di Massimo Bernardi 26 Gennaio 2011

CARO DISSAPORE,
Non ringrazierò mai abbastanza la tua (odiata) Benedetta Parodi, è a lei che noi scrittori dobbiamo il rinnovato interesse per i libri di cucina da parte degli editori. Prendi il mio, per esempio, si è finalmente convinto a pubblicare il romanzetto cui sto dietro da un po’, che è anche il motivo per cui ti scrivo.

La protagonista, volendo ingraziarsi uno che le piace — fai conto il ritratto del gastrofanatico, decide di organizzare tre cene di archeologia culinaria con i più abominevoli scheletri degli anni ’70, ’80 e ’90.

Solo che buttare giù dei menù all’altezza è un bel problema!, ma sono sicura che rivolgedomi ai tuoi lettori lo risolverò brillantemente.

Chiedo solo di fare attenzione a non confondere le decadi, l’antipasto di bresaola con grana e aceto balsamico è anni ’90, non ’80, la rucola dappertutto, dalle insalate alle tagliate ai ferri è anni ’80, non ’70, lo stesso vale per i vini portoghesi, ricordi Lancers e Matheus? Mentre l’avanguardia del cocktail di scampi, con la panna e la salsa worchester risale agli anni ’70, non ’80. Ma non voglio fare la maestrina, ti lascio la parola, però aiutami, ti prego. Loredana

Sono sicuro che possiamo fare molto per il libro di Loredana, anzi moltissimo, però organizziamoci. Segnaliamo i piatti per sezione e per decade, così:

Cena anni ’70: Antipasto? Primo? Secondo? Contorno? Dolce?
Cena anni ’80: Antipasto? Primo? Secondo? Contorno? Dolce?
Cena anni ’90: Antipasto? Primo? Secondo? Contorno? Dolce?

A me questi sembrano promettenti. Primo anni ’70: Penne alla vodka, il piatto da sfoggiare quando si voleva far colpo su qualcuno. Antipasto/Piatto unico anni ’80: Insalata di riso, pratica ma fetente aggregazione di tutti gli avanzi del frigo. Secondo anni ’90: Paella o Cuscus, sono stati gli anni ’90 a portarci in dote la cucina etnica, giusto?

Okay, adesso tocca a voi, sotto con gli scheletri.

[Crediti | Immagini: Flickr/LadyPedina, Flickr/Panciapiena]