di Lucia Bargione 15 Ottobre 2015

Mancano 12 mesi alla nuova edizione del nostro amato Salone del Gusto e stando alle ultime indiscrezioni non si è arrivati a un accordo tra il gruppo GL events e Slow Food sull’utilizzo dei locali del Lingotto Fiere. In estate, come spiegano sia il presidente di Slow Food Italia Gaetano Pascale sia quello onorario Roberto Burdese, l’incontro del 31 luglio fissato per discutere il progetto dell’edizione 2016 è stato rimandato al “dopo vacanze”.

Il presidente Pascale è stato abbastanza duro sul ritardo dell’accordo: «GL ha rimandato tutto a fine di settembre alla presenza dei vertici generali del gruppo. Lasciandoci, per usare un eufemismo, in sospeso: perché quest’attesa forzata ci danneggia. Noi continuiamo a preferire la location del Lingotto, ma dobbiamo per forza esplorare altre formule».

Nell’attesa di trovare una casa la Chiocciola non è rimasta con le mani in mano e ha provato a ripensare il luogo della manifestazione del 2016. Tra le varie ipotesi una in particolare ci ha colpito, l’idea sarebbe quella di creare un Salone del Gustoon the road”, all’aperto, diviso tra le piazze e le strade del capoluogo piemontese e anticipato a Settembre per evitare inconvenienti meteo.

code salone

slow food educa

Suggestivo: provate a immaginare alcuni chilometri di prodotti, banchetti, profumi e sapori che si snodano all’aria aperta per le strade del capoluogo piemontese.

bra, Piazza XX Settembre

In pratica, il Salone del Gusto seguirebbe il modello “Cheese”, il fortunato festival del formaggio organizzato a Bra dove Slow Food ha la propria sede, con alcune zone «focus» in centro.

«Non stiamo innamorandoci di nessuna svolta – spiega ancora Pascale – ma non possiamo permetterci di starcene con le mani in mano. Insomma, stiamo parlando del Salone del Gusto e di Terra Madre, non sono un giocattolo che può stare ovunque».

Le indiscrezioni degli ultimi giorni sembrano confermare questa ipotesi, il Lingotto potrebbe in effetti non ospitare più la manifestazione.

In attesa di sapere se ci saranno colpi di scena last-minute, ci e vi chiediamo: restare legati alla tradizione o portare una ventata di novità? Puristi o innovatori? Ve lo figurate un Salone del Gusto sotto le stelle (e senza biglietto d’ingresso..) o l’idea vi suona spiazzante?

[Crediti | Link: La Stampa, Dissapore]