di Carlotta Girola 19 Agosto 2014
Cattive abitudini da spiaggia

Siamo bestie da soma, si sa. Abituati a lavorare senza sosta, con ritmi a volte poco ortodossi, quasi sempre imprigionati in pause pranzo da velocisti e troppo spesso costretti a fare fioretti autoimposti a causa di tempi o diete delle più varie, quando ci si trova a fare i conti con le sacrosante ferie pagate siamo in molti a non saper gestire la situazione.

Eccoci, quindi, alle prese con abitudini culinarie che durano il tempo di un viaggio o dei 15 giorni canonici, alla ricerca di tutto il commestibile straniero. In un solo concetto, abbiamo sbracato.

La compressione dei restanti giorni lavorativi dell’anno ci costringe a darci alla pazza gioia gastronomica in vacanza, un meraviglioso modo di godersi la vita e il tempo libero che, però, in qualche modo dovremo scontare. Sappiamo che le cattive abitudini si prendono in fretta, ma in fretta andranno abbandonate per tornare al quotidiano.

Dopo le ferie ipercaloriche bisogna correre ai ripari. Non parliamo di questioni di peso, ma di quegli attimi in cui vi pentirete di avere preso il gastro-ritmo da vacanza.

Pennichella dopo pranzo

PENNICHELLA DEL DOPOPRANZO

Quando i ritmi si placano, gli impegni si disperdono e gli orari sono decisamente più flessibili, scatta inesorabile l’abitudine al riposino dopo pranzo.

In particolare questa usanza é una sorta di imposizione del vostro bioritmo dopo aver fatto i conti con un pranzo vero e non il classico spuntino toccata e fuga.

Sappiatelo: il vostro primo giorno di lavoro vi maledirete di aver acquisito in pochissimo tempo questo delizioso vizio. Le scrivanie sono posti molto scomodi per riprovarci.

Arancina

PRANZO-MERENDA DELLE 16,30

Anche qui, é tutta questione di ritmi cadenzati che crollano inesorabilmente e si trasformano in anarchie che il vostro fisico non riesce del tutto a metabolizzare.

Gli orari in vacanza sono solo una mera convenzione per non perder aerei o treni. Per il resto non funzionano, soprattutto se dal Nord partite alla volta del profondo Sud, dove si fa colazione all’ora di pranzo e tutto, di conseguenza, viene traslato con noncuranza dei tempi.

Reimpostate gli orologi biologici prima di tornare al lavoro, in modo che la salivazione non inizi con prepotenza a metà pomeriggio.

Fritto misto di pesce

FRITTI, FRITTI, FRITTI

Alla faccia della bella stagione, del caldo, del “pranzo estivo leggero”: non è forse vero che avete mangiato più fritti durante le vacanze che rispetto a tutto l’anno?

Salvia fritta, fritto di Paranza, parmigiana di melanzane, patatine fritte alla sagra, arancini e tantissimo altro.

Concedersi tutto è stato lecito in questi giorni, ma poi bisogna fare i conti col proprio fegato e tornare a normalizzare gli eccessi e canalizzare l’astinenza da fritto post-ferie su altre cose. Tipo sulla settimana di sola rapa rossa.

Mangiare fuori in vacanza

MANGIARE FUORI PER 15 LUNGHI GIORNI

Bello, comodo, stimolante. Chi ha fatto vacanze on the road ed è stato costretto a mangiare in un posto diverso ogni giorno sicuramente capisce di cosa parlo.

L’esempio principe è il desiderio di un piatto di spaghetti al pomodoro, voglia di cose semplici che la nostra ossessiva ricerca di sperimentazione ci ha impedito troppo a lungo.

Per qualcuno questa “cattiva abitudine” prenderà la forma di un mese sabbatico di passati di verdura e acqua naturale.

Grigliata in spiaggia

MERENDE RINFORZATE DA SPIAGGIA

Tutti sanno che dopo una nuotata in mare scatta matematica la voglia della merendina. Da piccola l’automatismo era quello del gelato, ma poi le cose si evolvono, le vacanze cambiano, le coscienze maturano.

Arancini (arieccoli), ma anche tutto quello che il luogo deputato alla vacanza ha da offrire. In sostanza, pare vera la scienza che “ogni occasione è buona…”

E in vacanza certo non ci si lascia scappare l’occasione della merenda. Una volta tornati alla vita lavorativa il massimo che vi concederete sará un caffè. Come è triste la vita a volte, soprattutto senza la merenda.

Avanti tutta, ora, alle cene di reincontro con gli amici e racconto delle rispettive vacanze. Finita l’era tragica della proiezione delle diapositive, vi toccherà bere mille amari guardando foto-francobollo sul telefonino.

Ma potrebbe andare anche peggio: qualcuno potrebbe avervi portato come pensierino dalle vacanze una bottiglia da mezzo litro di vino bianco croato. Il lavoro non è poi tanto male…

[Crediti | Immagione di copertina: BuzzFeed]

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