di Andrea Soban 2 Ottobre 2019
Sherbeth Festival 2019

Dove pensate che possa aver assaggiato 100 gusti di gelato diversi in un’unica giornata, e tutti (o almeno la stragrande maggioranza) di altissimo livello? Ovviamente allo Sherbeth Festival 2019, il Festival Internazionale del Gelato che dopo le notizie e i dubbi sulla possibilità che potesse tagliare il traguardo della sua 11° edizione, è risorto come un’araba fenice, trovando una nuova casa nella splendida Catania (che vi abbiamo spesso raccontato), dopo le fortunate edizioni di Palermo e Cefalù.

Un’impresa che non è da tutti, non fosse altro per i litri di acqua che ho dovuto ingurgitare (e le ovvie conseguenze fisiologiche…) tra una degustazione e l’altra per pulirmi la bocca e capire effettivamente cosa stessi provando.

Per chi non conoscesse l’evento, la formula collaudata consiste nel radunare per un weekend in Sicilia 50 gelatieri provenienti da tutta Italia e dall’estero, chiedendo loro di produrre nel grande laboratorio allestito per l’occasione un gusto di gelato espressione del territorio dal quale provengono.

Quindi i visitatori, armati di card ricaricabile, trovano nel Villaggio del Gelato 50 diverse postazioni dove poter assaggiare il gusto proposto, conoscerne l’artefice e partecipare ai diversi incontri e dibattiti dedicati al gelato artigianale. Ogni maestro gelatiere acquisisce inoltre la possibilità di partecipare al concorso ‘Procopio de Coltelli’, facendo assaggiare alla giuria, quest’anno capitanata dalla giornalista di Repubblica Eleonora Cozzella e dal vincitore della scorsa edizione, Fabio Solighetto dell’Albero dei GElati (Seregno, Monza, Cogliate, New York e San Paolo) il gusto portato al Festival o uno diverso più elaborato.

La novità dello Sherbeth catanese è stata la creazione di una Vip area accessibile con un ticket apposito, dove anche il pubblico poteva provare durante l’intera durata del festival, il gusto dedicato al concorso, possibilità mai avuta le edizioni passate.

Chi ha vinto lo Sherbeth Festival 2019

Sherbeth Festival 2019

Al termine di una infinita degustazione, la giuria ha premiato la semplicità e l’ormai classicità del gusto ‘Cioccolato’, un sorbetto alla massa di cioccolato colombiano servito con una spolverata di pepe proposto da Gianfrancesco Cutelli, titolare della Gelateria ‘De Coltelli’ di Pisa e Lucca, nome noto da queste parti, essendo già issato al primo posto della Classifica delle migliori gelaterie d’Italia di Dissapore in tempi non sospetti, nel 2015.

Sul podio con, lui al secondo posto, la coppia formata da Osvaldo Palermo e Alessandro Fracco delle Gelateria Fiordipanna dell’hinterland milanese (Bollate, Cornaredo ed Arese) con il gusto ‘Consistenze’, e al terzo Simona Carmagnola di Pavè Gelati & Granite di Milano con il gusto ‘Pepe delle Andalimane’.

Menzioni speciali per l’artigianalità a Luca e Guido De Rocco, dell’Eiscafé di Schwabach (Germania), per l’innovazione Antonino Scarfone de L’officina gelato e bakery a Roma e ad Olsi Shero, della gelateria Arjoli a Valona (Albania) per la valorizzazione del territorio.

Il premio della Critica se l’è portato a casa, a Palagiano (TA), Giuseppe Laterza dal Bar Pasticceria Mincuccio, mentre i voti della giuria popolare sono andati a Taila Semerano della Gelateria da Ciccio di Ostuni (BR).

Ma vi dicevo, fin dall’inizio, che anch’io ho sfidato la sorte assaggiando tutti i 50 gusti del concorso, insieme ai 50 degli stand del festival, anche nel caso il gelatiere li avesse presentati uguali per testare le possibili differenze.

I migliori gelatieri dello Sherbeth Festival 2019, secondo noi

Nel mio personale taccuino, come diceva Rino Tommasi raccontando i grandi della boxe, ho potuto constatare un livello molto alto delle proposte, con alcune proposte che a mio giudizio si sono staccate dalla parte alta dei giudizi e sulle quali avrei scommesso per quanto riguarda il podio o la vittoria finale.

Su tutte il ‘Copoazu amazzonico’ (frutto di un albero delle foreste pluviali tropicali amazzoniche) di Laura Mesa della gelateria Ottimo! di Santa Cruz in Bolivia (seconda al concorso di Sherbeth nel 2018 a Palermo).

Seguono l’Elisir d’Oriente (rivisitazione del cappuccino corretto, con liquore San Marzano, tuorlo d’uovo e frolla al caffè) di Giuseppe Laterza, ‘Quando la montagna incontra il mare’ (sorbetto al limone IGP di Siracusa e pino mugo delle Dolomiti) di Luca e Guido de Rocco, e dallo ‘Spirito delle Montagne’ (a base di mele, nocciolini e aroma di cirmolo) dell’altoatesina Elisabeth Stolz dell’Osteria Hubenbauer di Varna (Vahrn).

Infine, nella mia personale top5,  il gusto ‘Cogli l’Attimo’ di Erika Quattrini della gelateria Il Pinguino di Falconara.

Per quanto riguarda i 50 gusti del festival che il grande pubblico ha potuto scegliere, il livello si è rivelato leggermente più basso di quelli in concorso, non fosse altro per il fatto che questi dovevano essere prodotti in grandi quantità.

Sugli scudi, a mio insindacabile parere il Very Berry Fine Eton Mess (rivisitazione con bacche ed erbe di un tipico dolce anglosassone) dell’eccentrico architetto inglese prestato alla gelateria Taseer, la Baklava balcanica di Olsi Shero, la ‘Crema meliga e lime’ di Alberto Marchetti (gelaterie Marchetti di Torino, Alassio, Milano e Alba), lo ‘Zabajone’ classico di Vincenzo Lenci (gelateria Bar della darsena, Fiumicino), di nuovo Erika Quattrini stavolta con la Malaga (uva passa di zibibbo di Pantelleria, marsala vergine e zibibbo), il ‘Pane burro e marmellata’ di Fulvio Massimino (gelateria Slurp ad Aci Castello) e il ‘Torrone antico’ di Rosario Leone d’Angelo (gelateria Sikè Messina).

Se poi guardiamo ai gusti più gettonati dal pubblico, il trionfo ineluttabile va al ‘Pistacchio di Bronte’ di Santo Musumeci e Luca Casalini, all’inedito ‘Pistacchio e rosa turca’ di Luca e Romina Rizzardini (Eiscenter Rizzardini, Laufen, Germania), e al ‘Caffe bianco e Mandorla croccante’ di Osvaldo Palermo e Alessandro Fracco.

A Catania Sherbeth ha trovato casa nella splendida Villa Bellini, bellissimo parco splendidamente tenuto e posizionato al termine della centralisssima via Etnea, che se da un lato ha dato modo di posizionare in un’unico luogo laboratorio di produzione e stand di somministrazione risolvendo così all’organizzazione gli annosi problemi logistici delle passate edizioni, ne ha creati altri in quanto l’intero villaggio del gelato è dovuto essere alimentato con degli appositi generatori di corrente elettrica, che all’inizio hanno fatto un po’ le bizze.

Sherbeth Festival 2019

 

Ed anche i risultati finali sono stati in chiaroscuro, con un pubblico curioso e interessato che ha affollato i vialetti del parco soprattutto il sabato sera, ma nel complesso in numero molto inferiore alle aspettative, tanto da non far sciogliere all’organizzazione la riserva su quale sarà la città che ospiterà lo Sherbeth nel 2020.

Però al di là di queste valutazioni necessarie, perchè un festival potrà essere anche bellissimo ma non si nutre di sola aria, un numero così alto di gelatieri permette di avere una fotografia abbastanza realistica di un movimento che in questi anni ha alzato molto il livello qualitativo allargando la base di quanti cercando di offrire un prodotto migliore sotto diversi punti di vista (qualità delle materie prime usate, valorizzazione del territorio, ricette pulite) di quello che si poteva trovare in giro solo fino a pochi anni fa.

Un corto-circuito virtuoso, innescato dalla diffusione di corsi e libri professionali, da eventi e festival dedicati, ed anche dai media con in testa Dissapore che hanno fatto conoscere e dato visibilità ai migliori gelatieri, diventati veri e propri punti di riferimento dei nuovi artigiani che si sono avvicinati al mondo della gelateria ed anche di quanti hanno voluto migliorare nel tempo la loro offerta.

commenti (2)

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  1. Avatar Joan ha detto:

    Io ho provato tutti i gusti nell’aera VIP è concordo su alcuni, un po’ meno su altri.
    Buonissimo il copoazù, frutto della stessa famiglia del cacao e difficile da trasportare senza perdere la qualità. Buonissimo anche il pepe delle Andalimane che infatti ha preso un premio. Incredibile cioccolato e olive, una droga, ma chi l’ha fatto? Era impossibile sapere di chi fossero i gusti dell’area VIP, ora sappiamo solo gli autori dei gusti che hanno vinto…
    Assurdo che nell’area VIP non ci fosse nessuna spiegazione o gli ingredienti dei gelati e nessuno sapesse niente, l’organizzazione come spettatore mi è sembrata un po’ da terzo mondo a fronte di un costo per il pubblico non proprio bassissimo, davvero peccato.

  2. Avatar Alessandro ha detto:

    Spett. Le perche’ non si mensiona la granita al fico d’india di San cono del ritrovo orchidea di oliveri che e’ stato un successo? E poi gusto Procopio cuto’ del ritrovo orchidea il gusto sapori di Sicilia non se ne parla? Ma come mai sono stati portati il ministro della salute, il sindaco e l’assessore, proprio ad assaggiare i nostri gusti e si sono mangiati una vaschetta intera? Un motivo ci deve essere, no? Grazie in attesa di vostro riscontro.