Strategico ma senza impegno: 5 posti dove si spizzica e si beve al Pigneto

Scrivono le guide per stranieri che il Pigneto è stato gentrified. Non è più il Tor Pignattara di una volta, popolato da giovani apparentemente sfaccendati e residenti storici. E’ diventato di colpo il posto dove i creativi devono abitare, specie se emergenti e pertanto (finti) poveri. E non parliamo di movida. Si spizzica e si beve a prezzi popolari, tanto che gli stranieri, finito di consultare le suddette guide, inquadrano il Pigneto come post-punk chic per eccellenza, dove ristorantini, pub, take-away indiani, taverne greche e locali per aperitivi e dopocena sono tra i più ricercati della capitale, segnalati da guide e recensori di grido.

Chi ha detto recensori di grido?

Moderatamente rapiti anche noi dallo strategico ma senza impegno, inteso come ruolo che il Pigneto svolge nella scena gastro creativa della capitale, non potevamo esimerci dal compilare questa lista di 5 posti da esplorare una volta presa confidenza con il quartiere che non dorme mai.

Primo al Pigneto

PRIMO AL PIGNETO

Non si può che iniziare da Primo. Di nome e di fatto. Il fulcro del Pigneto è l’isola pedonale sulla via che dà il nome al quartiere. Proprio lì Marco Gallotta, giovane e lungimirante cuoco romano, ha impiantato il suo ristorante, che interpreta a pieno titolo il ruolo di posto trendy, dagli interni curati e il menu versatile ispirato alla cucina romana. La zuppa di carciofi e patate con uovo in camicia (12 euro), l’agnello laccato al timo, con rosti di patate (18 euro) e più che altro il  Tiramisù espresso nel guscio di cioccolato (6,50 euro) sono i piatti più apprezzati del locale. Pochi i rilievi che si possono muovere alla carta dei vini.

Conto medio: 40 euro. Via del Pigneto, 46, 00176, tel. 06 7013827.

Osteria Qui se magna

OSTERIA QUI SE MAGNA

Una trattoria semplice. Tovaglie di carta e lampade di modernariato, plafoniere e cartelli. Eternamente affollata di persone che mangiano con genuino trasporto (dev’essere la suggestione del nome) le maxi porzioni. Cucina romanesca senza lacune specie nella carne, non ci si alza dai tavolini senza aver provato il misto di conigli in umido e la cicoria ripassata. Conto sui 30 euro.

Conto medio: 20/25 euro. Via del Pigneto, 307, tel. 06 274803.

Necci al Pigneto

NECCI DAL 1924

Inutile fingersi indifferenti. Più ancora di Primo è questo il locale simbolo del Pigneto. Aperto come gelateria nel 1924, negli anni cinquanta e sessanta era il bar che frequentava Pasolini, in un quartiere molto diverso da quello di oggi, immortalato per l’eternità in Accattone, un film struggente. Ristrutturato senza perdere l’atmosfera si è visto di recente nel film di Francesca Archibugi, Una questione di cuore (cinema e cineclub sono presenze costanti al Pigheto). Gli spaghettoni alla ‘nduja con capperi e olive mangiati nel giardino sono un piacere sincero.

Conto medio: 25/30 euro. Via Fanfulla da Lodi 68, tel 06 97601552.

Rosti al Pigneto

ROSTI AL PIGNETO

I prezzi in genere contenuti nei locali del quartiere scendono un po’ da Rosti, dove si va soprattutto per gli hamburger. Buona la carne, il pane, le salse con una menzione obbligatoria per il pork burger. Cortile rilassante ma spesso affollato, tavoloni comuni all’interno dove dare una chance a fritti e pizza, pastrami e carne grigliata. La colazione è un capitolo a parte. Declinata secondo stili diversi (italiano, breakfast inglese, nordico) viene servita fino a sera. Pigneto only.

Conto medio 15/20 euro. Via Bartolomeo D’Alviano 65, tel 06-2752608.

Santeria, Pigneto

SANTERIA

Se la fame c’è al Pigneto ci sono prosciutti e pata negra, erborinati rari e pecorini coi pistacchi. Non manca nulla nell’inventivo aperitivo della Santeria. Il bistrot decadente arredato con mobili da rigattiere e luci soffuse che dà una sensazione di tranquillità. Specializzato in panini dai ripieni creativi, si fa vanto delle varie scarpette, pollo alla cacciatora, coda, polpette e trippa. Accompagna una seria carta dei vini, tanti alla mescita.

Conto medio: 15/20 euro. Via del Pigneto 211, tel 06 64801606.

[Crediti | Immagine di copertina – Flickr: Herb Neufeld. Foto di Qui Se Magna: My sweet Rome]

Laura Cantarelli

8 aprile 2014

commenti (17)

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  1. Necci peggiora di giorno in giorno. Se sulla location nulla da eccepire (nelle giornate di sole è incantevole) sul versanto gastronomico invece ormai si sono lasciati andare! le torte sanno di frigorifero, i lieviti sono untissimi, il servizio PESSIMO e la cucina mediocre.

    Qui al pigneto un’istituzione è la gelateria fattori, gelati gustosissimi e dolci anche creativi(con alti e bassi) e sopratutto cameriere sempre sorridenti ed efficentissime!

    e comunque vi siete limitati a recensire i posti più hipster e mainstream.. da dei gastrofighetti come voi mi aspetto di meglio suvvia!

  2. Manca il posto dove si beve meglio la birra al Pigneto, ovvero Birra +.
    E ti puoi portare quello che vuoi da mangiare.

    P.S: Pigneto punk chic? Ma ci siete mai stati?

  3. Nata e cresciuta al pigneto posso solo dire che sì tutto vero e tutto bello ma sono recensiti pisti fighetti che secondo me non c’entrano molto con lo spirito del mio quartiere. Menzionerei le birrerie vinerie e localetti meno radical chic e molto piu popolari come il pigneto continua ad essere.

    1. Jordi, Lupi, Annalisa, il miglior metodo, per sapere dove si mangia bene in un posto, è quello di chiedere a chi vi vive.
      Condivido lo spirito dei vostri commenti.
      2 di questi dell’elenco, li avrò letti centinaia di volte nei vari blog,
      sono entrati nella mia memoria, così funzione la pubblicità, alla fine vince perchè convince(per stanchezza di chi l’ascolta).
      Se passo dal Pigneto, vado, cmq, da Necci, perchè è un locale carico del passato.
      Sperando nella giornata buona e con il sole(Jordi).

    2. Necci vive proprio della pubblicità di cui parli, perché di quel passato ormai non c’è più nulla.

    3. Lo so Lupi, ma il posto, in questo caso, è carico di suggestioni.
      Non si vive solo per mangiare.
      Ho visto il sito di Necci, a maggio ci sarà, al Pigneto, un ricordo di Pasolini.Accattone è stato girato lì.I fratelli Citti vivevano lì.
      Il posto che tu hai indicato, l’ho “memorizzato”, perchè diverso,
      perchè nel “passato” si faceva così, perchè le suggestioni, a me, arrivano anche dai posti semplici.
      Al Pigneto, in via Ettore Giovenale, c’è bbike, che vorrei conoscere, considerato dagli appassionati di biciclette pieghevoli(brompton) una delle poche autentiche officine-vendita di biciclette, come quelle di una volta.
      Ho telefonato ed ho sentito la cordialità genuina, di chi non si è fatto, ancora, omologare.

    4. infatti, hanno un po’ marciato sulla memroia del posto da Necci.
      ma non vorrei esagerare, è comunque un posto molto carino dove prendere un aperitivo e ci vado di quando in quando.
      ma piange un po’ il cuore pensare che dove una volta giravano accattone oggi ci sta un posto fighetto nel quale pasolini non avrebbe messo piede neanche morto!

    5. E’ vero!
      Lui, che si è battuto,sempre, contro l’omologazione.
      Andrò a prendermi un aperitivo, sosterò un po’…
      Jordi, P.P.Pasolini vivrà ancora a lungo, attraverso le sue opere.

    6. sì, ok, ma quando mi ci porti?

  4. Non per fare polemica, ma da dissapore ci aspettavamo qualcosa di meglio delle solite recensioni patinate ai soliti posti noti e arcinoti a tutti.
    Tra l’altro manco una riga per avvisare i turisti del gusto che vengono al Pigneto pensando di ritrovarsi a Montmartre quando invece ormai pare il Bronx degli anni più bui.

  5. Vivo al Pigneto e concordo con molti dei commenti, anche se, ad esempio l’Osteria Qui Se Magna non è affatto fighetta. Quanto al Bronx è vero, specie lungo l’isola pedonale, altrove non sarà Montmartre ma non c’è bisogno di guardia del corpo. Vero anche che la qualità del cibo da Necci è molto peggiorata ma che il posto resta superpiacevole per bere un bicchiere e fare due chiacchiere. Secondo me manda l’indicazione di Pigneto41, costa un po’ meno di Primo ma è quasi altrettanto buono.

    1. Pigneto 41, bravo!Grave dimenticanza. Costa la metà di Primo ed è buono quasi il doppio.

  6. Ma come fate a recensire i posti del Pigneto dove si beve meglio
    senza indicare CO.SO. di Via Braccio da Montone di proprietà di uno
    dei migliori bar-man d’Italia, un tal Massimo D’addezio?.
    Dove si bevono grandi cocktail, spizzicando cose di alta qualità
    e non i bordi dei tramezzini?

  7. Sta’ storia der pigneto me sembra esagerata 🙂
    Stato da necci il sabato prima di pasqua: cibo buono ma caro, 2 euro per l’acqua del rubinetto, 2 euro per 1 etto di pane, servizio da rincojoniti(c’erano 6 persone in sala per una decina di commensali) e per finire, per quelli che ci tengono, ti dano uno scontrino non fiscale(che ho conservato) 🙂
    Insomma la storia di Roma la furba continua…..

  8. Stata sia da Primo che da Rosti.
    Il primo buono ma non eccellente. Un filino troppo caro per la qualità che propone. In sostanza rapporto qualità prezzo non ottimale. Concordo sulla carta dei vini.
    Rosti è stato terribile. Eravamo una tavolata. Chi ha ordinato pizze le ha lasciate, troppo unte e poco lievitate. Io avevo preso il panino stile pastrami e era troppo secco, ho fatto fatica a finirlo. Servizio un po’ approssimiativo, si scordavano di portarci altra acqua e altre birre. Devo ammettere che il giardino è bellissimo.

    1. Rosti???!!!! Ieri sera per una porzione di fritti (UNA dico UNA), due crocchette di baccalà (DUE dico DUE) che somigliavano molto da lontano alla materia prima originale, una birra piccola (UNA dico UNA) abbiamo pagato 24 euro!!!!!?????. Dimenticavo, i fritti erano scadentissimi (la metà li abbiamo lasciati nel piatto), la ciambella di cipolla fritta ci é rimasta sullo stomaco per tutta la notte. Per fortuna il giardino era gradevole, forse abbiamo pagato quello

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