di Martina Liverani 4 Ottobre 2012
Simone Rugiati

Prima cosa: se persino Simone Rugiati (protagonista oltre che di Cuochi e Fiamme su La7, anche del reality Rai Pechino Express, presentato da Emanuele Filiberto) si permette di sparare a zero sui suoi colleghi dei fornelli in tv, significa che siamo un popolo di vittoriosgarbi travestiti da fabiofazi. “Io sono un cuoco vero, altri miei colleghi in televisione no”, ha detto ieri al quotidiano Libero, “loro non insegnano a cucinare, ma a sopravvivere a pranzo e a cena. Nomi? Non li faccio. Anzi sì, Benedetta Parodi”.

“Io, nei miei programmi, realizzo piatti che a casa una persona può rifare senza utilizzare schifezze, polveri, dadi, incrementatori di sapori e sempre con un minimo di occhi alla salute e al gusto di mangiare italiano. Perché italiani siamo e dovremmo sempre mantenere la nostra tradizione italiana di alto livello. Io ho studiato cucina e chimica, scienza dell’alimentazione: nei tanti programmi che ci sono in tv sono state buttate allo sbaraglio persone che non hanno neanche le basi. Come Benedetta Parodi e Mattia detto Fatto! Ma quello non è insegnare a cucinare ma sopravvivere al nutrirsi.

Non posso vedere friggere un Mars, per esempio”.

Simone, non si fa. Chi è senza peccato scagli la prima pietra: uno che ha sposato la propria immagine alla Coca Cola in uno spot che la promuove come bevanda da abbinare al tacchino, anzi a tutto pasto, come può scagliarsi contro la Parodi? La cucina italiana (quella di cui la tradizione, Rugiati dice, dobbiamo mantenere) si rivolta nella tomba.

Se fossi stata nei panni della giornalista di Libero, non mi sarei lasciata sfuggire una domanda al duro e puro della ricetta:

“Simone, che ne pensi della celeberrima ricetta dei Bocconcini di Vitello alla Coca Cola di Benedetta Parodi?”

[Crediti | Link: Libero, Dissapore]