di Giulia Caligiuri 10 Dicembre 2013

Quanto conosciamo davvero la cucina asiatica? Non sopravvalutiamoci e rispondiamo molto poco! Vero, rispetto a una ventina di anni fa padroneggiamo meglio la ristorazione cinese, giapponese, thailandese e via dicendo. Ma ciò non ci impedisce di incappare in una serie di erroracci banali, senza nemmeno accorgercene. Cose che traslate sulla nostra cucina farebbero tremare i polsi.

Il sito americano Thrillist  ci viene in soccorso con una serie di regole e suggerimenti per aiutarci a non sfigurare quando ci sediamo nei nostri ristoranti asiatici preferiti. Quelli di cui conosciamo il menù alla perfezione. Meno, le norme basilari.

REGOLA GENERALE: Non piantare mai le bacchette in piedi nel bel mezzo di una ciotola di riso o di noodle. È un gesto assolutamente taboo in tutto il continente asiatico: simboleggia la morte, le ferite, le sofferenze delle Nazioni. Ottimo!

Ristorante filippino

RISTORANTE FILIPPINO: Non chiedete le bacchette. Non vale la regola “è asiatico, si mangia con quei bastoncini lì”. Non sono tutti uguali. Loro non le usano.

Ristorante Thai

RISTORANTE THAI: Le bacchette si usano solo ed esclusivamente con i noodle. Altri piatti, come il curry thai, rendono esplicitamente difficile, quindi impossibile, utilizzarle. Il nostro voler fare gli splendidi usandoli per qualsiasi pietanza ci rende patetici.

Ristorante cinese

RISTORANTE CINESE: Non toccate mai la ciotola di riso con le bacchette: in Cina è il modo con cui i senzatetto chiedono il cibo.

Qualora vi ritrovaste a mangiare dim sum (banalizzando: gli spuntini della cucina cinese) e qualcuno vi versasse del tè, ricordatevi di ringraziarlo toccando il tavolo con tre dita. Questa è bizzarra, ma credo possa aprirvi un mondo di incontenibile stima.

Non versate la salsa di soia sul riso saltato: è già condito!

Nonostante la tradizione asiatica prediliga il cibo condiviso al centro del tavolo, una volta presa la vostra porzione non infilatela immediatamente e golosamente in bocca! È un gesto davvero maleducato.

Quando mangiate un pesce intero, non capovolgetelo mai: simboleggia il capovolgimento della barca. Che ansia, però!

Ristorante vietnamita

RISTORANTE VIETNAMITA: Non emettete fastidiosi rumori con il pho, la zuppa a base di carne e spaghetti (e non solo) della cucina vietnamita. Quando lo mangiate utilizzate le bacchette per trasferire i noodle nel cucchiaio, ma poi mangiateli fuori dal cucchiaio.

Tutto il mondo non è paese, perchè quando a tavola arriva la vostra portata, al contrario di quello che accade qui sarebbe più educato mangiarla immediatamente, senza aspettare i piatti degli altri commensali. È considerato scortese far raffreddare la pietanza. Vamos!

ristorante coreano

RISTORANTE COREANO: Non sollevate mai e poi mai la ciotola dal tavolo. Sarebbe un dramma indicibile. Tantomeno non provate a tenerla tra le mani.

Assolutamente vietato soffiarsi il naso durante un pasto. Neanche se avete quel raffreddore dicembrino che non vi da tregua. Piuttosto cospargete di sostanze poco edificanti il tavolo…

Quando vi offrono un piatto o una tazza, agguantatela sempre con entrambe le mani. Usarne solo una è imbarazzantemente rude.

Ristorante giapponese

RISTORANTE GIAPPONESE: Non mangiate mai i nigiri (le polpettine di riso ricoperte con fettine di pesce crudo) in più tranche: si infilano in bocca tutte intere, non esiste morderle, tantomeno spezzettarle. Eretici!

Non versatevi mai il sake da soli.

Non mettetevi il wasabi, la pasta verde in cui si intingono sushi e sashimi, sui nigiri, perché dovrebbe già esserci.

I nigiri – sempre loro – si mangiano con le mani. Mettete giù quelle bacchette!

Il ramen, la classica zuppa di spaghetti giapponese, non va personalizzato con questo o quell’ingrediente: accettatelo per quello che è, fatevene una ragione.

E ora non dite che li conoscevate tutti! Però se avete altre perle di saggezza infinita che potrebbero aiutarci a risparmiare figuracce epocali, beh (che ve lo dico a fare?), illuminateci!

[Crediti | Link: Thrillist | Immagini: Leyla Shams, Flickr/Kenneth Deckard, Flickr/Keith KellyFlickr/Sabine FinkFlickr/Rolf KamrasFlickr/Céline GFlickr/a.fattori]