di Rossella Bragagnolo 18 Ottobre 2012
utensili, cucina, attrezzi,

L’attrazione è fatale. La tentazione irresistibile. Il reparto “utensili da cucina” dei grandi magazzini sembra aspettare proprio me, quei gadget sono trappole irrinunciabili, e suonerà banale, ma non c’è niente che io possa fare. Tentare di evitarlo non serve, ci casco ogni volta, risolutamente convinta che da quel momento, la mia vita tra i fornelli avrà una svolta.

Capita anche a voi?

Dall’ultimo modello di spremilimoni al coltello con tagliere incorporato passando per la forchetta allungabile, strettamente necessaria, soffro di patologia da kitchen mate: nessuna terapia può curare i dieci minuti di appagamento vissuti prima di chiudere l’oggetto del desiderio dentro un cassetto, vergognandomi anche un po’.

Oggi poi il trionfo: posso stilare la mia personale classifica:

DA SALVARE: I MAGNIFICI CINQUE:
(1) Frullatore a immersione: amico di passate e creme di verdura, compagno di maionesi vellutate, riparatore di besciamelle con i grumi. Non temere, non ti abbandonerò mai.

(2) Leccapentole: da bambina lo odiavo perché il suo ingresso in casa ha segnato il mio licenziamento da leccatrice ufficiale di pastella cruda per torte. Oggi evita il fastidioso scucchiaiamento su terrine e bastardelle. Salvato.

(3) Spremi aglio: inutile negare l’amore viscerale per l’aglio, la mia casa è ben protetta contro i vampiri e lo spremi aglio è sempre al mio fianco in cucina. Grazie a lui ho una certezza nella vita: se mi stai vicino significa che mi vuoi veramente bene.

(4) Squamapesce: stanca di raccattare squame di dentici e branzini in giro per la cucina, ho comprato uno squamatore dotato di serbatoio per raccogliere le schegge impazzite. La mia vita è diversa, ora.

(5) Pelasparagi: spolverato ogni primavera per pulire velocemente il pregiato bianco di Bassano, mi regala sempre grandi soddisfazioni. Lo difendo senza indugi.

NON RIESCO A LIBERARMENE: I DORMIENTI NEL CASSETTO.
(1) Grattugia miracolosa: la performance di un venditore ambulante sardo mi ha stregato. Alla vista delle sue patate perfettamente affettate, della sua jullienne di carote, della vaporosità del suo cappuccio non ho avuto dubbi: dovevo averla. Fregandomene bellamente delle raccomandazioni di usare sempre la cuffietta salva-dita, sono finita al pronto soccorso con 3 punti di sutura. A malincuore, la cedo al miglior offerente.

(2) Cappuccinatore: cappuccino cremoso tutte le mattine senza uscire di casa? Per lo stantuffo di plastica che monta il latte ho perso la testa ai tempi dell’università. Però sono intollerante al lattosio. Archiviato.

(3) Levatorsoli: dorme nel cassetto dalla scorsa era. Ma quante frittelle di mele pensavo di fare?

(4) Cannello a gas: per crema catalana e creme brulée. Dopo essermi innamorata de “il meraviglioso mondo di Amélie” sentivo nel profondo del cuore che senza la crosticina di zucchero caramellato, la mia vita non avrebbe avuto senso. Usato una volta? Forse.

(5) Qui se la battono all’ultimo mestolo due super-ultra-iper necessari:

Tostapane di Hello Kitty: imprime a fuoco il musetto della simpatica gattina giapponese sul toast. Come rinunciarvi, come?

Set per ghiaccioli fatti in casa: must have della scorsa estate, un vero patito del d.i.y. non poteva esserne sprovvisto. Abbandonato dopo qualche deludente tentativo in favore del più pratico, appagante e gelosuccoso Twister. R.I.P.

GIROVAGANDO NEL WEB: GLI ASSURDI.
Per i quali non servono commenti:

(1) Formina a cuore per uovo all’occhio di bue.

(2) Spiedo medievale per marshmallow.

(3) Tagliere con righello incorporato.

(4) Pela aglio in silicone.

(5) Boccale di birra con schiuma self service.

Ora che mi sono così messa a nudo, alla berlina del popolo tutto di Dissapore, svelando debolezze e mostrando gli scheletri negli stipiti della cucina, mi aspetto la vostra solidarietà: fuori gli altarini, bando alla timidezza, ditemi, in quali gadget-tentazioni siete caduti?

[Crediti | Link: PixMania, Dottor Gadget, Doki Cucina, Just-Eat. Immagine: Luxirare]