di Camilla Micheletti 23 Agosto 2014
robot, camerieri, cina

Era solo questione di tempo. Che sarebbe accaduto in Cina, poi, ce lo aspettavamo tutti. Degno dei migliori science fiction, in Oriente sta andando in onda il primo atto dell’horror movie che terrorizza i professionisti della ristorazione dai tempi di Io,Robot.

Camerieri in plastica e metallo, che si muovono leggiadri tra i tavoli e non si lamentano delle gambe gonfie, controllati e programmati dalla più avanzata tecnologia. Ora, mettete da parte la psicanalisi elementare e immaginate un mondo popolato da ristoranti dove a servirvi non ci saranno più belle donzelle incamiciate, ma roboanti macchine da guerra. Provateci e diteci come ci si sente.

Se proprio non ci riuscite, le meraviglie dell’era dell’Internet ci permettono di vedere cose che voi umani…. Ma questo era un altro film. Qui si tratta della realtà, tanto dura, quanto assurda.

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Un ristorante in Cina, precisamente a Kunshan, ha messo insieme una bella squadra composta da una dozzina di robot. Ci sono i robot-hostess all’ingresso, pronti ad accogliere i clienti con sorrisi in plexiglass, quelli che portano il cibo ai tavoli, due robot addetti a saltare carne e verdura in cucina e persino quello che prepara gli gnocchi. Non è finita.

Il proprietario Song Yugang sostiene che possano capire 40 frasi, immaginiamo di quelle che si dicono normalmente nei ristoranti, tipo “vorrei una birra” e “mi passi il sale”. A parte i costi di manutenzione e di acquisto, rappresentano per il ricco ristoratore un bell’investimento: non si ammalano, non si stancano e non vanno in vacanza.

Il signor Yugang rivela di essere un aficionado degli automi, e di essersi convertito alla robotica quando sua figlia si è iniziata a lamentare dei lavori di casa. “Li carichi due ore e ne lavorano cinque”. Che volete di più?

Per non parlare della mole di turisti attratti dalla novità che si sono catapultati nel ristorante per vedere da vicino il lavoro dei robot. (Anche se non è una vera novità, ci avevano già provato nel 2012 a Harbin, sempre in Cina, ma a quanto pare i robot erano stupidi e alquanto bruttini). Fatto sta che la Cina il mercato dei robot va alla grande.

Immaginate un robot per ogni cinese e fate un po’ i vostri conti. Niente più scortesia, niente favoritismi, nessuna attesa ingiustificata del cameriere che preferisce parlare con i suoi amici invece che scomodarsi per portarvi una bottiglia d’acqua.

Ma anche niente più sorrisi, spiegazioni dei piatti, e niente più coccole, quelle piccole attenzioni che ci fanno andare in un posto, piuttosto che in un altro.