di Rossella Neri 15 Settembre 2014
vino in casa

Annata da dimenticare il 2014. Bertani, ad esempio, non produrrà l’Amarone classico. Ma ci sono, o meglio, c’erano, alcuni vini che non risentono troppo di queste capricciose sentenze meteo: i vini autoprodotti, frutto del lavoro di dieci persone in vigne di dieci filari al massimo. Vini che stanno sparendo.

Per quanto molti considerino che è un bene, la tradizione del weekend di vendemmia, che solitamente impegnava tutti i membri di un nucleo famigliare e qualche volenteroso abitante era una bella abitudine. Per dovere di memoria abbiamo cercato di ricreare la giornata tipo, nel giorno della vendemmia, in un piccolo vigneto.

Premessa:

Botti del vino

La prima volta che mio marito mi ha raccontato di essere stato impiegato, quando aveva dai 6 ai 12 anni per la pulizia delle botti mi sono quasi commossa pensando a umilianti sessioni di lavoro minorile.

Lui ha riso e mi ha detto che si divertiva parecchio: i bambini riescono a entrare per intero nella botte e a raschiare il fondo.

Ore 7: Colazione e garage.

caffe
Abbondante, soprattutto abbondante caffè, perché la giornata era lunga. Poi tutti in cantina a recuperare le cassette dove raccogliere i grappoli.

Ore 8: arrivo in vigna.

vigna

Spesso queste famiglie-resistenti che producevano il proprio vino in casa non abitavano in campagna ma in città. Conservavano però un fazzoletto di terra ereditato dagli avi dove si era sempre fatto il vino.

Ognuno si occupava di un filare armato di tronchese e i più fortunati anche di guanti per evitare l’effetto zucchero filato che lo zucchero dell’uva lascia sulle mani. Le disposizioni erano semplici: bastava non strappare i rami ma solo i grappoli e non i grappoli già marciti sulla pianta.

Ore 12: pranzo.

pic nic

Un po’ come i grandi produttori che invitano la stampa e gli amici a pranzo tra i filari su tavoli sontuosamente addobbati, così anche queste famiglie pranzavano nel vigneto.

Tovaglia a quadretto ni stesa sull’erba, panini imbottiti e magari un pisolino appoggiati a qualche tralcio.

Ore 14: si ricomincia.

vigneto

Fino alla fine del filare o del successivo. In media per una decina di filari una famiglia “allargata” di dieci persone impiegava due giorni per vendemmiare.

Ore 17:30: la pigiatura.

torchio

Alla fine del secondo giorno, verso il tramonto si procedeva alla pigiatura del raccolto.

Più o meno vent’anni fa, quando si situa questa storia, non si pigiava più con i piedi nella tinozza, ma quasi ogni famiglia disponeva di un piccolo torchio manuale che versava direttamente il mosto nelle botti.

Ore 20: la pizza.

pizza

Una cena di festeggiamenti a base di pizza (solo dopo aver riposto le cassettine nel garage) era la conclusione del weekend di vendemmia.

Non era poi così spiacevole no? Peccato che non lo faccia più nessuno.

[foto crediti: wine taste, omozitto, cantine scarpari felice, rosmarino news, le pignole, i sogni di Harlock]

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