di Rossella Neri 27 Agosto 2014

Con la fine delle vacanze e l’arrivo di settembre io mi getto nei buoni propositi. Sì, come tutti. E anche i miei riguardano la dieta, ma non precisamente quella dimagrante.

Ad ogni settembre decido di eliminare qualche inutile schifezza che ho mangiato fino al giorno prima, inebetita dalla comodità, dal finto risparmio, dai sensi di colpa e da dio sa cos’altro.

Ecco le cose che a partire da settembre non metterò più nel carrello. Voi?

Pane bauletto

pan bauletto

Di qualsiasi marca sia, quel filoncino di pane sempiterno già affettato è un compromesso troppo grande. Anche se sussurra come una sirena dallo scaffale del supermarket rintronandomi con promesse di eterna fragranza, mi basta pensare alla pallottola gommosa che diventa appena inserito in bocca, e all’odore disgustoso che esce dalla confezione appena mischio “l’atmosfera controllata” con l’aria della cucina di casa mia.

Sostituzioni: un abbonamento dal fornaio, o un investimento in una macchina del pane.

Insalata in busta

insalata in busta

Anche se non vi lasciate intimorire dal prezzo al kilo decuplicato rispetto all’insalatina da taglio del fruttivendolo sotto casa, dovrebbe esservi sufficiente pensare che, come un messaggio di 007, l’insalata così bella nella sua busta, una volta aperta si autodistrugge dipo 5 minuti. Oltre questo tempo vi ritroverete rachitiche foglie marroncine che invece che non saper di nulla, sanno di marcio.

Sostituzioni: convincersi che non è necessario che la schiscetta del pranzo sia unicamente composta da gentilina appena tagliata anche a metà novembre.

Dado

dado

L’uso sconsiderato del dado, specialmente quello con il glutammato, è uno dei misteri della cucina casalinga moderna. Le sue proliferazioni in gelatine, brodo in scatola, polverine e cubetti sono il sintomo di una irrefrenabile cancrena gastronomica.

Sostituzioni: olio, sale, qualche pezzetto di verdura fresca.

Carote già grattugiate

carote

Gli impettiti bastoncini arancioni confezionati nell’irrinunciabile atmosfera controllata, al primo assaggio, mi son sembrati stuzzicadenti colorati. Inutile spremere loro le meningi: non conservano nessuna memoria del reale sapore della carota. Ma se trovate che così le vostre insalate siano più allegre fate pure.

Sostituzioni: una carota e un pelapatate per farla a strisce.

Frullati di frutta a lunga conservazione

frullati

Diciamocelo una volta per tutte: le strategie marketing basate sull’induzione del senso di colpa non faranno più leva su di noi. Se non mangerò abbastanza frutta, io e il mio intestino ci assumeremo le nostre responsabilità. Ma la poltiglietta di conservanti che mi spacciate per frullato di frutta fresca ve lo bevete voi.

Sostituzioni: la mela che è economica, transtagionale, portatile.

Sottilette

sottilette

Spero da qualche parte esista un fronte popolare anti sottiletta, che infligge pene severissime, con tortura e taglio delle mani a chi utilizza le sottilette al di fuori del loro (pur deprecabile) uso in un toast di pessima qualità. Il taglio della mano è applicabile alla massaia che usa la sottiletta nella parmigiana, sulla carne, negli involtini e (ahimè) sulla pizza.

Sostituzioni: il formaggio vero, uno diverso per ogni ricetta.

Tofu

tofu

E ora linciatemi. Ma ci ho provato davvero tante volte: alla piastra, marinato, con le olive, frullato e pure fritto. Il tofu un suo gusto ben preciso ce l’ha ed è lo stesso del cartone. Per questo io non lo metterò più nel carrello.

Sostituzioni: se proprio volete potete provare a marinare il cartone del latte, o quello delle uova. Ne trarrete un inestimabile vantaggio economico.

[foto crediti: con i piedi per terra, peccati di dolcezze, ortomad, giardinaggio, il fatto alimentare, giallozafferano, nettlecornish]