Quali sono i 4 ristoranti con il migliore rapporto qualità prezzo di Milano?

Ieri Roma, oggi Milano, domani chissà. Dicono che il concetto di qualità-prezzo sia matematica pura, un “rapporto” e nulla più. Denominatore il prezzo, numeratore, appunto, la qualità.

Ma (per fortuna) la qualità è un criterio che fa variare il rapporto da persona e persona. Gli impenetrabili e personalissimi algoritmi dei redattori di Dissapore hanno deciso che questi, più di altri, sono i quattro ristoranti (bistrot, trattorie, ristoranti veri e propri) che rappresentano meglio non la convenienza in assoluto, ma il rapporto prezzo-felicità.

In una città –Milano– che spesso si lascia abbindolare facilmente da orpelli, chiacchiere, impiattamenti, barbe e orli altezza polpaccio, con caviglia scoperte e senza calzini.

D’O, Via Magenta 18, Cornaredo (MI)

Prezzo medio: 45 €

D'O, Davide Oldani

Per molti, praticamente tutti, Oldani con il D’O, la trattoria che 10 anni fa ha ridisegnato la ristorazione italiana, è il profeta dello chic pratico e accessibile (il menu del pranzo è sempre lì che vi aspetta a poco più di 10 €).

Oltre le apparenze, è un cuoco moltissimo mediatico ma preparato e determinato sino all’ossessione, il cui credo è racchiuso nel piatto più famoso, la cipolla caramellata con scaglie di tartufo nero, trasformata in cipolla caramellata con gelato al grana padano.

Costi delle materie prime dimezzati, gusto esaltato e arriva pure la stella Michelin!

Organizzazione svizzera, piacevolezza delle portate, servizio attento, le sirene del low cost non smettono di ammiccare al D’O, e talvolta, come nel caso della sfera di oliva nera, con mela, cavolfiore, buccia di lime e uovo affogato, la prova di maturità meriterebbe una stella in più.

Davide Oldani

Alla fine le previsioni di spesa si sforano sempre, ma la soddisfazione vale ogni euro speso. Non fate gli improvvisatori della prenotazione, ancora oggi trovare posto nel ristorante di Oldani, che riavremo rinnovato e trasferito di fronte a dove si trova ora all’inizio dell’autunno, non è la cosa più semplice del mondo.

ASOLA – CUCINA SARTORIALE, Via Durini 28

Prezzo medio: € 70

Asola, Matteo Torretta

Iniziamo parlando di prezzi com’è giusto che sia in un post del genere. Ahinoi, la consuetudine milanese di proporre menu degustazione a prezzi più adeguati alla 50 Best Restaurants (classifica dei 50 ristoranti migliori del mondo) anche in posti non blasonati (vedi Unico Ristorante, ma anche i nostri amici di Al Mercato) si è intensificata.

I prezzi di Asola invece sono ragionevoli. A pranzo quasi tutti i piatti si possono ottenere in mezze porzioni, 10 € per i primi, 16 per i secondi, a cena si sta sui 50 €, e va bene specie se consideriamo il fascino del posto.

Siamo infatti nel Brian & Barry Building (no, il fascino non risiede nel nome), nove piani in tutto, due per la terza incarnazione milanese di Eataly, e uno, il nono, per il ristorante dalla strepitosa terrazza esterna affacciata su Via Durini e sui giardini segreti dei milanesi più fortunati.

Asola, milano

Lo chef è (ancora) Matteo Torretta. Persino troppo eccentrico, il cuoco di Rho difficilmente si ferma più di due anni nello stesso posto. Certo, il talento è fuori discussione.

Vista da Asola ristorante

Bastano a dimostrarlo la linguina di Gragnano, aglio, olio e peperoncino su fonduta di parmigiano e zenzero, o il risotto alla milanese con ristretto di carne e midollo in tempura. Bene anche la carne, specie la battuta di fassona piemontese con maionese al balsamico e germogli, o i dolci, con uno dei piatti più noti di Torretta, il tiramisu caldo.

MANGIARI DI STRADA, Via Lorenteggio 268

Prezzo medio: 15 €

Mangiari di strada

Non è la zona più frequentata di Milano, e a meno di lavorare tra questi stradoni e grattacieli bisogna proprio volerci andare da Mangiari di strada, aperto solo a pranzo.

Possibilissimo, per carità, visto che l’angolo di street food creato da Giovanni Zen con il banco di leccornie, i piatti da tutta Italia, il rostiere di fronte alla griglia incarna per noi fissati del cibo, il paese dei balocchi.

Mangiari di strada, Milano

Il problema casomai è scegliere, questo ci avete detto numerosi quando 3 anni fa vi abbiamo parlato per la prima volta dei Mangiari di Strada.

La pappa al pomodoro che finalmente non sembra un pappone di pane molle con i pelati, il quinto quarto, i fritti: mozzarelle in carrozza, polpette, crocché o il pane cunzato siciliano.

Mangiari di strada, piatto

Abbondano le verdure, i vini sono naturali, il caffè di Gianni Frasi meraviglioso com’è non lo macchiano (vedi apposito cartello).

Si ordina, si attende al banco poi si raggiunge un tavolo magari condiviso. Una volta capito lo spirito, questo diventa un luogo dell’anima.

REBELOT DEL PONT, Ripa di Porta Ticinese 55

Prezzo medio: 30 €

Rebelot

Da quando è nato, figliato da una casa madre assai amata dai milanesi come Pont de Ferr, è stato un compendio naturale delle tendenze milanesi in fatto di arredo dei ristoranti, con il bancone dei cocktail, i tavoli e le sedie vintage, le inevitabili pareti con i mattoni a vista.

Tuttavia non stiamo parlando di un vero ristorante, più dell’interpretazione milanese e gastrofighetta dell’idea spagnola di tapas bar.

Chiuso a pranzo ma con lunga apertura serale e certo, modaiolo assai, Il Rebelot è fatto proprio bene. Prendi la cucina impostata dal brasiliano Mauricio Zillo (oggi non più cuoco del locale, come suggerito nei commenti).

E’ organizzata intorno a una lunga teoria di piattini componibili in due modi, alla carta (ma si spende troppo) oppure già programmati. Un crescendo che aumenta di intensità e culmina nel grande menu degustazione: 70 € non sono pochi ma inquadrateli nell’ottica della condivisione.

Rebelot del pont, Cocktail

Comunque non vi aspetta un semplice accompagnamento dell’aperitivo, bensì miniature gourmet come lo sgombro crudo con fiori di sambuco e gelatina di vitello, tonno con chorizo, agretti e crumble di acciughe, agnello con bisque di schie, variazione di pomodoro con tartare di manzo.

[Crediti | Link: Dissapore, immagini: Panorama, sNotes, Noimaitre, Comunicaffè]

Avatar Prisca Sacchetti

11 Giugno 2015

commenti (20)

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  1. Avatar claudio ha detto:

    Mangiari di strada: Buono, ottimo, ci vado tutte le volte che sono nelle vicinanze. Ma non è un posto da miglior rapporto qualità prezzo, nella mia accezione rientra nella categoria “per pranzo preferisco spendere qualcosa in più e mangiare un piatto solo”.
    Asola: se prendo le mezze porzioni e le divido con 3 commensali immagino che il rapporto qualità/prezzo possa tendere all’infinito….

    1. Avatar Cate ha detto:

      Bravo Giovanni, ma pure il Nuovo Macello.
      Comunque, pur non rientrando pienamente nella categoria ristoranti, secondo me il luogo per cenare a Milano con il miglior rapporto qualità prezzo in assoluto è Ma Hidden Kitchen Supper. Antipasto, primo, secondo e dolce, acqua, vino, caffè e liquori a 40€; tutti piatti deliziosi, di grande qualità, perfettamente eseguiti e presentati, e degustati in un ambiente irripetibile.

    2. Avatar Elena ha detto:

      È il BYOB dell’Hidden Kitchen non lo conti?
      Bring your own booze… Portati la tua riserva alcolica. Spiegalo a chi non è milanese che, per 40 euro con menù a sorpresa, ha questa straordinaria opportunità.
      (Cate, ti ho risposto due volte!) 🙂

  2. Avatar Cate ha detto:

    Mauricio è andato via da Rebelot, e la mancanza si sente!
    Per il resto concordo con Claudio.

  3. Avatar Giulia ha detto:

    Asola a pranzo è di una mediocrità assoluta, 55 € per un bicchiere di vino, mezza (!) porzione di spaghetto al pomodoro e un trancio d’ombrina grande come un francobollo. Bocciato.

  4. Avatar Elena ha detto:

    La qualità di Mangiari di Strada non si discute, MA consiglio fiori di Bach sotto la lingua Rescue Remedy: la fila del sabato è un incubo e condiziona tutto il pasto. Si parla di 20 minuti alla cassa, prima di passare a una seconda fila al banco degli ordini… (Déjà vu: una pièce inglese, The Line, raccontava il peggio della natura umana costretta in coda).
    Non si può nemmeno aspettare sorseggiando una birra, vale la regola d’oro delle due file anche per le bevande.
    Se si è in gruppo, cioè più di due persone, al 99% sarà impossibile mangiare insieme, con scarti di oltre 20 minuti fra un piatto e un altro. Se uno ha voglia di assaggiare una cosa in più, deve rifare le codazze.
    Piatti quai sempre ineccepibili, con cadute antipatiche: le sarde in saor prevedono una sarda e mezzo, per dire.
    L’ultima esperienza per me sancisce una pausa da Mangiari di Strada: in 4, abbiamo speso 30 euro a testa, senza il dolce e alla fine non ci ricordavamo più che cosa avessimo mangiato, stremati dalle attese.
    Diversa in modo incomparabile la volta precedente. Ero con amici dello chef, il che ci ha garantito una vigorosa semplificazione delle procedure.

  5. Avatar Andrea ha detto:

    Mangiari buono, nonostante la confusione. Oldani ottimo,fuori mano con lunghi tempi di attesa per trovare posto. Io voto frigoriferi milanesi, erba brusca e chick n quick. Manna non mi ha mai convinto.

  6. Avatar Luca Fontana ha detto:

    Personalissima opinione: l’Asola nei top4 rapporto qualità prezzo…l’abbiamo recensito nel Giugno 2014 e abbiamo trovato una cucina media (non cattiva, ma non ci colpì) ad un prezzo comunque impegnativo (90€ 5 portate con abbinamento al calice incluso, ma niente sconto se si beve analcolico, 30€ il piatto unico di mezzogiorno), questo l’anno scorso. Secondo noi non da TOP4 come riporta il titolo.

    Poi magari qualcosa è cambiato nell’ultimo anno, ci riproponiamo un’ulteriore visita durante l’estate.

    Piuttosto, se vogliamo citare ristoranti di cucina d’autore su Milano a prezzi onesti parliamo del Daniel, del Liberty…o tanti altri.

  7. Avatar colon Irritato ha detto:

    Ce ne sono di persone che hanno soldi da buttare…

  8. Avatar gianlù63 ha detto:

    non riesco ad immaginare un ristorante che possa valere 20 minuti della mia vita in coda

    1. Avatar Cate ha detto:

      Questo no di sicuro. A me non è mai successo perchè, sapendo come funziona, ci sono andata o molto presto o in periodi in cui Milano era scarsamente popolata. L’unico fastidio l’ho provato la volta che sono andata con più di due persone: come dice Eleonora più su, è impossibile non solo mangiare insieme, ma anche stare a tavola insieme. Però si sa che tipo di locale è, se ci vai ti adegui

    2. Avatar Elena ha detto:

      Cate, anch’io vado sempre o molto presto, o molto tardi.
      Però, detta fuori dai denti: che palle, se ti sei dimenticata che preferivi la birra al vino, o hai bisogno di una bottiglia d’acqua in più, O desideri un secondo giro di qualunque cosa… entri in un GIRONE.

  9. Avatar Luca Bartolini ha detto:

    Il secondo ristorante segnalato a Roma durerebbe tre giorni….