Iginio Massari: dentro la nuova pasticceria di Milano

È noto come il pasticcere dei tituli, Iginio Massari. Per elencare premi e tributi servirebbe una settimana di ferie, se non ci credete curiosate nella sua biografia.

Ha un fan club (un fan club!) con migliaia di iscritti, i colleghi lo venerano, le file per comprare il suo panettone si allungano ogni anno, è talmente carismatico che riesce a dare un senso anche a Masterchef.

[Iginio Massari ha un fan club: cronaca sbalordita di un raduno]

E ormai mancano pochi giorni all’apertura della sua pasticceria a Milano, peraltro la prima del mondo all’interno di una banca: la gigantesca filiale di Banca Intesa in piazza Diaz, angolo via Marconi.

[La pasticceria di Iginio Massari apre a Milano il 14 marzo]

Per la prima volta Massari, 75 anni, che negli ultimi anni il tubo catodico della tivù, in pratica ormai un canale digerente, ha definitivamente consacrato al ruolo star, esce dalla mitica pasticceria Veneto di via Salvo d’Aquisto, aperta a Brescia nel 1971.

Comunicaffè ha anticipato alcune delle sorprese che troveremo.

La pasticceria che aprirà il 14 Marzo, di cui vedete qualche immagine, avrà una doppia vocazione.

Da una parte sarà un mondo asettico e ordinato: 120 metri di spazio più altri 30 di dehors con servizio al tavolo, laboratorio a vista, vetrine minimaliste con affaccio diretto sulla strada, pavimento in legno scuro e meraviglioso bancone in marmo color champagne con esposizione di brioche, monoporzioni, 12 tipi di pasticcini mignon, cioccolatini, tartellette, semifreddi, colombe, bussolà (tipico dolce veneto) e l’irrinunciabile panettone.

[Ricetta e segreti per fare in casa il panettone di Iginio Massari spiegati da Iginio Massari]

Oltre a questo alcune proposte salate, i panettoni gastronomici e le focacce farcite.

La prima cosa che viene in mente sono le gallerie d’arte con i dolci, molti dei quali in arrivo dalla sede di Brescia, esposti e illuminati come oggetti preziosi. Una pasticceria caffetteria moderna e sempre aperta (dalle 7.30 del mattino alle 20, 7 giorni su 7) seguita in prima persona da Massari insieme ai figli Debora e Nicola, che una volta a regime darà lavoro a 25 persone.

Il progetto dall’architetto Andrea Stramigioli prevede l’impiego di materiali preziosi, vetrine innovative, linee pulite e forti contrasti di colori, con un intreccio di lampade sul soffitto in materiale riflettente per creare un’illuminazione originale.

Ma oltre a questo si farà sentire la collaborazione con Banca Intesa, che sarà molto attiva nell’organizzare eventi con la partecipazione del pasticcere bresciano.

[Milano: come sarà la nuova pasticceria di Iginio Massari]

Ma oltre a questo si farà sentire la collaborazione con Banca Intesa, che sarà molto attiva nell’organizzare eventi con la partecipazione del pasticcere bresciano.

[Crediti | Comicaffè]

Anna Silveri

9 marzo 2018

commenti (6)

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  1. Interessante l’ultimaarte dell’articolo, quella sulla strategia di abbattimento dei costi fissi. Mi auguro sia tutta farina del sacco dell’autore, perché se tale fosse la strategia di Intesa, avrei più di una perplessità. Le filiale è sovradimensionata perché ho automatizzato i servizi e, credo io, ridotto il personale, quindi faccio un bel subaffitto di prestigio, così abbatto gli ulteriori costi fissi. Potrei farlo anch’io; lascio a casa la segretaria e subaffitto la reception del mio studio a un Masterchef, così faccio vetrina e abbatto i costi fissi di un ufficio….sovradimensionato. Qualche volta rileggere e riflettere non farebbe male. Saluti

  2. Anche qui: si chiama BOssolà, con la O, ed altro che veneto, il Bossolà è il dolce Bresciano per eccellenza!

  3. Qualche suggerimento circa le più soddisfacenti proposte?
    Grazie

  4. Ancora a chiamarlo bussolà? Ancora a dire che è veneto?
    Cos’è vi da fastidio che sia un prodotto bresciano?
    Potete correggere i vostri errori?
    Si chiama BOssolà
    E’ bresciano

  5. BOssolà per favore! Correggete
    E’ un dolce tipico bresciano!

    1. Devo fare una piccola ammenda: ieri sono andato a far merenda con la monoporzione (a Brescia ovviamente) e sulla scatola la dicitura usata è Bussolà.
      Originariamente si usava sia Bussolà che, ho scoperto, Bissolà in alcune zone della provincia. Ma la dicitura d’uso dovrebbe essere BOssolà.
      E sul sito lo stesso Massari lo chiama Bossolà.
      Vabeh, l’importante è che l’è bù fès fès!

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