di Adriano Aiello 13 Gennaio 2014
Gastrofighetto

“Sei proprio un gastrofighetto”! Dico a te: quante volte ti ci hanno apostrofato? E ti sei irritato, pensando che il tuo senso critico e il tuo amore per il buon cibo non fanno male a nessuno; che tutti quelli che hanno un moto di fastidio verso chi ha un’opinione sulle cose – che siano il cibo, la politica, il sistema economico feudale – sono persone povere intellettualmente. Sono quelli che giustificano il cinepanettone o Biagio Antonacci con la fatica della vita di tutti i giorni.

Non è così semplice, non ti autoassolvere. Diciamocelo: se selfie, l’autoritratto fatto con lo smartphone e condiviso sul web, è la parola dell’anno appena passato, gastrofighetto è quella dell’ultimo lustro. Variante e deformazione gastronomica di snob, radical chic, champagne socialist, hipster, post-hipster o qualunque altra parolaccia venga in mente.

Guardi gli altri mentre cucinano, ordinano o riempiono un carrello al supermercato e ti senti morire dentro. E dimentichi spesso di essere pedante e fastidioso. Il problema è che sei circondato da troppi individui simili a te e non hai la distanza sufficiente per comprendere la tua follia. Ti serve un test.

Sì, un test. Come quelli che invadono riviste che non apriresti mai. Non le devi comprare, sono io che te lo propongo. Ti basta sommare quante risposte A, B o C hai dato.

Come ti comporti al supermercato?
A) Ti è arrivato il volantino nella posta: guardi le offerte e ti ci tuffi a capofitto allestendo un bunker per stipare le 40 confezioni di passata che hai trovato sottocosto
B) Vai al tuo supermercato di fiducia, dove valuti attentamente i prodotti e leggi tutte le etichette
C) Non vai al supermercato

Sei invitato a mangiare da tua zia, ottima cuoca vecchio stampo (pochi fronzoli molta sostanza). Cosa fai?
A) Ti freghi le mani, arrivi puntuale, entri, chiacchieri poco, mangi tutto e godi
B) Chiaramente non ti andrebbe di essere lì: mangi parsimoniosamente, giustificandoti con la scusa che stai poco bene
C) Rifiuti l’invito perchè l’ultima volta hai scoperto che fa la spesa al discount

Dove compri frutta e verdura?
A) Ovunque sia comodo
B) Nel tuo negozio di fiducia o coi gruppi d’acquisto
C) Solo dal contadino bio a km 0

Scatta la pizzata con gli amici delle superiori. Come ti comporti?
A) Mangi e taci godendoti la convivialità. Sarebbe il senso della serata…
B) Deglutisci con circospezione e modi seccati non riuscendo a non pensare allo scarso livello della pizza che hai di fronte
C) Scoperto il posto scelto vorrresti marcare visita; appena arrrivi Il malumore ti assale. Mangi come un malato all’ospedale in modo plateale aspettando che ti chiedano un’opinione sulla pizza per attaccare un pippone inumano sulla lievitazione

Sei affamatissimo e l’unica prospettiva culinaria è il McDonald’s. Cosa fai?
A) Ti spari due menù con entusiasmo
B) Ti innervosisci, sbuffi in fila e prendi il minimo indispensabile a sfamarti
C) Digiuni senza batter ciglio

Quanto conta per te la stagionalità dei prodotti?
A) Non te ne può fregar di meno. Daje di fragole a dicembre!
B) Ci tieni a mangiare le cose nei momenti giusti, ma alcuni mesi trasgredisci per assecondare un desiderio o per la penuria di alimenti di tuo gusto
C) Non contempleresti mai di mangiare un alimento fuori stagione. La sola idea ti evoca scenari inquietanti

Qual è la distanza e la fatica accettabile per mangiare bene?
A) La tua religione è “Fermiamoci al primo ristorante”
B) Allunghi un po’, ti fai cordialmente detestare da chi ti accompagna ma scegli sempre il miglior posto a una distanza accettabile
C) Fai 350 km per una buona pizza, 40 per un caffè spettacolare. O 600 per una granita.

Cosa ordini da bere in pizzeria?
A) Media chiara alla spina
B) Birra rigorosamente artigianale, criticando un po’ la selezione
C) Ti porti lo Champagne, chiedi di poterlo gentilmente mettere in fresco e non capisci che il gestore ti sta giudicando severamente

Tua mamma, cuoca di casa da sempre, è entusiasta di cucinarti il tuo piatto preferito di quando andavi alle medie. Come ti comporti?
A) È ancora il tuo piatto preferito: come cucina la mamma non cucina nessuno
B) Mangi ed elargisci sorrisi non sempre sinceri. Te le ricordavi più buone le lasagne della mamma
C) Mentre cucina sei la sua ombra. La asfissi di consigli e storci il naso di fronte a ogni sua scelta. Una volta in tavola critichi il piatto senza pietà e finisci per litigarci

Quanto peso ha la ristorazione nei tuoi progetti vacanzieri?
A) Il posto di villeggiatura viene prima di tutto!
B) Bella la Sicilia, poi si mangia di un bene…
C) La vacanza è semplicemente il pretesto per un tour gastronomico organizzato nei minimi dettagli. Un po’ come la macchina era l’involucro dove istallare gli hi-fi, con il subwoofer nel bagagliaio, a fine anni Ottanta.

Maggioranza risposte A:
sei gastronomicamente un barbaro. Ingurgiti qualsiasi cosa senza farti tante domande e il palato non è esattamente il tuo forte. Ogni tanto ti abbuffi come se non ci fossi un domani, ma trovi insopportabili tutti questi fanatici del cibo che vanno a fare la spesa da Eataly.

Maggioranza risposte B:
sei una persona sostanzialmente equilibrata e non credi che il mondo giri intorno al cibo ma ti piace mangiare bene. Ti adatti alle situazioni, però la pizza d’asporto a casa di amici ti genera qualche angoscia.

Maggioranza risposte C:
il cibo ti ossessiona. Scandisce la tua giornata ed è la base delle tue attività sociali. Infatti, appena finisci di parlare, gran parte dei tuoi amici storici sbuffa alle tue spalle. Nell’eventualità tu sia anche un wine-geek la possibilità che tu faccia la fine di Ottavio Postigione in Compagni di scuola è altamente probabile.

[Crediti | Link: YouTube, Immagine: Eat it don’t tweet it/American Hipster]