di Olga Mascolo 29 Gennaio 2014
vino, formaggi, francia, baguette

I francesi sono così. Se porti loro una baguette surgelata a tavola, prendono la stessa e ti sfidano a duello. Anche se il prodotto surgelato servito al ristorante è sempre più diffuso in tutto il mondo. Ma in Francia non solo non si rassegnano, ma se la prendono a cuore.

Ecco perché nel prossimo mese alcuni esperti di legge del settore sono stati appuntati per scrivere un codice dei consumatori che definisca se il prodotto è fatto in casa oppure è acquistato altrove, o surgelato.

Danielle Fasquelle, legislatore dell’Assemblea Nazionale, riconosce che i prodotti industriali al ristorante sono all’ordine del giorno ma che “nel caso francese, parliamo della nostra eredità culturale. Se non facciamo nulla nei prossimi dieci anni i ristoranti veri diventeranno una rarità”.

I ristoratori però non si accontentano. Non basta il logo, ma vorrebbero che di ogni prodotto utilizzato se ne specificasse l’origine, la freschezza, la stagionalità. Alain Ducasse e Joël Robuchon ammettono che se dovessero offrire il loro marchio di qualità per i ristoranti con una grande cucina e bella atmosfera “solo il 10% di qusti si qualificherebbe, perché molti fanno cucina industriale”.

Lo stesso vale per le pasticcerie. Per loro non è prevista una legge delle etichette, ma anche loro utilizzano materie prime surgelate, e non solo: la tipica viennoserie française, le torte, i pasticcini vengono spesso surgelati e riscaldati nel forno prima di essere venduti. “Oltre l’80% dei croissant sono prodotti così”, dichiara Philippe Godard, portavoce della Federazione pasticcerie e forni francese.

E poi ci sono costi: se si usano prodotti surgelati (come le torte) si può risparmiare sugli impiegati. La compri per 6 euro e la vendi a 6 euro a fetta. Usare prodotti freschi costa di più. Tutto questo incide sul conto al cliente. Quel che è certo  però è: ma se uno chef di alto livello usa la cipolla surgelata che chef è?

Non vogliamo ciò che troviamo nei supermercati: altrimenti perché dovremmo andare al ristorante? Questo è, insindacabilmente, anche un diritto del consumatore italiano.

 

[Crediti | New York Times | Immagini: poshmeetspavement.com]