di Federica Gemma 16 Luglio 2013
Chef Rubio, Salerno

Tocco con mano l’estate avventurosa dei fan che non riescono a vedere “Unti e bisunti” sul digitale terrestre. Malgrado millemila risintonizzazioni del canale 52 sono costretta a ripiegare sul pc. In piccolo e con poco audio. Cominciamo bene.

Aggiungete l’ansia da prestazione post incontro con chef Rubio e avrete il quadro perfetto.

E pensare che il programma dedicato alla street food ha raccolto l’ascolto record di 441mila spettatori per le prime due puntate, con share del 2,1 per cento. Un lusso per DMAX.

Partiamo con Rubio che dà il  benvenuto dalla spiaggia di Salerno, la mattina presto, con una birra in mano. Fa una specie di raccolta differenziata del vetro e parte all’esplorazione dei vicoli. Qui inizia a mangiare un calzone con la scarola, puntualizzando che questo è il cibo che adora “veloce e saporito”, “per me è il top”.

Molto bene, tutti a imparare la lievitazione per riprodurre a casa il sullodato calzone.

Carrellata di vicoli e scenetta finto-spaccio, ci dedichiamo alla pizza a libretto, scusate, a librett’.

Ma non si vive di sola pizza, finalmente si assaggia la parmigiana. ” La classica?” chiede speranzoso Rubio ” la nostra, col panino” la risposta di Marco, il ristoratore.

Mi sdilinquisco. Panino (adoro) + parmigiana (adoro). Scusate la digressione.

Il cuoco tatuato mangia la parmigiana, vabbè, questo piatto è troppo vegetariano per lui.

Infatti passa a una “salsiccetta avvolta su cotica di maiale, che facciamo maiale su maiale”.

“Maiale su maiale dentro al maiale” chiosa Rubio. Non sono sicura di aver capito la battuta.

Chef Rubio, Salerno

Poi passiamo alla milza imbottita “succosissima” e alla melanzana col cioccolato.

“Ma allora esiste!” incredulo Rubio, “come gli unicorni”. Toccato il picco glicemico della puntata . Si parte e si va a Cetara alla ricerca del cuoco da sfidare.

Il cuoco coi baffi inizia l’esplorazione delle alici: fritte, alla marinara, a crudo.

Chef Rubio, Salerno

E’ proprio fame quella che sento, e Rubio è sempre sul pezzo: “chi magna da solo se strozza”. Noi due ci capiamo.

Andiamo a scoprire come si fa l’oro di Cetara cioè la colatura di alici, che sa come ” di pesce marcio”. Dài, io sto ridendo. “Capirai il pesce puzza dopo due giorni, figuriamoci dopo 2 anni”.

Chef Rubio, Salerno

Rubio si beve la colatura di alici, senza pane, senza spaghetti, in purezza.

(Direi che questa è la puntata del baffo, lo tocca in continuazione).

Arriviamo alla sfida, chef Rubio incontra Pasquale il Principe del Cuoppo. Qui tra re e principi, aspettiamo la regina… Rubio.

La sfida sarà proprio sulla preparazione del cuoppo, composto da alici fritte, alici imbottite e polpette di alici.

(Volevo dirvi che vado pazza per le alici)

Conosciamo lo sfidante, Pasquale con smalto sulle unghie (non tutte) e intensa, vera, simpatia. Ci piace assai. Esattamente come ci piace vedere Rubio ingozzarsi di alici. Hem, ma io questo principe del cuoppo dove l’ho già visto?

Ci metto un po’ a focalizzare, ma è Pasquale Torrente del ristorante Convento di Cetara, con appendice da Eataly Roma. In effetti quando Rubio lo sfida, chef Torrente risponde “ti voglio bene, ma che aspettavo te da Roma per fare ‘na sfida?”, e ancora “ma qui si è persa la religione”.

Insomma, filo da torcere in tutti i sensi per chef Rubio.

I giudici questa volta non sono una squadra di sportivi, ma i pescatori di Cetara che portano il nostro eroe a fare una battuta di pesca notturna durante la caccia agli ingredienti.

Caccia che inizia alla ricerca della provola, con tanto di “tutorial” per imparare a farla e siparietto (sexy?) con le zizzone (mozzarelle) di Battipaglia.

Arriviamo all’ingrediente protagonista, le alici.

pescatore fragolino, cetara

Fragolino, il pescatore del luogo porta Rubio in mare, dal “produttore al consumatore”: è tutto bello, quasi respiriamo l’odore del mare, c’è pure la musica in sottofondo “o’ marenariello aiutami a tirà”. Meraviglia.

Poi l’orrore: tirano fuori le birre dall’acqua. L’atmosfera è rovinata, urlo di dolore.

Passiamo alla sfida, ecco la musica adatta, iniziano le preparazioni.

La parte più divertente sono i commenti di Pasquale Torrente (che sembra nato per stare in tv) vs Rubio: “Oh maronna, visto come sta combinato? Pieno di tatuaggi!”, oppure “il fritto è tradizione e innovazione, io essendo uomo di mondo, avendo fatto il militare a Cuneo, gli tiro fuori questo strumento” e fa vedere il termometro a infrarossi.

Commento di Rubio “Er Principe con la pistoletta”.

Mi diverto, sia messo a verbale.

pasquale torrente, cuoppo

Pasquale parla col fritto, balla, parla con se stesso, quasi tifo per lui. Si scherza, eh. Poi spiega: “Se passa una donna che non è una strafiga, a Napoli si dice: “Vii che cuopp”.

E’ il momento di giudicare. “Le alici di Cetara si sentono in bocca!”: pari e patta anche stavolta; tutti cantano.

Non c’è stato pulp in questo episodio, ma molto divertimento, senza contare che finora la cucina dello chef Pasquale è l’unica da cui non sarei fuggita.

E voi, tifavate Rubio o Pasquale?

Preparatevi, prossima settimana.. Firenze!