di Olga Mascolo 7 Febbraio 2014
Stanare l'olio truccato

Dall’università della Calabria arriva il metodo basato sulla risonanza magnetica per accertare qualità e origine dell’olio d’oliva senza ombra di dubbio (dicono loro). Un brevetto che potrebbe tutelare il Made in Italy dall’olio importato da Spagna, Grecia, Tunisia e Marocco, miscelato, imbottigliato di nuovo e immesso sul mercato come olio italiano.

Non poteva esserci migliore risposta, dicono sempre loro, vale a dire i ricercatori di Unical di Arcavacata, in provincia di Cosenza, alle vignette pubblicate il 25 gennaio scorso da Nicholas Blechman sul New York Times.

Attraverso una tecnica innovativa, basata sulla metolodogia della risonanza magnetica (precisamente la spettrometria di massa), il brevetto riesce a rilevare trigliceridi, antiossidanti e antinfiammatori.

Spettrometria di massa e olio d'olivaIl metodo utilizzato dal centro universitario Davis, in California, a cui fanno riferimento le famose vignette del New York Times, svolgeva analisi chimiche e analisi sensoriali. Le quali, come sostiene l’autore di Extraverginità Tom Mueller  in un’intervista che ci ha rilasciato la scorsa settimana, “non dimostravano che si tratta di olio adulterato, ma semplicemente che non è olio extravergine di oliva”.

E  la differenza non è poca.

L’ideale sarebbe che un eventuale metodo scientifico “definitivo” riuscisse a stabilire se ci sono adulterazioni, se l’olio è fresco, se risponde ai criteri organolettici della determinata zona di riferimento, se è extravergine oppure no. Insomma: saranno molte variabili da inserire.

Staremo a vedere con il metodo messo a punto dall’Università di Calabria.

[Crediti | Repubblica, Unital, Olive Center, Dissapore]