di Valerio Guiggi 24 Agosto 2015
uomo mangia panino

Nello slang politico il malpancista è colui che assume incarichi senza nascondere un certo fastidio, come se faticasse a digerirlo. Maldipancia ce ne sono in tutti i settori, indimenticabili quelli calcistici di Slatan Ibrahimovic ogni volta che voleva cambiare casacca. Noi però, qui e oggi, parliamo del significato normale di mal di pancia (staccato), a beneficio soprattutto di chi durante le ferie ha esagerato con gli stravizi.

L’obiettivo dichiarato è alleviare le conseguenze di troppi pasti frettolosi tipici di chi lavora, o almeno provarci. Chi vuole digerire con meno fatica e stare un po’ meglio, specie se mangia per mestiere (vedi i critici enogastronomici), dovrebbe leggere.

UNA GARA DI REGOLARITA’

Per stare bene è importante mangiare con regolarità, se possibile alla stessa ora. Siamo organismi abitudinari, mangiare ogni giorno alla stessa ora abitua corpo e cervello a produrre gli enzimi digestivi con leggero anticipo, in modo che la digestione inizi subito. Sfalsare gli orari significa allungare i tempi della digestione o causare bruciori.

L’IMPORTANZA DI MANGIARE SEDUTI

Se mangiamo un panino camminando l’organismo invia il sangue agli organi in quel momento più impegnati, vale a dire i muscoli delle gambe. Un problema per la digestione, visto che il succo gastrico viene sintetizzato a partire da elementi presenti proprio nel sangue. Una quantità modesta di sangue inviata allo stomaco significa poca disponibilità di succo gastrico, e di conseguenza una più lunga permanenza del panino nello stomaco.

MANTENIAMO LA CALMA

Una volta pieno, lo stomaco impiega qualche minuto per comunicare al cervello la sensazione di sazietà. Un intervallo di tempo che non riusciamo a cogliere se mangiamo frettolosamente. Continuare a nutrirci senza averne realmente bisogno equivale ad accusare un fastidioso senso di pienezza per tutto il giorno a causa del surplus di cibo ingerito.

LA MESCOLANZA È BELLA MA NON SE SONO PROTEINE

Mentre i carboidrati iniziano a essere digeriti nella bocca, la digestione delle proteine avviene per la prima parte nello stomaco. E le proteine di cereali, carne, legumi e uova non sono uguali, così come gli enzimi chiamati a digerirle appartengono a categorie diverse, ragione per cui non andrebbero mescolate. In altre parole, se l’organismo produce pochi enzimi utili a digerire una bistecca e pochi utili a digerire i fagioli, avremo una digestione complicata, senso di pienezza e mal di pancia.

LA SEQUENZA DEL CIBO: LE VERDURE PRIMA

La forma mentis da italiani attovagliati suggerisce il classico schema: primo, secondo, contorno, frutta e dolce. Specie al ristorante quando siamo portati a mangiare di più. Eppure mangiare prima la verdura è meglio. L’incarico di farci digerire le fibre vegetali spetta ai batteri che compongono la microflora dell’intestino, posizionato dopo lo stomaco. Mangiare verdura e carne nella sequenza corretta ci consente di consegnare ciascun alimento all’indirizzo giusto: la verdura nell’intestino e la carne nello stomaco. Facendo il contrario inviamo la carne nell’intestino dove sarà male assorbita, mentre la verdura resta nello stomaco che, non riuscendo a digerirla, continua a produrre acido gastrico. I bruciori di stomaco non ce li toglie nessuno. 

ORGANIZZATE I VOSTRI PASTI: I TEMPI DELLA DIGESTIONE

In teoria Per digerire al meglio, bisogna conoscere i tempi di digestione e sapere quanto tempo, di relax post prandiale, possiamo dedicargli.

La digestione è un’attività impegnativa, mentre è in corso non dovremmo fare altro. Pura utopia, ovviamente, ma almeno dedichiamoci ad attività poco faticose. Per lavorare con profitto dopo pranzo scegliamo alimenti dall’indice di sazietà elevato ma allo stesso tempo leggeri, così riusciremo a levarceli prima dallo stomaco. Consideriamo i tempi di digestione, che all’incirca, sono:

  • 20-30 minuti per i succhi di frutta;
  • 30-40 minuti per la frutta, le insalate e le minestre;
  • 2-3 ore per gli amidi e il grano, ivi compresi pane e pasta (per cui non esageriamo);
  • 3-4 ore per i vari tipi di carne.

Finora non ne abbiamo parlato, ma è chiaro che più mangiamo più la digestione si complica e i tempi si allungano; mangiando poco evitiamo l’accumulo di cibo e l’eccesso di produzione dei succhi gastrici. Semplificheremo la digestione, velocizzeremo i tempi e staremo meglio.