di Ilaria Ceccuzzi 19 Ottobre 2015
Taste of Excellence 3

Noi italiani. Popolo di seguaci della nuova religione di massa fondata sul cibo, o meglio sull’adorazione del cibo, e sugli eventi dove parliamo di mangiare anche mentre mangiamo. Non fa eccezione Roma, come conferma la terza edizione di “Taste of Excellence” che si è chiusa ieri allo spazio SET di Via Tirso. Dove “Excellence” sta per prodotti eccellenti, scuole di cucina eccellenti e 24 chef, che ve lo dico a fare eccellenti.  

Taste of Excellence presenta la sua mercanzia: pochi e sparuti stand per i produttori, numerosi showcooking con gli chef di grido (non siete qui per nutrirvi, ma per assistere allo spettacolo), talk show che raccontano l’ossessione collettiva per il cibo, una botta di cultura con Gianmarco Tognazzi che ha letto “L’abbuffone”, un testo del padre Ugo.

Questo in generale, entriamo nel dettaglio e perdonate l’incedere da ragioniere un po’ taccagno.  

ASSAGGI

taste of excellence, assaggi

Considerando che l’ingresso costa 10 euro e la scheda degustazioni altri 10, ancor prima di entrare hai già lasciato 20 euro.

Il punto è che gli assaggi sono pochi e miserelli, ritagli di pane e olio, qualche quadretto di formaggio, i consueti sorsi di vino.

Un momento, ecco un angolo interessante, Steccolecco: gelato artigianale genuino con la praticità di quello preconfezionato. Stecchi, frozen yogurt, frullati e smoothie in confezioni biodegradabili da asporto con consegna a domicilio in qualunque zona di Roma. Mi lascio tentare da un tramezzino, sempre nelle stesse confezioni, che per l’occasione hanno stampigliato su il nome di uno chef, nel mio caso Marco Claroni – Hosteria dell’Orologio di Fiumicino.

Problema: non rientrano tra i consumi coperti dalla famigerata tesserina, in questo caso si paga con soldi veri. Ma non lo erano anche quelli scuciti all’ingresso?

E quindi, tra gelato e panino, lasci altri 9 euro circa.

SHOWCOOKING 

taste of excellence, showcooking

Taste of Excellence 3, showcooking

Sabato ce ne sono stati di interessanti: Marco Claroni (ancora lui, bravissimo), Alba Estevez Ruiz (Marzapane), Roy Caceres (Metamorfosi) Iside De Cesare (La Parolina), Davide Del Duca (Osteria Fernanda).

Dolenti note: ogni showcooking è a pagamento, prezzo 15 euro, e vanno prenotati via internet.

Il tarlo del bravo contabile dirige nervosamente i miei polpastrelli sulla tastiera virtuale dello smartphone. Volendo vedere tre showcooking dovrei aggiungere 75 euro.

PRODOTTI E GUIDE 

taste of excellence, prodotti

Mettiamoci anche una confezione di confetti Papa, nuovo tic gourmet, un pezzo di formaggio, e non so, una guida gastronomica. A conti fatti non uscirei da SET senza aver speso 100/130 euro.

TALK SHOW GRATIS

Taste of Excellence 3, torta al cioccolato

Gratis sono anche i talk show sul palco principale. Il primo a cui partecipo è sull’importanza della stella Michelin, sul palco 4 chef stella muniti: Cristiano Tomei (L’Imbuto), Angelo Sabatelli (ristorante omonimo a Monopoli), Iside De Cesare (La Parolina), Marco Martini (Stazione di posta).

Sviluppo del tema abbastanza prevedibile con gli cheffoni a dire che no, non si lavora per la stella Michelin, ma per la soddisfazione dei clienti. Tipo i calciatori quando alle domande sullo scudetto rispondono che giocano partita dopo partita perché i conti si fanno alla fine.

Viste le premesse evito serenamente il secondo talk show titolato “Chef SpA”: dietro le quinte della ristorazione.

Sono gratuiti anche gli showcooking delle scuole di cucina, quello di sabato a cura di una scuola che conosco: A Tavola con lo Chef. Affare fatto, ci vado. Si parte da un film per riprodurre la ricetta. Ne ho seguiti due, protagonisti gli arancini di “Saturno Contro” il film di Fernan Ozpetek, e la sacher torte dell’indimenticabile “Bianca” di Nanni Moretti. Entrambi ben fatti e interessanti.

Taste of excellence 3, roma

Esco nel tardo pomeriggio ancora soleggiato di Roma con in testa il tema di Taste of Excellence: food economy e sostenibilità alimentare per una visione futura in grado di coniugare la lotta agli sprechi e l’attenzione al cibo di qualità. Ecco, se intanto si iniziasse dalla sostenibilità dei partecipanti sarebbe qualcosa.

Ripenso con nostalgia ai 4 euro ben spesi per lo street food di cucine di Strada, panino di Gabriele Bonci compreso. 

Garbatella batte Parioli 1 a 0.

commenti (7)

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  1. Avatar Paolo ha detto:

    Velocemente, un paio di chiarimenti sulle prime cose che non mi tornano:
    – “… ma lasciatemi dettagliare ma pure la di un ragioniere un po’ taccagno.”
    Potresti dettagliare? o correggere?

    – Showcooking a 15 euro cadauno. “Volendo vedere tre showcooking dovrei aggiungere 75 euro.”.
    13×3=45; 75/3=25 … davvero non ce la posso fare

    P.S. Avevo intuito, anche da altri report, che in effetti non era così… straordinario. Giusto sottolinearlo in termini di spesa, ma che almeno i conti tornino! 🙂

    1. Avatar Roberto B. ha detto:

      | 13×3=45…
      Quis custodiet ipsos custodes? 😀

    2. Ilaria Ilaria ha detto:

      Stavo per dirti beccata! Il mio feeling con la matematica è inesistente… però, in realtà il conto è così ( forse non è chiaro, però): 10 euro di ingresso, 10 euro di scheda assaggi, 2,50 euro lo stecco, 7 il panino gourmet, 45 euro i tre showcooking, totale 74, 50 che ho arrotondato a 75!

    3. Avatar Paolo ha detto:

      Errore mio nel digitare, mi scuso. Erano ovviamente 15 e non 13, nella prima moltiplicazione.
      La mia perplessità nasce proprio da quanto scrivi, gentile Ilaria:
      “… dovrei aggiungere 75 euro”; aggiungere, non R-aggiungere, come specifichi qui 🙂

  2. Avatar Daniele ha detto:

    Questo pagare per il nulla ormai purtroppo imperversa lungo tutta la penisola, sabato ho sganciato 10e per entrare a Golosaria a Milano e mi chiedo ancora in cambio di cosa. Ogni singola degustazione mi è stata fatta pagare a parte, per cui bho…

  3. Avatar claudio ha detto:

    Negli anni scorsi
    Entrato a Taste gratis grazie a Dissapore
    Entrato a Golosaria grazie a Papillon.

    Se qualcuno non mi offre il biglietto non pago certo per fare la spesa.
    Anche perchè poi gli stessi espositori vendono la merce a prezzi superiori a quelli dei negozi, e anche nel caso di Taste alla fine non è che facessi un pranzo da stellato a prezzi di ristorante.

  4. Avatar Salvo ha detto:

    E volendo dettagliare ulteriormente, cara Ilaria, tu lavori per un blog che fa del cibo una religione.
    Se Dissapore ti ha fatto la lettera di incarico ed hai chiesto l’accredito, non dovresti aver pagato, mentre un sacco di gente lo ha fatto.
    Ed è proprio questo il punto:
    Finchè ci sarà gente che continuerà a pagare perché questo assurdo baraccone vada avanti, i costi, in nome e per conto della sostenibilità alimentare e bla bla bla, saranno sempre così elevati, anzi aumenteranno, fino a quando, io non vedo l’ora, tutto questo sistema esploderà ed una mangiata tornerà finalmente ad essere solo e soltanto una mangiata.