di Lorenza Fumelli 9 Gennaio 2013

Più veloce di Usain Bolt, la notizia della recente nascita di un sito piuttosto curioso ha contagiato diversi profili di facebook in sole 48h. Sto parlando de Lo Gnocco in cucina. Lo ripeto: vu-vu-vu-punto-lognoccoincucina-punto-it. Per togliere ogni dubbio, non si tratta del solito foodblog e lo gnocco non indica affatto un piatto tradizionale italiano a base di patate che si mangia il giovedì. Niente patate.

E’ in effetti il maschile dell’espressione popolare un po’ sconcia che indica in genere una fanciulla giovane, formosa e di bell’aspetto: la gnocca, appunto (traballo sul filo della censura). Lo gnocco, per proprietà transitiva, è dunque un uomo giovane, prestante, di bell’aspetto.

Da subito un paio di domande: Cosa ci fa ‘sto benedetto gnocco in cucina? Cucina, naturalmente. E qual è il valore aggiunto della sua gnocchitudine? Ecco, questo è quanto ci impegneremo a verificare, con il vostro aiuto.

Aprendo il sito arriva la risposta ufficiale: “lo Gnocco in Cucina è un servizio di animazione gastronomica a domicilio che opera a Milano. Una serata con un singolo gnocco cuoco che preparerà direttamente a casa tua il menù che preferisci oppure la realizzazione personalizzata di una festa privata o di addio al nubilato”.

Entriamo nel dettaglio. Per poter navigare il sito è necessaria la registrazione (gratuita), una volta registrati si ha accesso a diverse informazioni, tra cui i menù. Sono 7 e portano i nomi di erbe aromatiche come maggiorana, timo, aneto, sesamo, ginepro. Roba di “Tacchino alla senape e marroni con tortino” o “Tortino al cuore morbido di cioccolato con crema al mascarpone”.

Dopo i menù ci sono loro, il piatto forte, i giovani cuochi. Oltre ad ammirarli in belle foto con muscolo a favore di fotocamera, è possibile leggere alcune informazioni su passioni e interessi, e persino votarli. Una volta scelto il proprio gnocco, sarà possibile decidere anche il suo abbigliamento: casual, elegante o “a sorpresa” (se ne avete il coraggio). Va bene, d’accordo, ve li facciamo vedere, ma prima non trattengo un quesito.

E’ questo un altro effetto della sex-revolution (capovolgimento dei ruoli tra i sessi) tipo: signore agé munite di toy boy o l’arrivo di siti porno solo per donne come il francesissimo e nuovissimo Dorcelle (NSFW)? Oppure è l’ennesimo prodotto commerciale di una società ormai irrecuperabilmente cucinocentrica? O le due cose insieme? Chi può dirlo.

Di certo possiamo affermare che Lo Gnocco in Cucina non vuole soddisfare solo i palati delle signore della Milano bene, ma anche stuzzicarne la vista grazie alla compagnia di un uomo giovane e soprattutto bello. Che c’è? Vi fischiano le orecchie? Andiamo avanti.

VI PRESENTO GLI GNOCCHI.

Johnny Hoid. Al liceo (ieri?) le faceva impazzire tutte con la sua espressione un po’ snob e lo sguardo da cattivone che sembra dire: “Ei bella, se hai abbastanza fegato dammi il tuo numero”, robe così. Ama la musica, cita Lennon, adora Kubrick e non resiste a farro, salmone, semi di papavero e crema di funghi (sic!).

Massimo (M.DM) la sa lunga, gli si legge in faccia. In un film americano potrebbe interpretare senza fatica sia il ruolo del protagonista, il quarterback tutto muscoli, sia quello dell’antagonista crudele ma sexy, un po’ perverso. Lo candidiamo per il ruolo di Chrsitan Gray in 50 sfumature di grigio, che dite? Ama leggere, giocare, cucinare, ascolta la musica rock e non resiste alla cioccolata (okay, nessuna sfumatura di grigio).

Ambrogio invece ha un volto particolare, leggermente androgino. Sguardo curioso, sensibile. Ama leggere ma soprattuto scrivere.  Cibo preferito: la pizza.

Sanji gioca a pallavolo, ama bere e cita Frank Costello: “Non voglio essere un prodotto del mio ambiente, voglio che il  mio ambiente sia un mio prodotto”. Il suo film preferito è V per Vendetta e non resiste alla pasta, in particolare (ti ci metti pure tu, Sanji) la carbonara.

Ed ecco Bryan. Al contrario di Sanji non beve alcol, predilige il pollo arrosto con le patate, la fiorentina del nonno, la tarte tatin della nonna. Ha un cane.

Indy sul profilo fa un lungo elenco di cosa predilige in tavola, uno su tutti: “Il sapore di mare e il profumo del pomodoro fresco da gustare in pieno inverno in un angolo di modestia sito su una scogliera di Sabaudia, sul litorale laziale”. Non aggiungo altro.

Donnie nella scelta del suo nome d’arte svela la passione per il Darko di Jake Gyllenhaal, film preferito. Poi viaggi, musica, palestra, calcio. A tavola? Lasagna della nonna. Sorry if I ask.

Wesley, ragazze, legge Fëdor Michajlovič Dostoevskij, disegna, guarda Matrix, Troy, Fight Club e Blow e beve, preferibilmente vino rosso. Anche lui, come Donnie, non resiste alle lasagene.

Eccoli, tutti qui.

Nessun accenno alla professionalità di questi giovani in qualità di cuochi, e solo uno di loro (quale?) cita la cucina tra le passioni principali. Ma non possiamo essere sciocchi e giudicare senza aver provato. In attesa quindi del necessario e imminente test da parte delle nostre editor milanesi, non rinunciamo ad una vostra opinione. Cosa ne pensate? Attori, modelli, o cuochi mica-perddavero? E soprattutto, donne, a quale di questi gnocchi aprireste (che avete capito) le porte della vostra cucina?

[Crediti | Link e immagini: Lo Gnocco in cucina]