di Martina Liverani 30 Settembre 2013
Ti prendo per la gola, Valentina Raffaelli

Buffo che nella settimana in cui non si è fatto altro che parlare di ruoli, stereotipi e pregiudizi, abbia debuttato un programma televisivo che mette gli uomini dietro ai fornelli di Eataly Roma.

Si chiama “Ti prendo per la gola” e vede come protagonista una ragazza single pronta ad assaggiare le prelibatezze preparate da tre misteriosi ragazzi, per poi scegliere quello che è riuscito a far breccia nel suo palato, e quindi anche nel suo cuore. Fino alla fine della puntata, la gastrosedotta non potrà né vedere, né ascoltare le voci degli improvvisati chef: potrà solo ed esclusivamente assaggiare i loro piatti e, in base a questi, giudicare quale scegliere.

Non ho visto la prima puntata, andata in onda venerdì alle 23:05 su Real Time, ma il format lo conosco molto bene: in marzo ero stata contattata dalla produzione per fare un provino da conduttrice. Ed è stato divertente. Se vi interessa l’argomento racconterò presto come funzionano i casting per i food show. Vi interessa, vero? In ogni caso credo che ve lo racconterò comunque, non ne resterete delusi, a meno che non siate tipi che di solito restano delusi, e allora si tratterà dell’ennesima delusione…

Valentina Raffaelli, ti prendo per la golaGianluca Esposito, ti prendo per la golaGiovanni, ti prendo per la golaFabrizio, ti prendo per la golaGabriele, ti prendo per la golaSilvana, ti prendo per la gola

Torniamo al programma, che evidentemente non ha me come conduttrice ma Valentina Raffaelli, designer e appassionata di cibo. Il padrone di casa è Gianluca Esposito, chef del ristorante Italia di Eataly Roma, che consiglia e incoraggia i tre concorrenti, dalla spesa ai fornelli e fino alla messa in scena del piatto galeotto. Li accompagna infatti nella selezione delle materie prime e li aiuta a perfezionare le proprie ricette, così che possano dare il meglio di sé, per conquistare la loro bella.

Un Gioco delle Coppie rinnovato e adattato alla nostra epoca di fissati con il cibo. Ricordate (qualcuno ci sarà) quando negli anni ottanta Marco Predolin presentava le prede con parole come “sono estroverso, ma timido” oppure “adoro trascorrere i weekend giocando a tennis”? E quando le domande per indagare la personalità dei misteriosi pretendenti erano cose tipo: “entri in un night e vedi la moglie del tuo miglior amico in atteggiamenti inequivocabili con un altro uomo, che fai?”.

Oggi fondamentalmente non interessa a nessuno della personalità, ma della posizione che si ha a proposito del foie gras. Quale tipo di pasta usiamo e come facciamo lievitare la focaccia. E se son cozze, si apriranno.

Ora l’annosa questione: vi chiedo, la vera novità è che a cucinare per “prendere per la gola” siano gli uomini, o la novità è che se non sai cucinare o non ti appassiona il cibo hai una probabilità in più per restare single?