Una delle gelaterie migliori d’Italia è in un paesino del Cilento, Torchiara. In questo articolo si tratta della Gelateria Di Matteo, Mecca gastronomica per noi altri fanatici del gelato artigianale. Ci siamo appena tornati per raccontarvi com’è, in una recensione diversa dal solito. 

Cicerale, Omignano, Prignano, Rutino e Lustra. Castellabate, Perdifumo e ancora. Potrei sgranare un rosario di paesi da attraversare prima di arrivare in questa parte del Cilento, in Campania; con precisione siamo andati a Torchiara, su una montagna esattamente a metà strada tra il Cilento interiore e la costa, dove da un lato – se aguzzi bene la vista – vedi il mare; dall’altra puoi soltanto immaginare che scorra il fiume Alento, perché non lo vedi, però ne è ben segnalata l’oasi naturale.

Non è il posto dove ti aspetteresti di trovare quella che da anni si piazza come una delle gelaterie artigianali migliori d’Italia, sicuramente. La cosa ci sorprenderebbe di meno, una volta inquadrato il Cilento come il serbatoio d’Italia, con decine di presidi Slow Food in questo fazzoletto di terra. Dopotutto, il biologo americano Ancel Keys negli anni Cinquanta si trasferì poco più giù – a Pioppi, frazione di Pollica, ad appena 30km da dove siamo noi – per studiare da vicino questi contadini e pescatori e le loro abitudini alimentari. Et voilà, ecco i principi della dieta mediterranea.

Ci vorrebbe un trattato intero di paesologia per parlare di questa parte del Cilento che si va svuotando come il ventre di una vacca. Il problema è l’emigrazione. Torchiara, tanto per fare un esempio, ha 1800 abitanti, Cicerale 1200, Rutino 816 censiti. Un’unica arteria di collegamento che scende fino a Sapri – per fermarci alla Campania – con diramazioni molto simili a mulattiere o nella migliore delle ipotesi a strade di montagne non meglio tenute non invogliano nessun turista ad allontanarsi dalla destinazione principale, che spesso è Castellabate, Agropoli, Ascea, Sapri.

Torchiara ha i colori di un film di Sergio Leone, un’aria da vecchio west nell’ora di pranzo – quella che qui al Sud si chiama controra, quella che ti chiama il sonno saporito perché non puoi fare nient’altro che dormire per sopportare l’ondata di calore che poi si smorza dopo le quattro del pomeriggio – con qualche sparuta vecchietta che si affaccia dalle porte mentre spiculea – pulisce gli ortaggi dal fogliame e dalle radici o fusti in eccesso, ndr – incuriosita dallo “straniero”. Il cilentano medio, dell’interno, è così: non chiede, osserva, tiene a mente.

Gelateria di Matteo

Insomma, dicevamo: non ti aspetteresti di trovare qui una delle gelaterie migliori d’Italia. E invece. Solo qui potrebbe esistere  il bar-gelateria Di Matteo, nella frazione di Sant’Antuono di Torchiara. Fraseologia da leggere tutta d’un fiato e che corrisponde esattamente alla figura di Raffaele del Verme.

Il personaggio: Raffaele del Verme, un resistente

Non giovane, non vecchio, non ha la giacca drappeggiata di sponsor (almeno alla mia visita). Raffaele del Verme non è quel tipo di persona che ti puoi aspettare di vedere in copertina, come spesso capita ai presunti “migliori”. Eppure.

I gastrofanatici navigati che ci seguono da anni mi diranno che non presento mica uno sconosciuto: abbiamo parlato di Raffaele del Verme nelle gelaterie del 2014, poi ancora ne abbiamo parlato nel 2015. Nel 2016 è addirittura nei top 5 dei migliori d’Italia, nel 2017 nella top ten, nel 2018 anche.

Nel 2019 finisce nella nostra guida – l’unica che dovete seguire – per mangiare un buon gelato a Salerno e dintorni.

Gelateria di Matteo, Torchiara

L’attività fu avviata dal nonno negli anni trenta del Novecento, caffetteria con annessa “gelateria” come una volta, con uno strano aggeggio dove si conservava la materia prima che si raffreddava, una specie di gelato di neve. Raffaele, gelatiere solitario abbarbicato nel suo laboratorio vista montagne, ha ereditato questa istituzione di Sant’Antuono dal padre, nel 2000. Già suo padre aveva acquistato un macchinario all’avanguardia per l’epoca, e fu definito un pazzo. Ora a quelle macchine se ne sono sommate un altro paio e la vita dell’attività si può dire ruoti intorno a queste macchine.

Un coretto di voci ha chiesto a Raffaele perché non scendesse da Torchiara per andare in un posto più agevole, che so, una Vallo della Lucania oppure addirittura Salerno. La domanda è posta male: perché dovrebbe andarsene?

Gelateria di Matteo – il mood, l’ambiente

 

Le sedie di plastica sparpagliate intorno ad un tavolino altrettanto di plastica bianca sanno di scopone scientifico dei nostri nonni, eppure non poteva essere diversamente. Tende abbassate, si cerca di ripararsi dal sole che verso pranzo batte fortissimo in questa strada. Arrivo pressoché in solitudine ma, mi dicono, la sera prima – venerdì sera – c’è stato un via vai di persone. Sbirciando un po’ le foto all’interno del locale, sembra cambiato ben poco dagli anni Cinquanta ad ora, anzi: è una specie di simpatico bazar dove si sovrappongono ricordi, stili, cose per un attimo lasciate lì e dimenticate. Sembra un salto dagli anni Cinquanta fino ad oggi: mangio i gelati accanto all’ingresso ed a un manifesto di Fiordaliso, la cantante. Se vi interessa a metà luglio canta alla festa di piazza di Sant’Antuono di Torchiara.

Con lentezza. Tutto con snervante lentezza.

Gelato di Matteo, cioccolato

Il gelato di Di Matteo, Torchiara

Dimentichiamoci per un attimo i banchi super forniti. A fine giugno, trovo soltanto dodici gusti disponibili: fragola, mandorla e mandarino, cacao, fiordilatte, stracciatella, fichi mandorle ed alloro, qualche altra amenità. Il clima quest’anno non ha aiutato molto la maturazione della frutta estiva, quindi per il momento questo settore è sguarnito.
Dici gelato di Raffaele del Verme, dici territorio: ecco perché non avrebbe quasi senso farlo andare via da Torchiara. Lui e il suo gelato e il suo paese sono tre entità che si alimentano a vicenda. Poi, chissà, potrei non essere per niente profetica e fra qualche anno ritrovarlo in uno dei capoluoghi vicini. Ma nemmeno le rimostranze dei gastronomi più pigri ci sono riusciti: venire quassù, in questo angolo d’Italia come un altro, è ancora il battesimo del gastrofanatico di gelato.

Ho preferito assaggiare un singolo gusto alla volta, in modica quantità, per permettermi più assaggi. Del gelato di Raffaele del Verme andrebbe lodata innanzitutto la consistenza: poco “gelatosa”, poco “cremosa” e tutte le belle velleità che si attribuiscono solitamente alla materia fredda. Il gelato qui ha una consistenza che tende ad assomigliare quanto più possibile alla materia prima, sul palato (e possiamo dirlo – sotto i denti – ) non “ricorda” l’ingrediente ma esattamente “lo è”. Perfetta corrispondenza tra forma e sostanza.

In particolare, è il caso del gelato ai pistacchi di Bronte (potremmo quasi dire gelato di pistacchi), per amanti della materia perché i pistacchi si vedono e si sentono, decisamente, assolutamente non tostati.

Ancora, l’ormai mitologico per i fanatici del gelato è fichi, mandorle ed alloro: siamo in terra dei fichi – in particolare il rinomato fico bianco del Cilento, prodotto costoso e divino – e questo è un gusto che riprende una o più ricette tipiche del posto.

Di Matteo miele alloro e mandorle

Il mio assaggio preferito si concentra essenzialmente in un’unica coppetta: mandorle e mandarino. Le mandorle, assolutamente non pelate, donano crunch ad un gusto profumatissimo di agrumi, fatto con le bucce conservate dai frutti invernali.

Di Matteo mandorle e mandarino

Notevoli le lavorazioni fatte sul cacao, partendo da fave di provenienza differenti e declinate in cacao assoluto e fichi al cioccolato.

di matteo, gelato cioccolato

Siamo ancora convinti di voler togliere Raffaele del Verme da Torchiara? L’impresa del viaggio vale il gusto e l’ambiente, soprattutto se avete voglia di allontanarvi un po’ dal mondo patinato. Se proprio non avete voglia di fare questa deviazione, da qualche tempo trovate i gelati della gelateria di Matteo nella ben più famosa Castellabate, presso l’Approdo resort. O ancora, potreste cercare in giro le confetture ed i biscotti che da qualche anno vengono qui prodotte, e sparse dove riescono ad arrivare. Ma non sarebbe la stessa cosa.

Bar Gelateria di Matteo
Indirizzo: Piazza Andrea Torre, fraz. Sant’Antuono – Torchiara (Salerno)
Orari di apertura: 08.00 – 00.00. Chiusura nei mesi di gennaio e febbraio.
Tipo di cucina: bar, gelateria artigianale e piccola pasticceria secca
Ambiente: informale e retrò
Servizio: cordiale

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