birra marzen

Torna la nuova rubrica di Dissapore che racconta stili, sottostili e interpretazioni della birra artigianale, corredata dai consigli per gli acquisti che sazieranno la vostra sete di sapere e bere bene.

Dopo Helles e Pils, oggi stringiamo la mano alle märzen, le birre tipiche dell’Oktoberfest, alle cugine viennesi e alle versioni odierne dello stile.

Restiamo in casa basse fermentazioni, alziamo l’asticella del grado alcolico e torniamo per un istante alla corte bavarese del duca Albrecht V e ai suoi grattacapi con le infezioni provocate dai microbi che –grazie a temperature e umidità favorevoli– proliferavano durante la stagione estiva infettando la tanto amata cervogia (bevanda fatta con orzo o avena fermentata).

La storia delle Märzen

marzen, birra

Che fare quindi? Emanare un decreto (siamo nel 1553) che ne vietasse la produzione in quel periodo.

Necessità che divenne virtù quando il birrificio Spaten, dopo le vacanze studio in gran Bretagna con l’amico Dreher per rubacchiare segreti e gestire meglio i malti, presentò la sua birra prodotta a marzo all’Oktoberfest del 1841, seguita a ruota proprio da Dreher che ne propose la sua versione (Vienna lager).

Differivano sostanzialmente nella componente del malto, più scura la versione tedesca (marrone) e tendente all’ambrato/rossastro quella viennese.

Nei decenni successivi sia le märzenbier di Monaco che le Vienna lager entrarono stabilmente nel portafoglio di molti birrifici della zona. Fu proprio Spaten a usare per primo il nome Oktoberfestbier per la sua märzen, la cui versione odierna si basa in buona parte sulla ricetta dell’epoca.

L’appuntamento e la birra proposta per l’occasione divennero tradizione, sino al 1990, quando una versione più chiara di Oktoberfestbier fu introdotta come birra ufficiale della celebre sagra paesana. Una sorta di robusta helles (birre chiare tedesche a bassa fermentazione, ovvero lager), più beverina della corposa e scura sorella maggiore.

Le caratteristiche della birra Märzen

marzen birra

Varia in funzione dalla base di malti utilizzata, che dovrebbe in ogni caso essere la protagonista e palesarsi nel bicchiere più o meno così:

SCHIUMA: schiuma persistente, color crema o panna nelle versioni più chiare dello stile.

COLORE: birra limpida, di colore ambrato intenso ramato-rossiccio o, nelle recenti versioni tedesche, dorato carico.

NASO: dovrebbe giocare su sentori di malto nelle versioni più scure. Ricordarvi il pane, la sua crosta, il caramello (ecc.), tostature non presenti invece nelle versioni chiare dello stile, dove il cereale, sempre protagonista, fa emergere sensazioni di erba e fiori apportate dai luppoli.

IN BOCCA: come detto alziamo l’asticella della gradazione alcolica (5.8 – 6.3%) e del corpo. Caratteristiche che fanno percepire il sorso più pieno e rotondo.

Il tutto dovrebbe essere bilanciato e alleggerito dalla carbonazione (le bolle) e dalla buona attenuazione (secchezza), che rendono la birra piena senza essere stucchevole. L’amaro è presente in dosi chirurgiche o comunque moderato.

La percezione calorica dell’alcol dovrebbe essere appena accennata.

Sono birre che vantano un ristretto ma fedele gruppo di estimatori anche in Italia. In alcuni casi si tratta di prodotti stagionali, in altri di referenze stabili a listino. Alcune più fedeli allo stile, altre di più libera interpretazione.

Le miglio birre Märzen artigianali in Italia

BiRen

Abbiamo pensato a un ulteriore aiutino (che non si dica che non vi vogliamo bene) e d’ora in avanti vi daremo indicazioni anche sui prezzi medi dei prodotti in vendita al dettaglio e in bottiglia (beershop, enoteche, venduta on line). Non includono quindi il servizio di somministrazione.

Per birre italiane che strizzano l’occhio a questi stili siamo sui 4/4,60 euro (50 cl), inizierei a storcere il naso sopra i 5 euro.

L’ argomento è pruriginoso, lo so. Sintetizzando, trovo insensato paragonare il mercato italiano (frammentato, super tassato e piccolo in volumi) a mondi che presentano caratteristiche agli antipodi. Anche i paragoni con il mondo del vino hanno poco senso a mio avviso.

Le discriminanti dovrebbero essere la buona fattura, la godibilita, magari l’unicità della birra. Aspetti che non prescindono dalla nostra capacità di scegliere in base ai nostri gusti e alle nostre tasche.

Renazzenfest – BiRen Birrificio Renazzese

Fresca di medaglia al Beer Attraction questa märzen made in Renazzo (comune di Canto, provincia di Ferrara) attinge alle più recenti versioni dello stile.  Dorata versione nata per fare festa, come recita lo slogan. Dopo il quarto boccale, complice il grado alcolico, entrerete nello spirito suggerito.

Marzen – Microbirificio Birra Elvo

Anche nel biellese si amano le basse (fermentazioni). Birra Elvo propone il suo tributo liquido allo stile in veste ambrata.

Miss Kartola Statale Nove

Un naso in cui fanno capolino i rimandi freschi erbacei e floreali dei luppoli utilizzati per questa versione di märzen dalle spiccate capacità di relazionarsi con la vostra sete. Che cartola!

Larixbier Birra di Fiemme

Ci spostiamo in Trentino. Birra di Fiemme propone, tra le altre, la sua versione ambrata di birra marzolina.

Birra di Primavera – AH Brau

Avete in programma una gita a Vipiteno? Dirigetevi in zona Fortezza, avrete di che rifocillarvi.

Roma Ambrata – Birradamare

Questa märzen dagli accenni fumè è il sorso giusto per salutarvi e farvi pregustare il mondo che esploreremo prossimamente. In alto i boccali!

Completate voi l’elenco?

[Credit: BiRen, Scrigno dei Sapori]

commenti (3)

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  1. Avatar Achel86 ha detto:

    Interessante e corretto come i precedenti, ma l’unico appunto mio è ancora sui prezzi delle nostre birre: io il naso lo storco anche a 4/4,60 euro, considerando che le originali bavaresi nei loro negozi le vendono attorno a 1 euro massimo, ma di norma sui 0,80 euro per mezzo litro…OTTANTA CENTESIMI…e quando riporti indietro i vuoti ti rimborsano pure la bottiglia vuota!

    1. Avatar BAVARIA Pub ha detto:

      Il problema è che in Italia ci sono dei costi d’impresa molto alti che condizionano il mercato e naturalmente fanno lievitare il prezzo finale…

  2. Avatar Red Oyster ha detto:

    Cambierei però la terza foto, che rappresenta con ogni probabilità una (ES)bitter inglese in cask