di Alessandro Maggi 12 Settembre 2020
hop skin

La provincia di Bergamo ricopre fin dall’inizio un ruolo importante nella crescita e nella promozione della birra artigianale, italiana e non. All’ombra delle Alpi Orobie troviamo infatti un nutrito schieramento di birrifici e di pub specializzati, che nel corso degli anni hanno avuto il grande merito di far conoscere e apprezzare il prodotto. Ed è in questo vivace e produttivo contesto geo-economico che nel 2013 Gioia Ravasio e Paolo Algeri fondano a Curno il birrificio Hop Skin.

Laureata in viticoltura ed enologia lei, in igiene dentale lui, decidono che l’esperienza maturata durante gli anni precedenti di birrificazione casalinga sono sufficienti e decidono di compiere il grande passo. Nel 2014 inaugurano la tap room, alla quale nell’anno successivo affiancano l’attività di ristorazione diventando brewpub a tutti gli effetti, oggi riferimento non solo per il pubblico locale, ma anche per quello milanese (che in effetti non ha poi così tante mete per bere birra artigianale e mangiare bene al contempo).

Il locale

hop skin

Hopskin è trova all’interno della macro area commerciale di Curno; sviluppato in un unico ambiente, colpisce soprattutto per il bancone nero a forma di mezzaluna con alle spalle il banco spine rotondo, posizionato centralmente in un’ isola a sé stante.

L’arredamento delle sedute è semplice ma curato, e un bel colpo d’occhio lo regala la parete con mattoni a vista alle spalle del bancone.

Con le misure di distanziamento sociale, i posti a sedere sono circa ottanta tra interno ed esterno (è in previsione un aumento della capacità dei coperti, sfruttando un locale adiacente al momento non utilizzato).

Le birre di Hop Skin

hop skin

La produzione birraria di Hop Skin, birrificio non poco in vista nel panorama nazionale, copre diversi stili brassicoli, con un focus sulle birre di ispirazione americana. Al momento della mia visita le birre alla spina disponibili erano undici, e mi sono divertito a spaziare tra stili diversi per poter avere un’idea generale quanto più ampia possibile.

La B(r)ad Peter,  bassa fermentazione in stile tedesco da 4.7%, è un piccolo capolavoro nella sua semplicità, con delicati sentori di crosta di pane e miele e una bevibilita’ killer , cosi’ killer che mentre bevevo mi sembrava di essere come Nino Manfredi in Grandi Magazzini quando si ritrova per sbaglio a tracannare champagne con il consiglio di amministrazione.

La Ein Rauch, marzen prodotta con malto affumicato da 5.2%, paga lo scotto di uno sgradito sentore di salamoia di olive verdi non invadente ma che ne pregiudica il risultato globale.

Decido poi di passare alla mia birra preferita di sempre di Hopskin, ossia la Crazy Paul, american saison da 6.5 gradi. Bellissima a vedersi nella sua tipica opalescenza, al naso sprigiona intensi aromi di crosta di pane uniti ai rimandi agrumati e speziati, donati dal luppolo americano Citra e dal pepe rosa del Madagascar.

Un fruttato di frutta gialla matura accompagna il sorso con il ritorno delle nota pepata, chiudendo su un finale gradevolmente amaro. Ultima birra della serata è stata la, double IPA da 7.5%: come dai canoni dello stile mi aspettavo una birra muscolare ed esplosiva , ma a questo giro la miccia era difettosa e le polveri bagnate , scarica di profumii con un amaro poco equilibrato, ed è passata senza lasciare traccia.

Il menu, la cucina

hop skin hop skin hop skin

La cucina propone  hamburger , taglieri , panini ,fritti , specialità bbq e dolci. I fritti attirano subito la mia attenzione , pertanto in barba alla pubblicità dell’olio Cuore (la cui staccionata, oggi,  non riuscirei a saltare neanche con un trampolo a molla) ordino senza indugio funghi, jalapenos ripieni di formaggio Branzi e mozzarella in carrozza.

I funghi Portobello sono troppo unti, così come gli jalapenos ripieni di formaggio Branzi, dove la panatura deficitaria si sfalda tra le mani. Addento il primo, e come reazione istintiva la mia mente corre all’espressione di terrore della signora Mc Allister in “Mamma ho perso l’areo”; la ricordate vero?

Dopo qualche singhiozzo la situazione rientra pienamente nei ranghi, rivelando la vera vittima di questa frittura ossia il povero formaggio Branzi, annichilito dalla piccantezza anche per la quantità fin troppo esigua utilizzata. Mentre consulto il menu per scegliere il piatto principale assaggio anche la mozzarella in carrozza, buona, e decido di ordinare le ribs di maiale cotte a bassa temperatura, servite con insalata di cavolo e salsa bbq. Cottura impeccabile, carne tenera e saporita, ottima la coleslaw in accompagnamento.

I prezzi

Birre da 3 a 6 euro a seconda del formato e della tipologia , hamburger e panini dagli 8 agli 11 euro con la possibilità di servizio con o senza patatine, taglieri da 11 a 14 euro, fritti e street food da 3 a 10 euro, specialità di carne bbq da 9 a 11 euro, dolci a 5 euro

Informazioni

Hop Skin

Indirizzo: Via Lega Lombarda 15/17, Curno (BG)

Numero di telefono: 035 437 6547

Orari: Martedì 19.30-00.30; mercoledì e giovedì 19.30-01:30; venerdì 19.30-02:00 ; sabato 18:00-02:00 , domenica 18:00-02:00

Ambiente: moderno

Servizio: veloce e competente

Cucina: classica da Pub

Voto: 3,5 /5