di Rossella Neri 30 Giugno 2014
i rimedi della nonna

Di rimedi della nonna è pieno il mondo. Ma che funzionino davvero, sperimentati e vagliati dalle generazioni ce n’è solo qualcuno. E occorre far chiarezza perché in questo mondo di naturopati sincretisti ed evangelizzatori, tutto, ma proprio tutto è da riportare ad un passato arcaico in cui vecchie nonnine fattucchiere si curavano a suon di zenzero e fettine di cetriolo.

Lo zenzero, mia nonna, cresciuta nella bassa, nemmeno sapeva cosa fosse e in cucina gli ingredienti che usava erano a km zero perché venivano dall’orto dietro casa, dunque il suo era un pronto soccorso base di aglio e cipolla e della collezione di superalcolici del nonno.

Anche i malanni non son più quelli di una volta: i rimedi antichi sono solo per i mali seri, o anche un po’ scabrosi: dalle indigestioni alle sbronze.

Ognuno ha la nonna che si merita, la mia mi ha cresciuto a caffè alla turca, spicchi d’aglio nella scollatura e mi ha tenuta distante dai brodini di pollo e dalle camomille, e dalle loro promesse di guarigione insipide come gli alimenti a cui si affidavano.

Questa è una guida al rimedio di una nonna un po’ rock, come la mia. Se la vostra vi ha cresciuto a profumi delicati e carezzevoli buon per voi, ma vi sarete certamente divertiti meno.

1. Tè al wisky.

té al wisky

Più che mia nonna, Miss Marple. L’idea di farsi un tè corretto al whisky tutte le volte che si ha l’influenza le era venuto leggendo romanzi inglesi, e se proprio tè doveva essere almeno si sarebbe dovuto aggiungerci un po’ di sostanza.

Poi ha scoperto che funzionava anche da espettorante ed è stata la svolta.

2. Latte e grappa.

latte e grappa

Più autoctono di quello sopra, il rimedio a base di latte caldo con la grappa, veniva somministrato anche ai bambini con la tosse e il mal di gola.

Non si è ancora capito se il fine era di farli star meglio o di assicurare ai genitori che il pargolo dormisse otto ore filate. comunque le intenzioni erano buone.

3. Biscotti e lambrusco.

 lambrusco

Capita. Verso metà mattina non ci si vede più dalla fame, lo sapevano dai tempi passati, solo che avevano altri rimedi. Quello di mia nonna era costituito da quattro o cinque biscotti intinti in un bicchiere di lambrusco.

Quando mi svegliavo tardi sapevo dove era passata per la scia di briciole e gocce rosso rubino. Se ne fregava di non sporcare, tanto si sarebbe messa a fare le pulizie dopo quella seconda, corroborante, colazione.

4. Una mela al giorno.

mela

Se lo chiedi ad un medico di oggi ti risponde che sono i polifenoli a rendere la mela una pillola ipertrofica di salute concentrata. Ma a dire il vero nessuno ha mai capito come mai la mela al giorno togliesse il medico di torno: era per via delle fibre che assicuravano una corretta funzione intestinale?

Perché mangiata a morsi funzionava da sostituito dello spazzolino? Perché è digestiva? Probabilmente tutto questo insieme. Le mele stavano tutto l’inverno sotto il letto di camera sua, forse la nonna voleva che ne mangiassi una al giorno perché non ne poteva più di vederle sparse là sotto.

5. Il canarino all’alloro o alla salvia.

canarino e salvia

Si chiama anche “buccetta” e probabilmente ha tanti nomi quanti in Italia sono i campanili. Prevede di preparare un decotto con la buccia del limone e le foglie di salvia o di alloro. Funziona contro l’indigestione.

Se ci provate con un limone a coltura intensiva di oggi otterrete un bel brodo di pesticidi: potrebbe essere un’idea se volete farla finita.

6. Il caffè col sale.

caffè

E’ il rimedio della nonna per quando il nonno tornava a casa un po’ sbronzo, il caffè col sale, con o senza succo di limone, provoca il vomito istantaneo.

Se poi non faceva effetto immediatamente ci pensava la nonna con qualche calcione a farti accomodare a faccia in giù sulla tazza del water finché non ti eri svuotato dei demoni.

7. Il caffè alla turca (senza sale).

caffè forte

Il caffè di mia nonna era denso che quasi quasi il cucchiaino rimaneva in piedi dentro e che se  scuotevi il bicchiere rimanevano le sgommate sui lati, come fanno quei vini con tanto tannino.

Era il suo rimedio per il mal di testa: il bello era che con un mezzo bicchiere potevi tirare 48 ore senza sentire il bisogno di dormire.

8. La cipolla sul comodino.

cipolla sul comodino

In quelle notti in cui gli attacchi di tosse svegliano prima i genitori e poi i fratellini e la casa diventa un lazzaretto di scatarramenti e pianti una mezza cipolla sul comodino è la soluzione: i vapori che produce placano la tosse.

Ricordarsi di aerare l’ambiente dopo l’uso.

9. L’aglio contro i vermi.

aglio contro i vermi

Più che contro i vampiri, l’aglio nelle campagne, si usava contro i parassiti intestinali. Bastava uno spicchio infilato dentro la maglietta della salute.

Oltre ai parassiti ti stavano lontani anche gli esseri umani, ma non sempre questo è necessariamente un male.

10. Le patate fritte.

patate fritte

Eppure il rimedio che preferivo di mia nonna erano le patate fritte: le usava come una panacea contro i mali psicologici e come corroborante prima degli esami e delle giornate impegnative. I sacchi da dieci chili di patate, pazientemente sbucciate, tagliate e fritte con aglio e rosmarino sono rimasti incollati nei ricordi miei e dei miei cugini.

Ancora oggi, quando mi faccio di Supradyn per andare avanti, penso che anche a colazione, con il latte, funzionerebbero meglio le patatine.

[foto crediti: farmacia dei pini, adgblog, tippytapp, paperblog, ordine fantasioso, erbatisana]