di Riccardo Campaci 27 Marzo 2015
Ristorante Sant'Andrea

La Vucciria perde il cibo ma non il pizzo: il ristorante Sant’Andrea di Palermo, situato nei pressi dello storico mercato palermitano, ha dovuto piegarsi all’omertà connivente del quartiere che l’ha ospitato per circa 21 anni.

Il proprietario Pippo Bisso ha deciso di chiudere bottega dopo anni di soprusi, minacce, intimidazioni, eventi dolosi e clamorosi da parte delle organizzazioni di stampo mafioso che rigettavano il locale come un corpo estraneo, unico fra simili ad ergersi dignitosamente decidendo di non pagare il pizzo.

Il ristorante ha perso la battaglia, stanco di subirne di ogni dopo oltre 20 anni di gestione. Soprusi che partono da lontano, fin dall’inizio, quando i clienti che pasteggiavano all’esterno ricevevano – oltre alle loro portate – anche sputi, insulti, sfregi, elargiti da donne e bambini; fino ad arrivare anche a loschi figuri, che si avvicinavano ai tavoli per urinare vicino a dove gli avventori stavano consumando il loro pasto.

Da qui la decisione di eliminare il dehors, scelta che non ha bloccato i simpatici intimidatori, che hanno dato sfogo alla loro fantasia ed impegno per fare pressione su Pippo Bisso e la sua famiglia.

Ristorante Sant'Andrea

Fra le metodologie elenchiamo l’attack sui lucchetti, auto bruciate, esplosione di vetri antiproiettile, incendi dolosi e magazzini danneggiati e svaligiati, giusto per non farsi mancare niente.

Il culmine del sopruso è stato raggiunto nella scorsa notte fra il 18 e il 19 settembre, in occasione del tradizionale falò notturno, la “vampa”, dedicato a San Giuseppe.

Con la scusa dei festeggiamenti, è stato dato fuoco ad una catasta di legna posizionata praticamente davanti al locale, durante orario di cena, mettendo a rischio l’incolumità dei clienti, che hanno dovuto chiudersi nel ristorante in attesa di essere portati in salvo dai vigili del fuoco, accorsi insieme a diversi rappresentanti delle forze dell’ordine.

Ristorante Sant'Andrea

Nonostante ciò, Pippo Bisso ha assistito a scene surreali:

le forze dell’ordine ed i pompieri sono stati presi a colpi di pietre, i residenti hanno cominciato ad inveire in ogni modo, ha preso vita una vera e propria rissa verbale fatta di insulti e minacce. Soltanto successivamente i vigili sono riusciti a domare le fiamme e noi siamo stati praticamente scortati fino alle nostre auto perché eravamo in serio pericolo

Oltre al danno la beffa: il mattino seguente i resti delle violenze piriche notturne sono stati tutti accatastati davanti all’entrata del locale, rendendo impossibile anche solo entrare.

Da qui la decisione di issare bandiera bianca da parte di Bisso:

Nonostante la speranza e le forze con cui siamo andati avanti, decidiamo di chiudere. La mia famiglia è sempre stata impegnata per una società civile libera ed onesta, probabilmente diamo fastidio al malaffare e alla mentalità che trova terreno fertile tra i vicoli della Vucciria, coinvolgendo purtroppo anche i bambini

E’ triste che tali avvenimenti abbiano avuto luogo proprio durante il falò di San Giuseppe, che dovrebbe rappresentare figuratamente un rito di passaggio dall’inverno alla primavera, dal freddo e dalla rigidità della stagione invernale, al rinnovamento e vitalità di quella primaverile.

Invece il falò ha semplicemente bruciato queste speranze e sancito l’assenza di un qualunque cambiamento, mandando in fumo le aspettative di chi vorrebbe vivere onestamente nella sua terra.

Il sindaco Leoluca Orlando ha comunicato solidarietà ai titolari del ristorante, confermando l’impegno da parte della sua amministrazione nel far rispettare la legalità, anche se – a quanto pare – con pochi risultati, almeno in quel contesto.

Il ristorante ha perso la battaglia, ma per fortuna non ha perso la guerra e lo spirito di iniziativa e ha già annunciato il suo trasferimento ai Quattro Canti, dove ha rilevato alcuni locali per l’apertura del Bisso Bistrot, inaugurato il 25 marzo con la partecipazione dello stesso Leoluca Orlando.

E allora buona fortuna al nuovo Bisso Bistrot: evidentemente la Vucciria non vi meritava.

[Crediti | link: Repubblica Palermo, LiveSicily, immagini: Repubblica Palermo]

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