di Cristina Scateni 23 Ottobre 2013
Scarpetta

Fa freddo uomini e donne goduriosi. Possiamo smetterla con le insalate e tornare in pace tra le braccia di mamma ragù e papà brasato. Il maglione coprirà la panza, il cappotto nasconderà le vergogne, il piumino renderà tutti o quasi uniformemente privi di punto vita.

L’autunno ci autorizza a riaccendere il forno e i fuochi, a consumare minestre e zuppe, cuocere lentamente grandi pezzi di carne dentro al vino, o al pomodoro, arrostire e poi rosicchiare, poi ancora scarpettare. In arrivo l’olio nuovo, grande fratello di tutti gli intingoli.

Sono un’appassionata di scarpetta, l’ho già dichiarato, e qui mi permetto l’atto impuro per eccellenza. Mi dimenticherò l’esistenza degli amanti dell’etichetta che dimenticano la goduria, e darò per scontato che tutti scarpettiamo, sempre mantenendo una discreta originalità nella pratica.

1. Il 4 mura.
È uno scarpettatore codardo. Consuma l’atto proibito solo avvolto dalle pareti di casa. Al ristorante è il re del galateo, da solo o in compagnia dei più stretti familiari non resiste, inzuppa e manovra. Con il mignolo arricciato di piacere, non lo racconterà a nessuno, soprattutto alla sua mamma, prima vera colpevole del suo antiquato galateo.

2. Il Privacy.
Un derivato diretto del 4 mura, con l’aggravante che deve essere rigorosamente solo per compiere l’impietoso atto. Si annoda il tovagliolo al collo e di fronte ad un pasto preparato da sé, un classico uovo al tegamino per esempio, affonda tutti i suoi sensi di colpa nel tuorlo. Di tanto in tanto, in preda alla stanchezza, potrà rischiare di farsi beccare a occhieggiare la pentola del sugo.

3. L’educando.
Scarpetta nelle osterie, ma sempre e solo con la forchetta. Lo stellato lo mette in agitazione, l’appuntamento galante lo turba, la cena di gala lo blocca definitivamente. Scarpetta sempre conservando il suo lato bon ton: piccoli pezzi di pane, intingolo singolo, mai doppia pucciata o scivolata lunga. Poco e piano, con garbo insomma.

4. No limits.
Scarpetta ovunque. La scarpetta è una religione, ordina una portata in meno per concedersi il lusso di buttarsi corpo e anima nella sua impresa. Sceglie dal menù cosa mangiare in funzione del presunto intingolo. Il ristorante alla buona gli dà molte soddisfazioni, ma non sottovaluta neppure lo stellato che già in fase di avvio lo accontenta con poderoso cestino del pane e olio. Non solo, a volte capita che lo chef illuminato inserisca nel menù, piatti appositamente studiati per lui “Scarpetta di pane e sugo di brodetto all’anconetana” (Mauro Uliassi).

scarpettaScarpetta

5. Pollicino.
Lui è quello che la donna casalinga vorrebbe frustare con una doppietta ferrarese. Scarpetta con più soddisfazione fuori dal piatto, nei recipienti che contengono il paradiso e lascia dietro di sé milioni di molliche, fuori e dentro la pentola. Annega il pane completamente, a grandi pezzi, dita comprese. Nei suoi sogni proibiti ricorre una grande piscina di fondo di brasato o sugo, dove potersi immergere con due pagnotte al posto dei braccioli.

6. Mastro Lindo.
È quasi sempre fonte di grande imbarazzo per i suoi commensali. La lucidità cui riesce, a forza di scarpettare con geometrica precisione, a riportare il piatto anche dopo 500 grammi di coda alla vaccinara. Il cameriere è sorpreso, la moglie grata per averle risparmiato il giro d’acqua prima della lavastoviglie.

7. On demand.
In tutta sincerità è quello che ammiro di più. È così consapevole che la scarpetta corrisponde a gioia, che decide di cucinare l’intingolo con l’apposito compito di essere perfetto da scarpettare. Dopo anni di esperienza ha stilato una classifica degli intingoli migliori: sugo, sautè di vongole, sugo delle polpette, il fondo di pane olio e pomodoro, brasato, uovo al tegamino, trippa, baccalà alla vicentina, carne alla pizzaiola, saltimbocca alla romana, ciò che rimane da cacio e pepe, carbonara, amatriciana, ma anche aglio olio e peperoncino.

Assunto di base: dalla pentola è meglio.

Dichiaratevi amici di scarpetta, voi dove vi collocate? O odiateci, voi maniaci delle buone maniere.

[Crediti | Link: Dissapore, immagini: Under the tuscan gun]