di Prisca Sacchetti 10 Giugno 2015
Da Cesare al Casaletto, polpette di bollito

Qual è la domanda che voi lettori rivolgete più spesso a noi autori di Dissapore? Tra le più serie pretendenti al titolo c’è senz’altro questa: “Caro Dissapore, puoi dirci quali sono i ristoranti con il migliore rapporto qualità-prezzo di Roma?”. Attenzione, non convenienti in assoluto, ma con il migliore rapporto qualità-prezzo. Per intenderci, sebbene a qualcuno sembri ridicolo, anche una cena da 200 € a La Pergola –chef Heinz Beck– può avere un ottimo rapporto qualità-prezzo. Perché potrebbe rivelarsi un’esperienza talmente unica da ritenere 200 € una spesa adeguata.

Detto questo, oggi abbiamo deciso di rispondere alla famosa domanda. Ecco stando agli impenetrabili e personali algoritmi dei redattori di Dissapore quali sono i 5 ristoranti (bistrot, trattorie, ristoranti veri e propri) dal rapporto qualità-prezzo migliore di Roma.

BISTROT 64, Via G. Calderini 64

Prezzo medio: 35 €

Bistrot 64, Roma, Emanuele Cozzo e Kotaro Noda

In un quartiere avaro di soddisfazioni legate alle buone tavole, l’apertura del ristorantino guidato dallo chef Kotaro Noda, posizionato in modo strategico nei paraggi del MAXXI e dell’Auditorium è stata una buona notizia. Il nome bistrot non vi tragga in inganno, Emanuele Cozzo, proprietario del locale, ha le ambizioni giuste.

menu Bistrot 64, Roma

Accolti con garbo dal personale giovane e volenteroso noterete subito il bancone in marmo o le bottiglie a vista sugli scaffali di legno che formano una cantina contenuta ma non scontata.

Lo chef giapponese, ormai da qualche anno nel circuito gastronomico laziale, ama reinterpretare il repertorio romano tra fantasia e qualche azzardo. Riusciti e divertenti sono i finti spaghetti (di patate) burro e alici. Presenti le paste della tradizione, dalla carbonara alla cacio e pepe, molto buoni i risotti, specie nella versione con la rapa rossa.

Lavagna, Bistrot 64, Roma

Tra i secondi da prediligere quelli a base di pesce, vera specialità dello chef, raffinati i dessert come la “Via Lattea”, a base di gelato all’olio extra vergine di oliva e meringa allo yuzu. Qualche incertezza viene superata al momento del conto, sono pochi i posti che a Roma propongono lo stesso rapporto qualità-prezzo. Per dire, un pranzo veloce a base di due piatti gustosi costa 13 €.

IL TINO, Via dei Lucilii 17/19, Ostia (RM)

Prezzo medio: 60 € 

Ristorante Il Tino, Daniele Usai

Una breve e piacevole fuga dalla città, a basso investimento economico ma dal rapporto prezzo – felicità inversamente proporzionale.

Un po’ nascosto tra le vie del centro, il ristorante dello chef Daniele Usai, oltre che per la selezione di vini della cantina, si segnala per i contrasti coraggiosi ma sempre precisi in particolare nelle paste, vedi il riuscito “Profondo Rosso”, ovvero gnocchi di rapa rossa e triglia.

Il Tino, Ostia, ventresca di tonno

Anche tra i secondi domina il pesce, vince ai punti una versione davvero personale delle triglie in saor seguita dalla squisita ventresca di tonno con radici e aceto di Banyuls. Il menu insiste sui dolci, c’è anche la possibilità di degustare tutti quelli della carta a 35 € (con iscrizione immediata al club dei trigliceridi).

Da primato il rapporto qualità-prezzo, uno dei più civili dei ristoranti di Roma e dintorni.

MAZZO, Via delle Rose 54

Prezzo medio 25 €

Mazzo, The Fooders, Roma

Bisogna conoscere i Fooders, aka Francesca Barreca e Marco Baccanelli, già collaboratori di Dissapore, per capire Mazzo, il micro spazio organizzato dalla coppia romana intorno al tavolone centrale, cui si aggiungono un paio di sgabelli e di tavolini all’esterno nella bella stagione.

Abbandonate i vezzi da gastrofighetti, quel tavolo si condivide con dei perfetti sconosciuti e si mangia quel che c’è, piatti comunque goderecci basati sulla tradizione laziale oppure ripresi sempre con rispetto da altre culture gastronomiche. Per darvi un’idea: pork belly alle cinque spezie e gricia proverbiale, vellutata di pomodoro datterino con ricotta di pecora infornata e le veraci salsicce e birra.

L’aperitivo easy con pollo fritto o fish & chips, una cantina sempre più solida, oltre alla lista di ottime birre artigianali, sono le novità più recenti di casa Fooders, creativi per vocazione, cuochi appassionati e professionisti del rapporto qualità – prezzo.

SORA MARIA E ARCANGELO, Via Roma 42, Olevano Romano (RM)

Prezzo medio: 35/40 €

Ristorante Sora Maria e Arcangelo

Olevano, borgo del circondario romano conosciuto per il vino, ospita l’ex granaio diventato nel 1954 la trattoria di famiglia, passata dalla signora Maria al figlio Primo, poi al nipote Giovanni.

Ancora oggi domina il cotto originale del pavimento e delle volte, che colloca il ristorante in un’epoca imprecisata, comunque lontana nel tempo. Più moderno lo spazio all’aperto nella bella stagione. Tradizione anche nel menu, ci sono ancora i cannelloni come li faceva la Sora Maria, con il ripieno di pasticcio di vitellone, o l’amatriciana della nonna fatta ancora con le code de soreca tirate a mano.

Pappardelle all'uovo, ristorante Sora Maria e Arcangelo

Ma il locale di Olevano non è solo nostalgia, anche cultura del prodotto con i tanti Presidi Slow Food, lo squisito sautè di animelle d’agnello su fondente di patate, il baccalà islandese grigliato alla brace.

Ristorante Sora Maria e Arcangelo, cheeseburger

Questo perché il nipote summenzionato, Giovanni Milana, è un cuoco ricercatore di cose buone, altrimenti che ci farebbe qui il cheeseburger di manzo stile Kobe con pane ai cereali, cicoria, steccato di Morolo (un antichissimo formaggio artigianale della provincia di Frosinone) e maionese alla paprika dolce.

TRATTORIA DA CESARE, Via del Casaletto 45

Prezzo medio: 35 €

Da Cesare al casaletto, roma

Leonardo Vignoli ha trasformato un’anonima trattoria di quartiere in uno degli indirizzi di cucina romanesca migliori della città, fedele alle origini e intensa nei sapori.

L’atmosfera è quella della classica trattoria romana, accogliente ma senza orpelli, con un rinfrescante patio estivo sotto il pergolato di vite che solleva dal caldo quando esagera. Limitarsi a citare qualche piatto è impresa da titani: quali scegliere senza fare un torto agli altri?

Da Cesare al Casaletto, polpette di bollito

Andiamo per categorie citando i fritti: totanetti, alici, gli gnocchi fritti al cacio e pepe sino alle leggendarie polpette di bollito con salsa al basilico.

Le paste: la sacra triade gricia, carbonara e amatriciana e d’inverno la polenta con le spuntature.

Le carni: agnello a scottadito, pollo con i peperoni e baccalà alla romana.

I dolci sempre curati: crema catalana e tutte le crostate.

Anche e soprattutto in questo caso, il rapporto tra la felicità di aver mangiato al Casaletto (che prima di Cesare per i romani era solo il capolinea del tram numero 8) e il conto finale è tra i più favorevoli che i ristoranti romani conoscano.

[Crediti | Link: Dissapore. Immagini: Dissapore, Bettina Queen Turiaco, 2Night]