di Laura Cantarelli 8 Aprile 2014
Necci dal 1924

Scrivono le guide per stranieri che il Pigneto è stato gentrified. Non è più il Tor Pignattara di una volta, popolato da giovani apparentemente sfaccendati e residenti storici. E’ diventato di colpo il posto dove i creativi devono abitare, specie se emergenti e pertanto (finti) poveri. E non parliamo di movida. Si spizzica e si beve a prezzi popolari, tanto che gli stranieri, finito di consultare le suddette guide, inquadrano il Pigneto come post-punk chic per eccellenza, dove ristorantini, pub, take-away indiani, taverne greche e locali per aperitivi e dopocena sono tra i più ricercati della capitale, segnalati da guide e recensori di grido.

Chi ha detto recensori di grido?

Moderatamente rapiti anche noi dallo strategico ma senza impegno, inteso come ruolo che il Pigneto svolge nella scena gastro creativa della capitale, non potevamo esimerci dal compilare questa lista di 5 posti da esplorare una volta presa confidenza con il quartiere che non dorme mai.

Primo al Pigneto

PRIMO AL PIGNETO

Non si può che iniziare da Primo. Di nome e di fatto. Il fulcro del Pigneto è l’isola pedonale sulla via che dà il nome al quartiere. Proprio lì Marco Gallotta, giovane e lungimirante cuoco romano, ha impiantato il suo ristorante, che interpreta a pieno titolo il ruolo di posto trendy, dagli interni curati e il menu versatile ispirato alla cucina romana. La zuppa di carciofi e patate con uovo in camicia (12 euro), l’agnello laccato al timo, con rosti di patate (18 euro) e più che altro il  Tiramisù espresso nel guscio di cioccolato (6,50 euro) sono i piatti più apprezzati del locale. Pochi i rilievi che si possono muovere alla carta dei vini.

Conto medio: 40 euro. Via del Pigneto, 46, 00176, tel. 06 7013827.

Osteria Qui se magna

OSTERIA QUI SE MAGNA

Una trattoria semplice. Tovaglie di carta e lampade di modernariato, plafoniere e cartelli. Eternamente affollata di persone che mangiano con genuino trasporto (dev’essere la suggestione del nome) le maxi porzioni. Cucina romanesca senza lacune specie nella carne, non ci si alza dai tavolini senza aver provato il misto di conigli in umido e la cicoria ripassata. Conto sui 30 euro.

Conto medio: 20/25 euro. Via del Pigneto, 307, tel. 06 274803.

Necci al Pigneto

NECCI DAL 1924

Inutile fingersi indifferenti. Più ancora di Primo è questo il locale simbolo del Pigneto. Aperto come gelateria nel 1924, negli anni cinquanta e sessanta era il bar che frequentava Pasolini, in un quartiere molto diverso da quello di oggi, immortalato per l’eternità in Accattone, un film struggente. Ristrutturato senza perdere l’atmosfera si è visto di recente nel film di Francesca Archibugi, Una questione di cuore (cinema e cineclub sono presenze costanti al Pigheto). Gli spaghettoni alla ‘nduja con capperi e olive mangiati nel giardino sono un piacere sincero.

Conto medio: 25/30 euro. Via Fanfulla da Lodi 68, tel 06 97601552.

Rosti al Pigneto

ROSTI AL PIGNETO

I prezzi in genere contenuti nei locali del quartiere scendono un po’ da Rosti, dove si va soprattutto per gli hamburger. Buona la carne, il pane, le salse con una menzione obbligatoria per il pork burger. Cortile rilassante ma spesso affollato, tavoloni comuni all’interno dove dare una chance a fritti e pizza, pastrami e carne grigliata. La colazione è un capitolo a parte. Declinata secondo stili diversi (italiano, breakfast inglese, nordico) viene servita fino a sera. Pigneto only.

Conto medio 15/20 euro. Via Bartolomeo D’Alviano 65, tel 06-2752608.

Santeria, Pigneto

SANTERIA

Se la fame c’è al Pigneto ci sono prosciutti e pata negra, erborinati rari e pecorini coi pistacchi. Non manca nulla nell’inventivo aperitivo della Santeria. Il bistrot decadente arredato con mobili da rigattiere e luci soffuse che dà una sensazione di tranquillità. Specializzato in panini dai ripieni creativi, si fa vanto delle varie scarpette, pollo alla cacciatora, coda, polpette e trippa. Accompagna una seria carta dei vini, tanti alla mescita.

Conto medio: 15/20 euro. Via del Pigneto 211, tel 06 64801606.

[Crediti | Immagine di copertina – Flickr: Herb Neufeld. Foto di Qui Se Magna: My sweet Rome]