trovare un cospicuo strato di polvere da dispensa. Il mio consiglio è quello di far finta di dimenticarvene, o se proprio gli invitati insistono per assaggiarne uno potete usare la vecchia scusa dell’intolleranza al burro di cacao.

Negozio chiuso

8. Quello che non porta perché era tutto chiuso.
“Ho portato me stesso” dice sornione l’invitato dal braccio corto che arriva baldanzoso all’ingresso, sgancia la sua bomba egocentrica e poi si ingobbisce dicendo (a seconda delle volte) “era tutto chiuso”, “sono uscito tardi dall’ufficio”, “la mia gelateria di fiducia è in ferie”, oppure (applausi a profusione)

Nota: ci sono diversi gradi di conoscenza e di complicità con gli amici e i conoscenti. A seconda del caso, ad una delle sovra citate tipologie umane, si può pensare di far buon viso a cattivo gioco oppure di rendere esplicito un disappunto. In quest’ultimo caso, un modo carino di sottolineare senza dire è quello di uscire a prendere un gelato (vero) all’ora del dessert.

[Crediti foto: menodiciotto, womoms.com, chatapoche, donna.nanopress.it, wearecomplicated.net, alwaysfoodie.com, publicdomainpuictures.net]

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