di Prisca Sacchetti 24 Aprile 2014
Patate viola

Senza essere tutti Rocco a noi italiani piacciono le patate. E badate, in questa affermazione non c’è nulla di ironico. Patate novelle, patate rosse, patate americane, patate viola, patate ratte o ad asparago. Le patate ci piacciono così tanto che ne consumiamo più di quante ne produciamo, motivo per cui siamo costretti ad importarle.

Però fateci caso, chi di noi compra i 5 tipi di patate più diffusi in Italia, come tutti gli altri, di patate importate non trova traccia. Le patate vendute sono tutte di origine italiana.

Come mai?

Dunque, vediamo. Capita che, come ricordato di recente da una malevole infografica del New York Times, la maggior parte dell’olio d’oliva venduto come italiano non venga dall’Italia, bensì da paesi come Spagna, Marocco e Tunisia. Mica succederà lo stesso con le patate.

Pare di sì.

Almeno secondo la ricostruzione di Report, che dopo la molto chiacchierata inchiesta sul caffè se n’è andata in Francia. Obiettivo? Seguire il percorso fatto dalle patate per aggirare le regole sulla tracciabilità del prodotto. La nuova inchiesta del programma di Milena Gabanelli verrà trasmessa lunedì 28 aprile alle 21.05 su Rai3.

Secondo la ricostruzione di Report funziona così:

La fregatura delle patate

Picardie, 100 chilometri da Parigi. Le patate  della varietà “Agata” partono da un magazzino della Comyn, grande azienda di distribuzione, con bolla francese.

Patate italiane, come ci fregano

Ad acquistarle è Agriveneto, tra i maggiori clienti della Comyn, una società con sede in uno stabilimento nella provincia di Padova.

Patate italiane - la fregatura

Stabilimento condiviso con La Dorata, di cui Agriveneto è una partecipata, azienda italiana che lavora patate dal 1959. Tra i soci della Dorata c’è la Fratelli Romagnoli, uno delle più grandi ditte confezionatrici dell’area bolognese con molti clienti nella Grande Distribuzione. Giulio Romagnoli fa parte del Consorzio Patata Dop di Bologna e di quello della Patata italiana di qualità.

Patate italiane e fregature

La direzione delle patate Comyn partite da Picardie è Bologna, dove, grazie a un nuovo documento di trasporto inviato dalla Dorata all’azienda di Romagnoli, le patate restano “Agata” ma diventano di origine veneta.

Quel che è peggio, attraverso un sistema che coinvolge produttori italiani, i confezionatori e la grande distribuzione. Che espongono il Made in Italy all’ennesima figuraccia.

Meritatissima. 

[Crediti | Link: Dissapore, Corriere]