Rottamare: 7 cose che leverei dal menu di Natale

Chi scrive è un’allergica matricolata al Natale. Del tipo che preferirei passarlo all’Ikea. Se non fosse che l’Ikea AMA il Natale e ci raggranella anche una buona percentuale del suo fatturato annuo a forza di sottopentola a forma di renna e incommestibili biscotti allo zenzero – che però tutti abbiamo comprato almeno una volta nella vita perché la scatola è carina e ci sono disegnati sopra i piccoli aiutanti di Babbo Natale.

Uno degli allergeni più ostinati ha origine nelle cucine di famiglia, regni di un matriarcato che dura tutto l’anno, certo. Solo che a Natale mia madre aggiunge allo stress quotidiano del “Metto qualcosa in tavola” quello speciale delle “Aspettative” e, ove gli ospiti siano in numero maggiore a 6, pure quello corrosivo del “Tutti i cappotti in salotto” e “Arrivo con la prolunga!”.

Forse, uno stratagemma per riconciliare anche i cinici incalliti alle feste comandate sarebbe il ricorso alla semplificazione. Se non nell’apparato, almeno nel menù. Sfrondiamolo dagli orpelli kitsch e defatighiamoci con un semplice bollito. Oppure, epuriamo gli eccessi della tradizione, per fare in modo che anche a tavola ci si immerga in una certa aura di spiritualità, non solo in un’orgia di calorie.

Ecco le voci che depennerò dal prossimo. Madre permettendo, dovreste farlo anche voi.

Tartine, uovo, maionese, tonno1) Le tartine con pane in cassetta, tonno uova e maionese. Lo sanno bene le vere cenerentole della tavola festiva. Spremi due tubetti (maionese e pasta d’acciughe), mantechi con burro e Riomare, aggiungi qualche cappero e la trasformazione è compiuta. La mezzanotte però arriva nel piatto: il bordo si ossida prima che riusciate a sillabare bibidibobidibù.


Crepes ricotte e spinaci2) Le crespelle ricotta e spinaci o, per fare i sostenuti, nella desolata versione fumé, con il salmone in offerta al Super le uova di lompo e l’immancabile prezzemolata finale, terminale. Va bene che ormai siamo tutti eruditi dalle benedetteparodi ma dopo gli anni Ottanta sono venuti i Novanta, poi il Duemila, tipo.


Tortellini in brodo3) I tortellini ad ogni costo. E ad ogni costo in brodo. Ma, dico, se Natale è la festa dei bambini, perché mandare in vacca l’entusiasmo dei piccini di casa costringendoli a rimestare col cucchiaio nella brodaglia che a loro ricorda la parca mensa di quando avevano la pertosse o il cagotto? Meglio ravioli o cappelletti/acci di qualità sopraffina, meglio al burro. Più semplice, e più gioioso.


lasagne4) Le lasagne. Dopo il tortellino in brodo, che al 90 per cento degli italiani risulta sciapo al gargarozzo, lo stesso 90 per cento degli italiani corre ai ripari. E lo fa con lo stile da domenica bestiale che ci rende teneramente caciaroni agli occhi degli altri popoli. La lasagna ti permette di soddisfare ogni papilla, ti brutalizza con la sua sapidità, e soprattutto ti rende candidamente ipocrita: “I tortellini di prima comunque erano davvero delicati, cara”.


Filetto, Wellington5) Il finto filetto alla Wellington. Cioè tutte le sue versioni surrogate, ovvero i “rotoli” di carne cucinati in qualche modo, perché sono più eleganti di una faraona a pezzi. Le fettine, insomma, che, dopo che pure le madri hanno ben studiato il ciuffo di qualche chef in tv, si corredano di spezie improbabili o della qualifica over the top : “in crosta”. Ma farei a meno anche del rassicurante roastbeef con i piselli. Specie se bianco al centro e duro come una soletta da moonboot.


fritto misto6) Il fritto. Misto. O di sole verdure, per carità. Se servito dopo il bollito, ha la stessa valenza delle lasagne dopo i tortellini in brodo. Come un boato dopo un sussurro. Birrozzo e patatine dopo l’ora del tè. Ma tant’è, lo dicono le cronache quotidiane, siamo i re incontrastati dello sbottonamento.


Altri dolci di Natale7) I dolci che non siano quelli comandati. Panettone pandoro e panforte sono la mia triade indiscussa. Certo, ci sono le varianti regionali, rispettabilissime anzi ammirevoli. Ma non passeremo sotto silenzio i tentativi di profanare il rito con: nutella, crema al mascarpone, panna montata. Né, a maggior ragione, di tirar fuori dalla dispensa i Ferrero Rocher. Al volgere delle 16, il celebre languorino lo avremo placato da un tot.


[Crediti | Immagini: Imaginative Cuisine, Note Speziate, Fine Fettle Guide, Tutto il mondo è un orto, Ricettario Cucina, Pour Femme]

Avatar Sara Mariani

14 Dicembre 2012

commenti (93)

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  1. CI SONO EVVIVA NEMMENO UNO…SONO SULLA STRADA GIUSTA!!
    P.S. evitati anche durante l’anno, vorra’ dire qualcosa?

  2. Ecco, invece pensa che io trovo desolanti i “dolci comandati”. Quelli sì che li eliminerei. Una persona che ci tiene a conservarli, come può andare a sindacare sulle tavole altrui? Suggerisci un menù tuo invece di screditare quelli degli altri. Buongiorno.

  3. Levane altre tre almeno fai posto a qualche altra super-ricetta di cheffoni iperstellati. Per dire frasi come “il tortellino in brodo, che al 90 per cento degli italiani risulta sciapo al gargarozzo” avrai fatto delle statistiche, ti immagino in Emilia ad intervistare massaie e vari personaggi, ma dai. Se hai delle opinioni, con relativi gusti e motivazioni, scivi pure ma non dovresti associarli alle masse.

  4. Ma apriamo gli orizzonti!!! Uno a caso.. i tortellini, ci sono tortellini e tortellini, quelli fatti in casa e fatti bene sono eccellenti e se ci sono anche a Natale meglio è. Questo è il massimo che Dissapore può offrire? Post basati su considerazioni strettamente personali di chi scrive? Ci può stare, certo, ma qui spopolano queste cose… Quando si parlerà del buon cibo, delle eccellenze che abbiamo nel nostro paese senza sparare contro la “Croce Rossa” riempendo il blog di ovvietà. Anche perchè poi gli ulteriori commenti anch’essi ovvi vengono di conseguenza. Basta mediocrità. Ce n’è già abbastanza in giro.

  5. dissento solo su una cosa e mezza:
    i tortellini,o ravioli, o agnoli, o cappelletti in brodo li mangio praticamente solo a natale. E altro che sciapo: se il brodo è con i controca…pponi, i pargolisi consolino pure come preferiscano!!
    La mezza è per i dolci: la crema al mascarpone su una buona fetta di pandoro è una piccola trasgressione che non voglio farmi mancare…

  6. Una curiosità: nello stesso menù mangi cappelletti/lasagne, arrosto e fritto misto ?
    Lo fate volontariamente o vi costringono con la forza ? Fate parte di una setta satanica ? Saluti e grazie anticipatamente per la risposta.

    1. beh oddio, magari non tutti fanno il fritto, ma cappelletti e poi lasagne e poi arrosto credo che sia il menù di natale tipico italiano, non capisco il tuo stupore

    2. Mi associo a Giuseppe – davvero e’ tipico cappelletti e poi lasagne? non sapevo. Nemmeno il fritto conoscevo come cosa tradizionale.

      Da me si abbonda in antipasti vari (tipo affettati, pate’ e sottaceti), poi ravioli in brodo fatti in casa e poi arrosto.

    3. Avatar Prisca Sacchetti ha detto:

      Oddio Enrico è vero. Abbiamo dimenticato i sottaceti e la giardiniera! Grazie di cuore del prezioso contributo alla spocchia.

    4. “ravioli in brodo fatti in casa e poi arrosto” non mi sembra una cosa molto diversa da cappelletti in brodo e poi arrosto. non trovi? 🙂
      e non accendiamo il flame su cappelletti raviolini o tortellini, perchè sempre pasta ripiena in brodo è.

    5. No no, la mia sorpresa era riguardo al “doppio primo” – pasta in brodo E lasagne, non uno solo dei due

    1. Avatar carlo ha detto:

      la spocchia regna sovrana sulle supergastrogiornaliste di dissapore…arrenditi o facendo fionda del loro sesso ti colpiranno in fronte con una coppetta di grom pastellata da Bonci…contenente un uovo di Parisi cotto da Cracco.

  7. una cosa che non capisco è il filetto alla wellington. stiamo parlando di natale tipico italiano……..wellington? ma che roba è? (cioè so cos’è ma non lo metterei certo tra le preparazioni tipiche italiane per natale…..)

    1. Infatti lei lo vuole levare, mi sa che la signora non è Italiana visto che vuole togliere anche pietanze che, senza esagerare, saranno presenti nel 99,9% delle tavole Natalizie nostrane. A me Dissapore piace poco quando accetta di pubblicare post come questo.