di Riccardo Campaci 10 Febbraio 2015
Jack White e il guacamole

Le rock star sono strane, si sa. Tutte sesso, droga e rock and roll… be’ non tutte, non Jack White, già leader della band White Stripes, che pare preferisca la salsa guacamole alla droga (o forse al sesso?), tanto da inserire la ricetta del “guacamole come Jack comanda” nei rider delle sue esibizioni, ovvero nel documento ufficiale che enuclea tutte le richieste che gli artisti avanzano a fronte di una loro esibizione in un luogo adibito.

Non si tratta di una ricetta per il guacamole tanto per fare: a leggerla sembra un manuale di chimica, con dosi, procedure e risultati minuziosamente descritti all’interno di un documento che dovrebbe trattare più che altro aspetti tecnico/commerciali.

Una formulazione così precisa della popolare salsa messicana a base di avocado che fa invidia alla versione del buon Bressanini (Dario, il chimico superstar).

Quelli dell’Università dell’Oklahoma di Norman hanno fortunosamente messo le mani su uno di questi rider e, dopo essersi sbellicati dalle risate su quello che ci hanno trovato dentro, hanno pubblicato un post sul giornalino online del Campus The Oaklahoma Daily giusto poco prima che Jack White si esibisse, un post intitolato “ ‘Lo vogliamo a pezzettoni’ ed altre gemme tratte dal contratto fra Jack White e Università dell’Oklahoma”.

Non ci vuole un genio per capire che all’interno dell’articolo le prese per i fondelli nei confronti di White, del suo guacamole a pezzettoni (detta così sembra una vecchia pubblicità della confettura Santa Rosa) e di altre strambe richieste si sono sprecate, con l’ironia pronta a rimbalzare su Internet attraverso i social.

Genio quella che l’altro giorno ha scritto su Twitter: “Spero che la ricetta del guacamole di Jack White vinca un Grammy stasera”.

White si è esibito ma dopo lo show… non l’ha presa bene e ha deciso di incidere sul libro nero della sua agenzia di eventi, la William Morris Endeavor Entertainment, il campus universitario della città di Norman presso l’Università dell’Oklahoma.

Ecco, i poveracci di Norman non potranno più vedere il viso pallido di Jack White esibirsi in concerto, ma almeno ora sanno come preparare un guacamole con i controfiocchi.

guacamole

Durante il concerto l’artista si è limitato a bofonchiare il pubblico “Solo perché sapete digitare qualcosa sul vostro computer, questo non lo rende giusto”, per poi intervenire tramite il management in maniera più articolata sul suo sito ufficiale, con affermazioni che psembrano soffrire di una strana forma di  schizofrenia.

Nel post infatti si legge che “Contrariamente a quanto alcuni credono, Jack non scrive il rider né fa richieste sui suoi snack preferiti che devono essere presenti nel suo camerino. Non siamo nemmeno sicuri che gli piaccia il guacamole ma sappiamo che piace alle persone che lavorano sodo per mettere su lo spettacolo”.

Ohibò, quindi Jack White non ha nulla a che fare con il guacamole e c’è qualcuno che ci fa la cresta e se ne approfitta per farsi scorpacciate di purè di avocado alla faccia dell’artista?

E’ una teoria. Le rock star sono strane, si sa. Tutte sesso, droga e rock and roll… be’ non tutte. Un’altra band è passata alla storia per richieste “sui generis” nel loro rider: nessuno ricorda i Van Halen? Che imponevano nei locali pronti ad ospitarli grandi quantità di M&M’s ma rigorosamente senza M&M’s marroni?

Inizialmente si pensò alle solite stranezze da super star, ma giusto recentemente David Lee Roth, lo storico vocalist della band, ha spiegato il vero significato di quella che è poi passata alla storia come la clausola Van Halen, la numero 126.

Avendo a che fare con enormi strumentazioni per gli show, molto avanzate per l’epoca, alle quali erano correlati rischi non indifferenti, anche riguardo all’incolumità degli spettatori, i Van Halen decisero di inserire questa clausola nel bel mezzo del contratto.

La presenza di M&M’s marroni significava in maniera inquivocabile che lo staff non aveva letto bene il contratto e che qualcosa avrebbe potuto andare storto, molto storto, ed era meglio correre ai ripari.

Ora lo sapete e se state per recarvi ad un concerto di Jack White, il consiglio è quello di richiedere un assaggio del suo guacamole prima di entrare.

Se ci trovate i pezzettoni, allora potete stare tranquilli.

[Crediti | Link: Guardian, Oudaily, Twitter, Vimeo. Immagini: Daily Beast, Guardian]

commenti (5)

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  1. Avatar Maddalena ha detto:

    Meravigliosa la storia della contrattualistica Van Halen!

  2. Avatar giacomo ha detto:

    La vicenda “emmemmens” dei VH ha aperto migliaia di menti, molti libri sulle famigerate check-list narrano di quell’episodio, le pieghe della storia sono più affascinanti della storia stessa, è la magia della vita!
    GUACAMOLE forever, io la userei come dentifricio, la adoro, di sicuro non la farò mai bene come il grande Jack, ma mi perdonerà, amiamo tutti e due il blues, abbiamo lo stesso nome.
    Guacamole, una perla nell’universo della cucina messicana, che è scandalosa, non a detta mia, lo dice Cracco, 🙂

    1. Avatar Maddalena ha detto:

      I love guacamole!! 🙂

      (anche semplicemente avocado, limone, pepe, lo preparo almeno una volta a settimana).

    2. Avatar GIACOMO ha detto:

      A chi lo dici, io mi ci farei il dentifricio.
      La preparo stasera, con crostini di pane mantovano.

      🙂