di Martina Liverani 20 Giugno 2014
Al Meni, Rimini

Ci siete passati tutti, prima o poi. Magari distrattamente o magari di proposito. Almeno una volta nella vita, o di continuo. La Via Emilia taglia una regione, attraversa città e unisce due Italie. Io la percorro di continuo, su e giù, giù e su.

Carlo Lucarelli, lo scrittore emiliano, l’ha definita una specie di metropoli-città: noi siamo abituati a percorrerla e ci capita quindi di lavorare a Piacenza, cenare a Bologna e andare a ballare a Rimini, o viceversa. E’ tutto un pendolare tra città industriali, bassa padana, colline romagnole, città d’arte.

E tra piatti tipici e ristoranti. “Non c’è al mondo un’altra strada come la Via Emilia che da 2.000 anni unisce dieci città ricche di eccellenze” dice Massimo Bottura.

Il tendone di Al Meni a RiminiIl circo di Al MeniAl Meni, Rimini, il tendoneAl meni, Rimini, presentazione

E, guarda caso, sono tutti emiliani gli chef che sabato 21 si ritroveranno a Rimini sotto un felliniano tendone da circo per una maratona di cucina, guidati da con Massimo Bottura e accompagnati da chef internazionali, per un nuovo evento gastronomico dal titolo “Al Meni”, che in dialetto romagnolo significa Le Mani.

Ma prima di arrivare a Rimini, ce n’è di strada da fare …

La PaltaLa Palta, esterno

1. Si comincia da Piacenza, dove vi suggerisco una sosta a La Palta per provare la cucina di Isa Mazzocchi. Un ristorante a conduzione familiare, con una sapienza imbattibile per la pasta ripiena e la voglia di restare graniticamente aggrappati alla tradizione del territorio.

C’è una cosa di Isa per cui vado pazza: il fatto che firma ogni suo piatto con un gocciolina di latte, fateci caso.

Antica Corte PallavicinaMassimo Spigaroli

2. L’Antica Corte Pallavicina, non è proprio sulla Via Emilia, lo so, ma una volta arrivati a Parma merita una deviazione. Celeberrima per Culatelli e salumi, in realtà è un rigoglioso centro gastronomico in cui appagarsi (cominciando da vista e palato) in vari modi.

Sappiate che dal 26 giugno e per tutto agosto, al Fidenza Chic Outlet Village, più comodo da raggiungere rispetto a Polesine Parmense, sarà aperta una boutique di prodotti gastronomici selezionati da Massimo Spigaroli.

Archer, ModenaArcher, Modena, confetture

3. Arrivati a Modena vi direi Osteria Francescana, ma sarei poco originale. Allora vi suggerisco un indirizzo nuovo (ha aperto da meno di un anno) ma già consolidato nelle agende dei gourmet: Archer di Marina Bersani.

Grande scelta di vini, e cose buone da assaggiare, tante iniziative per chi passa (degustazioni, presentazioni di vini, presentazione di produttori) da mattina a sera.

I Portici, BolognaI Portici, Bologna

4. Di Bologna ne ho già scritto tanto e i miei consigli oramai vi saranno venuti a noia. Se vi piace la cucina che toglie, che concentra, che pulisce il gusto ma che poi vi coccola con uno dei piatti più golosi del globo, fermatevi da Agostino Iacobucci a I Portici.

Provate quel che volete dei piatti che trovate in menu, però – giuratemi – che ordinerete il babà.

San Domenico, ImolaSan Domenico, Imola

5. A Imola ci si ferma al San Domenico. Per ragioni sentimentali, anche. Ho imparato a mangiare bene lì, come tutti quelli nati dalle mie parti e della mia età che quando volevano provare l’esperienza di una cena “stellata” andavano al San Domenico.

I tempi cambiano e qualcosa (non tutto, gli arredi per esempio mi sa di no) cambia anche al San Domenico: in cucina accanto a Valentino Marcattili c’è il nipote Massimiliano Mascia.

FM con gustoristorante FM con Gusto

6. Dopo Imola c’è Faenza. Che è la mia casa e per fortuna da qualche anno a questa parte ha un fermento gourmet niente male. Postrivoro, per esempio, si tiene a Faenza (il prossimo appuntamento è per il 12 e 13 luglio con David Pynt e Nicola Massa).

Nel frattempo, ogni giorno da mattina a sera, potete passare da Fabrizio Mantovani al suo FM Con Gusto. Ci sarà sempre qualcosa di sfizioso che lo chef ha pensato per voi: dalla prima colazione al pranzo, per l’aperitivo o cena.

Guido, RiminiGuido, Rimini

7. Via veloce fino a Rimini, non perché le province di Forlì-Cesena o Ravenna non siano culinariamente interessanti, ma perché questo post rischia di diventare lungo come le code del venerdì pomeriggio sulla via Emilia.

A Rimini, sulla spiaggia, c’è il ristorante Guido: una garanzia per chi cerca ottimo pesce, lavorato con maestria e presentato in modo originale. C’è un piatto che mi è rimasto impresso, oltre che per la bontà e la freschezza incredibile dei pesci protagonisti, per la sua presentazione: il crudo di riva.

Cercatelo su Google Immagini, che a spiegarlo si perde il gusto.

[Crediti | Immagini: ruinart network, modern farmer, Porzioni Cremona, Altissimo Ceto,